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L'artista Cosmo de La Fuente sostiene i papà separati dai figli

Grazie di cuore, Cosmo, per darci un po' di voce!
Grazie per tutti i nostri figli!

LINK a SORRISI E CANZONI TV

LINK al sito di COSMO DE LA FUENTE


Lettere aggiornate al 24/10/2005

MADRE CONTRO PADRE
di Cosmo de La Fuente

Alberto era ancora un ragazzone quando nacque sua figlia, aveva poco più di trent'anni, ma amava ancora giocare con la vita. Si era sposato tre anni prima con Giuliana e, malgrado il loro rapporto non fosse idilliaco, tirava a campare.
Da fidanzati spesso Giuliana gli aveva detto che lei avrebbe voluto un marito collaboratore in casa e soprattutto con i figli perché non sopportava il tipo d'uomo che rimaneva seduto sul divano e non si occupava delle faccende di casa e della famiglia.
Alberto un po' per questo, un po' perché Giuliana soffriva di mal di schiena, ma soprattutto perché era letteralmente innamorato della sua bambina, si prestò volentieri a prestare il suo aiuto in casa. Giuliana non allattò al seno la bambina, di notte si alzava Alberto per darle il latte, la cambiava e si comportava da bravo mammo. Tutto questo era utile per Giuliana perché oltre a seguire un corso di Estetista durante il giorno, presto cominciò a lavorare, il primo anno di vita di questa meravigliosa bambina, Alberto se lo fece praticamente da solo. Quando in America c'era qualche problema Giuliana partiva e stava almeno tre mesi lontana da casa.
Essendo titolare di un ristorantino Alberto aveva la possibilità di andare a lavorare dopo le 18,00, portava con lui la bimba che rimaneva fino alle 20,00 ora in cui la mamma veniva a prendersela nervosamente, perché stanca, se la trascinava a casa infuriata perché la piccola voleva ancora il suo papà.
Giuliana, di origine italo americana, aveva nostalgia del suo paese e spesso nel nervosismo delle discussioni minacciava sia Alberto che Giselle (la figlia) di tornarsene dai suoi. La piccola poco per volta cominciò a far di suo padre l'unico punto fermo e sicuro della sua vita e quindi a cercarlo e ad avere bisogno di lui.
Questo non piaceva a Giuliana che non rinunciava a terrorizzare la piccola con le sue minacce di andar via.
Le sue lamentele e continue urla poco per volta distrussero il rapporto con Alberto e ben presto Giselle si rese conto che poteva contare molto di più di suo padre.
Quando Giuliana e Alberto decisero di separarsi, un Giudice ‘donna' che non sapeva minimamente come stavano le cose, decise che Giselle doveva restare con la madre. Cosa ne sapeva quel Giudice? Che scelta sbagliata per il solo luogo comune che i figli stanno bene con la madre e non con il padre. Che errore madornale da parte di un Giudice che dovrebbe pensare al bene di un bambino e non alla solita tiritera stupida che i figli sono proprietà della madre. Ad Alberto non rimase che prendere sua figlia ed andarsene all'estero e la cosa sicuramente non era legale. Cosa doveva fare un padre, un cuore di padre, che sapeva benissimo che la bambina non viveva senza di lui? Pur non approvando il gesto non posso condannarlo, almeno ora la bambina è contenta e la madre si è già risposata. D'altro canto era abituata a separarsi dalla bambina, cosa che Alberto non riusciva a fare.
Perché in Italia il padre deve essere sempre penalizzato? Chi l'ha detto che un uomo non può essere un ottimo genitore? Vorrei che qualcuno in politica si occupasse seriamente di questo problema, io sarei il primo a volerlo, non importa di quale partito, ma è qualcosa di molto importante. Farebbe bene anche ad occuparsene il Vaticano dal momento che parliamo d'amore.
Che ci sia la parità anche in questo. Battiamoci e concludiamo!

