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7 luglio 2005: ennesimo duro colpo alla bigenitorialità
IL PDL 66 è stato approvato alla Camera dei Deputati in data 7 luglio 2005 (dopo 10 anni di opposizioni accanite, i sì sono stati 336, 24 gli astenuti, mentre un solo deputato ha votato contro) Nei prossimi mesi arriverà quindi al Senato.
COSÌ COME NELLA VERSIONE APPROVATA ALLA CAMERA, ATTRAVERSO VARI EMENDAMENTI, LA LEGGE SULL'AFFIDAMENTO CONDIVISO RISCHIA DI NON APPORTARE UNA VERA RIFORMA AL DIRITTO DI FAMIGLIA COME PREVISTO DAL SUO TESTO ORIGINALE.
SE È VERO CHE IL TESTO DI LEGGE SANCISCE PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA IL PRINCIPIO DELLA BIGENITORIALITÀ, DI FATTO CI SONO MOLTISSIME SUE PARTI CHE PENALIZZANO ANCORA UNA VOLTA, ED IN MANIERA SUBDOLA, IL RAPPORTO CONTINUATIVO CON ENTRAMBI I GENITORI.
C'È TROPPO INTERESSE (economico e sessista) AFFINCHÈ TUTTO RESTI UGUALE!!!!
Intanto, l'on. Tarditi, tra i primi promotori e redattori del testo originale, ringrazia pubblicamente i veri sostenitori della bigenitorialità, prima della votazione alla Camera dei Deputati. Lui parla di "vittoria", sapendo di esaltare troppo l'accaduto, noi invece diciamo che si tratta di un' ennesima parziale sconfitta dell'Italia. Appreziamo l'enorme lavoro ed il supporto di Tarditi nei confronti della proposta di legge. Noi lo interpretiamo tuttavia come un invito a voler manifestare il nostro dissenso nei confronti di una legge monca e ad incrementare la nostra attività!! clicca qui per vedere il filmato
Ecco il confronto tra il testo (già in gran parte indebolito) uscito dalla Commissione Giustizia a fine 2004 e quello approvato il 5 luglio 2005 alla Camera dei Deputati: clicca qui
Il Progetto di Legge 66, sull'affidamento condiviso dei figli, ha una storia lunga oltre dieci anni. Dieci anni in cui una riforma del sistema dell'affidamento esclusivo è stata volutamente tenuta a freno dalla fabbrica del divorzio (lobby di avvocati, operatori del conflitto...). Indipendentemente dal colore della maggioranza, il parlamento si è rivelato un poderoso muro di gomma su cui le stesse auspicate riforme di legge in favore dei figli rimbalzano disperatamente. Dopo essersi timidamente affacciato in aula nel marzo scorso, già privato della mediazione familiare obbligatoria (Il binomio affido condiviso-mediazione funziona benissimo da tre anni in Norvegia, dove si sono dimezzate le separazioni giudiziali, come in Germania e Francia), il Pdl 66 è ritornato in Commissione Giustizia, dove si è completato il suo massacro.
Ecco cosa rimane:
L'affidamento ad entrambi i genitori è meno vincolante rispetto al testo originale, ma diventa una possibilità (proprio come prima, una possibilità che si verifica nel circa 10% dei casi), che il giudice valuta sì prioritariamente, ma mantenendo quel potere assoluto che già oggi contraddistingue l'origine della sofferenza di migliaia di bambini. L'affidamento ad un solo genitore dovrebbe essere tenuto in considerazione solo in caso quello ad entrambi fosse di grave pregiudizio per il minore stesso, identificando il genitore non affidatario come non idoneo per motivi gravi!
Le decisioni di maggiore importanza sono assunte dai genitori congiuntamente solo ove possibile (come ora).
Riguardo al mantenimento, dopo aver cancellato le parole "per capitoli di spesa" ora è sparita anche la modalità "in forma diretta", uno dei punti qualificanti ed innovativi della Riforma, teso a responsabilizzare entrambi i genitori rendendoli compartecipi della "quotidianità" delle azioni e delle scelte che riguardano i figli. Ritorna l'assegno periodico del genitore bancomat (come ora)!
In pratica, l'ultima fatica del relatore Paniz nulla cambia dell'attuale normativa, in quanto il giudice può continuare ad affidare i figli in maniera esclusiva ad un genitore, garantendogli la residenza esclusiva dei figli, l'uso esclusivo della casa familiare e la gestione incontrollata dell'assegno di mantenimento per la prole. Assegno che va ad inglobare anche il mantenimento esentasse per il genitore affidatario/residente sotto forma di valenza economica dei compiti domestici e di cura..., costituendo così una rendita parassitaria che certo non educa i cittadini all'impegno ed alle responsabilità e che disincentiva il genitore non affidatario a far fronte regolarmente ai propri impegni.
Se mal applicato, questo testo, rischierebbe di essere peggiorativo rispetto alla normativa vigente, poiché stabilisce per legge ciò che finora era soltanto una pessima prassi giudiziaria.
Se passasse, questo stravolto testo di legge, se da un lato potrebbe dare speranza per un'applicazione innovativa e davvero nell'interesse del minore, dall'altro sancirebbe per l'ennesima volta la vittoria degli operatori del conflitto, ben rappresentati dai vari parlamentari, che vivono sulla pelle dei nostri figli e che vedrebbero imporsi un testo di legge ambiguo e molto lacunoso.
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