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La morte bianca, altresì
detta SIDS (Sudden Infant Death Sindrome-sindrome della morte improvvisa
del bambino) è un fenomeno a tutt'oggi poco conosciuto.
La diagnosi, infatti, è di esclusione (bisogna escludere tutte le
cause note di morte, quindi anche l'evenienza di un soffocamento da rigurgito).
Si sa che essa colpisce lattanti da uno a dodici mesi di vita, con incidenza
massima tra i due e i quattro.
Si sa che è più frequente tra i lattanti che hanno all'ECG
una particolare anomalia rappresentata dall'allungamento del tratto Q-T
(per questo oggi si propone un ECG sistematico a un mese di vita a tutti
i neonati; peraltro non tutti i soggetti con Q-T lungo sono destinati a
morte bianca né esistono prevenzioni della morte bianca nei soggetti
con Q-T lungo; inoltre la SIDS può colpire frequentemente anche soggetti
con Q-T normale).
L'incidenza, nei Paesi che non attuano misure preventive (di natura essenzialmente
informativa) è di 1 caso su 2000 nati; Paesi, però, che hanno
intrapreso una idonea campagna anti-SIDS sono arrivati a tassi di 1 su 6000.
La SIDS è più frequente nei soggetti che dormono sul ventre
(3 volte più frequente) o sul fianco (2 volte più frequente
che nei lattanti che riposano supini).
PERTANTO BISOGNA ABITUARE FIN DA SUBITO IL NEONATO A DORMIRE SUPINO.
E' più comune negli ambienti caldi (non tenere la temperatura della
cameretta oltre i 20 gradi), nei luoghi ove si fuma, in chi usa cuscini
morbidi o adopera molte coperte, nei figli nati prematuri, in tutte le situazioni
di povertà o degrado socio-economico, in chi soffre di importante
ipertrofia adenotonsillare con caratteristiche ostruttive.
Le cause, come detto, sono ignote anche se numerose ipotesi sono state a
tutt'oggi avanzate: disfunzioni cardiache, del centro del respiro o ambedue
le situazioni.
Nel caso di situazioni a rischio è necessario utilizzare un monitor
per segnalazione di apnee.
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