MADRE CONTRO PADRE
22/4/2005
Carissimo direttore,
voglio congratularmi con lei per questo spazio intelligente.
Già attento osservatore di Cosmo de La Fuente, più che musicalmente soprattutto come opinionista discreto, ho seguito gli articoli da lui firmati. Penso che questa volta, per quanto mi riguarda abbia superato se stesso però. Sono un papà separato la cui ex moglie fa di tutto per proibirgli l'incontro con i due figli e questa è una storia molto triste della società italiana che come dice Cosmo penalizza sempre il papà.
La storia o gli eventi raccontati da Cosmo de La Fuente sembrano calzino a pennello proprio al mio caso, sembra la mia storia e le parole espresse dall'autore sono proprio quelle che direbbe un qualunque papà nella stessa situazione. Questa mattina ho deciso di scrivere subito a Lei prima di cominciare con il mio lavoro perché la cosa mi interessa molto.
A questo punto vorrei comunicare anch'io con Cosmo, una buona voce per difendere i nostri diritti. Vorrei sapere da lui anche se ha figli e se lui in prima persona ha vissuto questo dramma come noi, che invece non abbiamo voce in capitolo e non possiamo esprimerci pubblicamente. Vorrei anche chiedergli se oltre ad artista è vero che ha a che fare attivamente con la politica e perché non si occupa di prima persona di questo diritto dei padri che lui appoggia in pieno.
Spero vivamente di sentire parlare di questa persona e di conoscere i dettagli perché devo complimentarmi come vedo hanno fatto già in molti.
Alla mia età, ho 49 anni, abbiamo già deciso cosa fare della nostra vita e l'argomento presentato dall'intelligente Cosmo mi tocca da vicino.
Parliamone per favore di questo dramma che vive la maggior parte dei papà separati dai figli, Cosmo, parlane ancora è un argomento molto interessante e spero che il tuo articolo sia pubblicato in tutti i giornali.
Grazie, Cosmo, e soprattutto grazie a Lei Dottor Donelli.
Adalberto

UNA LETTERA AFFETTUOSA PER COSMO DE LA FUENTE
22/4/2005
È sabato ma anche questa sera non uscirò, non mi va di divertirmi da sei mesi, da quando è mancato il mio papà. Io e mia mamma siamo sole e tristi. Oggi però ho ritrovato in uno scritto di Cosmo de la Fuente che si chiama "il gioco della vita" le parole che mi diceva anche il mio papà, anche mia mamma si è commossa, sembravano le sue parole.
E' la seconda lettera che ti scrivo oggi.
Caro Cosmo, vorrei dirti che da oggi sono anch'io una tua ammiratrice e spero che sorrisi e canzoni sia un mezzo per farti arrivare la mia lettera.
Ho pianto ma mi sono sentita anche meglio pensando che per scrivere queste parole vuol dire che tu hai sicuramente esperienze belle e particolari.
Vorrei conoscerti e lunedì corro a cercare un tuo disco, voglio sentire la tua voce e voglio sapere quanti anni hai, mio padre ne aveva 47.
Un bacio e grazie direttore
Liliana

PADRI SEPARATI, RISPONDE COSMO DE LA FUENTE
6/5/2005
Egr. Direttore Massimo Donelli,
cercando notizie riguardo un articolo "Madre contro padre" dell'artista Cosmo de La Fuente, ho scoperto con immenso piacere che Sorrisi e Canzoni parla proprio di lui. La cosa per noi che apparteniamo ad un'associazione (quella dei Papà Separati) è importante dal momento che l'artista in questione si sta adoperando affinché questa situazione di ingiustizia possa cambiare.
Abbiamo letto l'articolo succitato di Cosmo e lo abbiamo ufficialmente invitato ad una riunione che si terrà la prossima settimana a Roma dove si stanno programmando molte iniziative per aiutare i papà che ingiustamente vivono l'esperienza atroce di essere separati e sempre penalizzati dalla separazione dalla moglie. Il tema è molto delicato ma oltre a ringraziare pubblicamente Cosmo per quando sta facendo e per il suo comunicare con il pubblico chiedo gentilmente anche lei di dare un piccolo contributo alla nostra causa, speriamo proprio che Cosmo partecipi e continui nella sua opera di divulgazione della nostra sofferenza e se lei ha la possibilità di comunicare con Cosmo de La Fuente la prego di farle arrivare la presente perché dall'email che ho trovato in rete non siamo riusciti ad ottenere risposta.
Cosmo sappiamo che sei attento alla causa dei padri separati dai figli, ti chiediamo di intervenire alla nostra riunione perché abbiamo una bellissima proposta da farti, ti preghiamo di dar voce alla nostra necessità e diritto di poter dare amore ai nostri figli. Sei un ottimo comunicatore e contiamo anche sul tuo aiuto perché non possiamo continuare a far finta di niente.
Ringraziamo il direttore Massimo Donelli per permetterci di parlare e Cosmo de La Fuente.
Angelo Mottini, Alfredo Lambiase, Roberto Costa e Gianfranco Bianchi

Risponde Cosmo de la Fuente:

