sede di VARESE |
|||||||
| HOME | Chi siamo | Cosa facciamo | Concretamente | Dove Siamo | FORUM | Contattaci | |
| LA
SEPARAZIONE |
|||
| |
|
||
La
legge e i numeri in Italia
!!
cosa cambia da gennaio 2006 (clicca qui) !!
Nel
nostro paese è andata consolidandosi, in base a dei pregiudizi culturali,
la prassi che privilegia unicamente il ruolo materno, identificandolo come
esclusivo riferimento educativo per i figli minori. Mentre oggi
molti papà vogliono vivere pienamente la propria paternità.
In Italia, come si detto, vi sono state negli ultimi anni oltre 75.000 (81'000
nel 2003) separazioni ogni anno e un numero crescente di divorzi (43.856
nel 2003).
Nella quasi totalità dei casi, i figli si vedono sottrarre repentinamente
la figura del padre. Questo accade nonostante il riconoscimento dell'importanza
di entrambi i ruoli genitoriali, la dichiarazione della parità di
diritti tra i sessi e la tutela dei minori.
Nel nostro paese è andata consolidandosi, in base a pregiudizi culturali,
la prassi che privilegia il ruolo materno, come unico riferimento educativo
per i figli minori, a differenza di quello paterno, ingiustamente visto
come ruolo esclusivamente economico.
Per contro, é ormai riconosciuta da padri e madri responsabili, da
psicologi, mediatori familiari, l'importanza del ruolo paterno congiuntamente,
e non in contrapposizione, a quello materno per la crescita psicofisica
dei fanciulli nelle diverse età della loro vita.
Negli ultimi decenni, la realtà dei fatti ha profondamente alterato
ruoli e compiti specifici della coppia genitoriale. Si è creata una
situazione di maggiore equilibrio sul piano affettivo e su quello economico,
che consente un pieno coinvolgimento di entrambi i genitori nella educazione
dei figli. I padri che oggi vogliono vivere pienamente il proprio ruolo
sono penalizzati da un pregiudizio sociale ancora fortemente radicato anche
nella prassi giudiziaria.
Al padre viene imposto solo "un dovere economico e nessun reale
diritto" per l'esercizio del ruolo educativo e formativo dei propri
figli.
La situazione legislativa italiana è molto carente, né la
Magistratura sembra voler applicare quelle logiche che i cambiamenti di
costume e mentalità hanno ormai consolidato.
Ne è esempio l'affido congiunto, previsto dalla legislazione sul
divorzio, con una norma spesso disattesa, oppure la Convenzione Internazionale
sui Diritti dell'Infanzia, promulgata dall'Assemblea delle Nazioni Unite
nel 1989, recepita dall'Italia con la Legge n. 176 del 1991 e quasi mai
applicata dai Tribunali.
Che i Giudici italiani siano sovraccaricati di lavoro è un
dato inconfutabile, ma che circa il 90% delle separazioni si traduca in
un affido esclusivo del figlio alla madre è una discriminazione che
avviene per inerzia culturale, correlata a stereotipi superati.
Occorrono nuovi criteri che consentano una valutazione serena caso per caso
soprattutto quando non esiste una magistratura specializzata nel diritto
di famiglia, come spesso avviene nella stragrande maggioranza dei Tribunali
italiani.
Si sente oggi la necessità di nuove leggi che tengano conto dei mutamenti
avvenuti nella società
.
La attuale legislazione non pone freni alla disgregazione della famiglia,
ma, al contrario in sostanza, incoraggia a richiedere la separazione il
coniuge più forte, quello dei due cui, quasi certamente, verranno
affidati i figli e per conseguenza andranno anche la casa coniugale ed il
mantenimento.
Ad aggravare questa situazione collaborano le sentenze della Magistratura
nelle cause di separazione e divorzio, sentenze che possono essere ricondotte
ad un condizionamento culturale retaggio di un passato lontano, ma sempre
presente in alcuni ambienti che non hanno saputo assimilare il cambiamento
di costumi proprio della civiltà moderna.
In base a quanto espresso, è invece fondamentale che i figli
possano mantenere un rapporto significativo e paritetico con entrambi i
genitori anche dopo la separazione.
ALCUNI NUMERI DELL'ANNO "2000" e "2003" (rilevazione dati Istat)
72.000
Separazioni 81.744
37.500 Divorzi 43.856
51.200
Minori coinvolti nella separazione
86,4% La percentuale dei separazioni consensuale
68% Casi in cui è la moglie a chiedere la separazione
86,7% i figli sono affidati in via esclusiva alla madre 84%
4,6% casi in cui i figli vengono affidati al padre
Affidamento
congiunto 11,9%
Nel 2003 l'affidamento congiunto è stato disposto nel 13% dei casi
nelle separazioni consensuali,
ma la percentuale è scesa al 4,8% nelle procedure giudiziali
71.969 separazioni in Italia 81'000
35.173 con figli minori (48,95%)
37.573 divorzi in Italia 43.856
13.631 con figli minori (36,3%)
I RAPPORTI DELL'ISTAT:
affidamento Tribunale varese 2004
affidamento
e separazioni nazionale 2003
affidamento
e separazioni nazionale 2002
affidamento
e separazioni nazionale 2000
(rapporto completo)
fino
al 2000
| HOME | Chi siamo | Cosa facciamo | Concretamente | Dove Siamo | FORUM | Contattaci |