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LA SEPARAZIONE
 
 
 
 

La legge e i numeri in Italia

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Nel nostro paese è andata consolidandosi, in base a dei pregiudizi culturali, la prassi che privilegia unicamente il ruolo materno, identificandolo come esclusivo riferimento educativo per i figli minori. Mentre oggi molti papà vogliono vivere pienamente la propria paternità.

In Italia, come si detto, vi sono state negli ultimi anni oltre 75.000 (81'000 nel 2003) separazioni ogni anno e un numero crescente di divorzi (43.856 nel 2003).

Nella quasi totalità dei casi, i figli si vedono sottrarre repentinamente la figura del padre. Questo accade nonostante il riconoscimento dell'importanza di entrambi i ruoli genitoriali, la dichiarazione della parità di diritti tra i sessi e la tutela dei minori.

Nel nostro paese è andata consolidandosi, in base a pregiudizi culturali, la prassi che privilegia il ruolo materno, come unico riferimento educativo per i figli minori, a differenza di quello paterno, ingiustamente visto come ruolo esclusivamente economico.

Per contro, é ormai riconosciuta da padri e madri responsabili, da psicologi, mediatori familiari, l'importanza del ruolo paterno congiuntamente, e non in contrapposizione, a quello materno per la crescita psicofisica dei fanciulli nelle diverse età della loro vita.

Negli ultimi decenni, la realtà dei fatti ha profondamente alterato ruoli e compiti specifici della coppia genitoriale. Si è creata una situazione di maggiore equilibrio sul piano affettivo e su quello economico, che consente un pieno coinvolgimento di entrambi i genitori nella educazione dei figli. I padri che oggi vogliono vivere pienamente il proprio ruolo sono penalizzati da un pregiudizio sociale ancora fortemente radicato anche nella prassi giudiziaria.

Al padre viene imposto solo "un dovere economico e nessun reale diritto" per l'esercizio del ruolo educativo e formativo dei propri figli.

La situazione legislativa italiana è molto carente, né la Magistratura sembra voler applicare quelle logiche che i cambiamenti di costume e mentalità hanno ormai consolidato.

Ne è esempio l'affido congiunto, previsto dalla legislazione sul divorzio, con una norma spesso disattesa, oppure la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia, promulgata dall'Assemblea delle Nazioni Unite nel 1989, recepita dall'Italia con la Legge n. 176 del 1991 e quasi mai applicata dai Tribunali.

Che i Giudici italiani siano sovraccaricati di lavoro è un dato inconfutabile, ma che circa il 90% delle separazioni si traduca in un affido esclusivo del figlio alla madre è una discriminazione che avviene per inerzia culturale, correlata a stereotipi superati.

Occorrono nuovi criteri che consentano una valutazione serena caso per caso soprattutto quando non esiste una magistratura specializzata nel diritto di famiglia, come spesso avviene nella stragrande maggioranza dei Tribunali italiani.

Si sente oggi la necessità di nuove leggi che tengano conto dei mutamenti avvenuti nella società
.
La attuale legislazione non pone freni alla disgregazione della famiglia, ma, al contrario in sostanza, incoraggia a richiedere la separazione il coniuge più forte, quello dei due cui, quasi certamente, verranno affidati i figli e per conseguenza andranno anche la casa coniugale ed il mantenimento.

Ad aggravare questa situazione collaborano le sentenze della Magistratura nelle cause di separazione e divorzio, sentenze che possono essere ricondotte ad un condizionamento culturale retaggio di un passato lontano, ma sempre presente in alcuni ambienti che non hanno saputo assimilare il cambiamento di costumi proprio della civiltà moderna.

In base a quanto espresso, è invece fondamentale che i figli possano mantenere un rapporto significativo e paritetico con entrambi i genitori anche dopo la separazione.

ALCUNI NUMERI DELL'ANNO "2000" e "2003" (rilevazione dati Istat)

72.000 Separazioni 81.744
37.500 Divorzi 43.856
51.200 Minori coinvolti nella separazione

86,4% La percentuale dei separazioni consensuale
68% Casi in cui è la moglie a chiedere la separazione

86,7% i figli sono affidati in via esclusiva alla madre 84%

4,6% casi in cui i figli vengono affidati al padre

Affidamento congiunto 11,9%
Nel 2003 l'affidamento congiunto è stato disposto nel 13% dei casi nelle separazioni consensuali,
ma la percentuale è scesa al 4,8% nelle procedure giudiziali


71.969 separazioni in Italia 81'000
35.173 con figli minori (48,95%)

37.573 divorzi in Italia 43.856
13.631 con figli minori (36,3%)


I RAPPORTI DELL'ISTAT:

affidamento Tribunale varese 2004

affidamento e separazioni nazionale 2003

affidamento e separazioni nazionale 2002


affidamento e separazioni nazionale 2000
(rapporto completo)


fino al 2000

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