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LA DIARREA

Si definisce diarrea una emissione aumentata, sia per volume globale che per numero di emissioni, di feci a carattere semiliquido o acquoso.
Esistono diarree infettive e diarree non infettive (ad esempio causate da allergie, intolleranze o intossicazioni).
Le diarree infettive sono di gran lunga più frequenti e, alle nostre latitudini, sono comunemente virali o batteriche.
Tra le forme batteriche massimo rilievo hanno le forme da Salmonella. Pur rimandando al vostro pediatra di fiducia, teniamo a precisare che solo in casi molto selezionati (pazienti piccoli, altamente febbrili, defedati) la Salmonella dev'esser trattata con antibiotici poiché si è visto che questo tipo di trattamento aumenta, rispetto alla guarigione naturale (vis naturae), il rischio di cronicizzazione e di trasformazione del soggetto in portatore sano cronico per mesi o anni.
Le forme virali, che non necessitano mai di terapia antibiotica, possono essere sostenute da molti agenti causali tra cui massimo rilievo rivestono i Rotavirus e gli Adenovirus.
A prescindere da ciò che vi potrà indicare di caso in caso il vostro curante, la cose più importanti da sapere sono:
1) i farmaci che bloccano l'emissione di feci sono assolutamente da vietare perché mascherano la diarrea ma non impediscono il passaggio di liquidi dal sangue al lume intestinale e quindi la disidratazione: la diarrea, eliminando milioni di virus o batteri, è un mezzo fondamentale di difesa!
2) le diarree colpiscono meno frequentemente i piccoli allattati al seno ma, quando si manifestano in questa fascia di età, possono essere molto pericolose, ancor di più se associate a vomito che ostacola la reidratazione orale
3) un buon parametro per valutare la gravità della malattia può essere il controllo del peso: cali fino al 5% del peso originario sono tollerabili; cali tra il 5 e il 10% ci devono indurre in preoccupazione: il bambino si sta disidratando seriamente; cali oltre il 10% sono molto gravi. Quindi: controllate con attenzione il peso!

Pertanto il cardine della terapia è rappresentato dalla reidratazione associato a norme alimentari e al consueto trattamento a base di fermenti lattici.
Il latte materno è sempre consentito (è anche ricco di anticorpi Ig A protettivi contro virus e batteri), mentre negli allattati artificialmente almeno sotto i 3-4 mesi di vita, sarebbe meglio usare un latte speciale idrolisato.
Oltre i 4-5 mesi per diarree non catastrofiche è consigliato un latte privo o molto povero di lattosio (il lattosio non digerito peggiora la diarrea richiamando liquidi per effetto osmotico dal sangue nel lume intestinale, inoltre aumenta l'acidità fecale causando irritazione perineale).
Nei casi più gravi, di pertinenza esclusivamente ospedaliera, l'apparato gastrointestinale è messo a riposo e si idrata esclusivamente per via parenterale.
Nei casi meno gravi, ai bambini più grandi, si suggerisce una dieta astringente (riso, zucca,banana, mela, patata).

Come operare per evitare che il bambino si disidrati e finisca all'ospedale per la reidratazione parenterale? Se non c'è vomito (che aggrava decisamente il quadro: per cui, in caso di vomito, consultate il curante) è molto utile il ricorso alle soluzioni gluco saline in commercio (specie quelle con contenuto di sodio di 45 mEq/litro): la loro palatabilità può essere migliorata con saccarina o dulceril (non con lo zucchero: peggiora la diarrea!). Se avete dubbi consultate sempre il vostro Pediatra di fiducia.
Per avere una idea approssimativa di quanto sia elevato il fabbisogno idrico giornaliero di un bambino possiamo dire, con buona approssimazione, che:
per i primi 10 kg di peso esso è di 150 ml per kg;
per i kg da 10 a 15 esso è di 100 ml per kg;
per i kg oltre i 15 esso è di 50 ml per kg;
a questa considerevole quantità dobbiamo aggiungere ancora un 20-40% in caso di febbre o di diarrea profusa. Come vedete non è facile assicurare una buona idratazione a nostro figlio! Ci vogliono litri di liquidi e spesso il piccolo non ne vuol sapere!
Noi suggeriamo di preparare grosse quantità di soluzione gluco salina e di somministrarla a piccoli sorsi ogni 5-10 minuti (come una fleboclisi goccia-goccia ma… per bocca!). Così sarà meno facile provocare il vomito.
Solo così, con una adeguata idratazione e monitorando il peso, potremo attendere serenamente la fine della diarrea.


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