Gentilissimi Angelo, Alfredo, Roberto e Gianfranco,
innanzitutto vi ringrazio per la fiducia che riponete in me, penso di essere solo una voce del coro. L'ingiustizia che molti padri separati sono costretti a subire è un tasto dolente della nostra società ed è un argomento che mi tocca il cuore proprio perché ho un meraviglioso rapporto con mia figlia, non riuscirei mai a separarmi da lei e mi rendo conto di come sia triste la vita di un uomo in quella situazione.
L'articolo a cui fate riferimento, "Madre contro padre", è una storia vera, conosco i protagonisti di quella vicenda e devo dire che di storie simili ne ho collezionate molte.
Sono stato contattato da un regista, a sua volta figlio e vittima di tutto questo, il quale sta realizzando un cortometraggio che tratterà proprio questo argomento, quindi ragazzi fatevi forza, qualcosa cambierà.
Cominciamo col combattere i luoghi comuni , a cominciare dalle pubblicità dove il padre è sempre imbranato nell'accudire i figli, nella realtà un padre può essere un ottimo genitore quanto lo è madre.
Alcune donne usano i figli come ricatto e ripicca nei confronti degli ex mariti e questo non è giusto, anche perché il male maggiore lo si fa ai figli.
Compatibilmente a qualche mio impegno, parteciperò con piacere alla riunione della vostra Associazione affinché il messaggio giunga forte e chiaro. Siamo noi uomini, in questo caso, a chiedere una parità che non dovrebbe nemmeno essere messa in discussione dal momento che siamo genitori.
L'amore è bellissimo, anche quello di un padre verso i figli.
Una stretta di mano
Cosmo de La Fuente

MADRE CONTRO PADRE
9/5/2005
Essendo anch'io un padre penalizzato appoggio in pieno l'iniziativa di Cosmo de La Fuente e dell'articolo a cui si fa riferimento nelle lettere pubblicate nel sito di Sorrisi. Sono anch'io un papà penalizzato e vorrei veramente che si parlasse di più di quest'argomento ringraziando in anticipo la vostra redazione per averlo messo in luce. Mi auguro che l'autore prosegua con quest'iniziativa dal momento che siamo in moltissimi. -
Un saluto a Cosmo.
Esprimo tutta la mia gratitudine anche a lei, direttore Donelli.
Alvaro

PADRI BANCOMAT E CUORI SPEZZATI
9/5/2005
Un bravissimo e un grazie anche da parte mia a Cosmo de la Fuente che con il suo articolo ha veramente colpito il centro. Speriamo che contribuisca a far sì che il mio problema, che è anche quello di tantissimi padri italiani, possa essere finalmente preso in considerazione dalla società italiana la quale ha fatto orecchie da mercante da troppo tempo. Sono stufo di essere uno dei tanti padri cosiddetti "bancomat", esistenti solo quando è ora di versare l'assegno mensile.
Dove posso seguire Cosmo de la Fuente in questa sua giusta impresa? Grazie Dott. Donelli per darci spazio.
Consiglio a tutti i padri interessati di leggere l'articolo "Madre contro padre" perché è quello che succede sempre più spesso a troppi padri separati dai figli e penalizzati dalle ex mogli.
Giuseppe Brandimarte

PADRI SEPARATI
9/5/2005
Gentile Dott. Donelli,
ho letto con incredulità e piacere la risposta che Cosmo de La Fuente ha dato ai signori di Roma dell'Associazione Papà separati.
Incredulità perché non mi aspettavo che se ne parlasse già e piacere perché sono una vittima. Lei dimostra di essere un direttore sensibile e intelligente.
Un argomento importantissimo che andrebbe seguito. Ringrazio anch'io Cosmo de La Fuente per quanto sta facendo, anche solo parlarne significa qualcosa, essendo poi un buon comunicatore le sue parole giungono a destinazione. Un uomo eccezionale che si dedica a molte opere di bene e in questo caso offre la sua voce altisonante alla nostra causa. Chiedo a tutti i papà separati dai propri figli che stanno soffrendo come me, di dire la propria e di non rimanere statici di fronte a questo problema. Spero che molti vogliano raccontare la propria esperienza magari a Cosmo se gentilmente potrà rispondere alle nostre lettere.
Chiedo anche a Cosmo di partecipare alle trasmissioni televisive (in programma ce ne sono parecchie) in cui si affronterà questo tema.
Pierpaolo Romanello


CARO PAPÀ...
10/5/2005
Egregio Direttore,
siamo un folto gruppo di padri separati di Caserta, e le scriviamo per dire a Lei ed a Cosmo de la Fuente il nostro sentito grazie per il vostro interessamento.
Noi a Caserta abbiamo costituito l'associazione "Caro papà" proprio per poter sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma che vivono i nostri bambini: oggi la legge li rende orfani di padre, anche se noi siamo vivi. Peggio ancora, li espone alla continua tortura di una madre arrabiata, che non fa altro che denigrare il loro amato papà. Col tempo questi bambini, per poter sopravvivere, finiscono col condividere le idee della madre, rivoltandosi contro noi padri, nonostante tutto il nostro amore e nonostante il nostro comportamento. Dentro di loro si crea così una fratture: amano la madre, vivono con lei, ne subiscono l'influenza e perciò devono odiare il papà. Al tempo stesso, con un'altra parte della loro mente, non possono non accorgersi di quanto il papà gli voglia bene. Questa scissione è dannosissima, e questi bambini, crescendo, hanno tutti problemi psichici gravissimi, che li portano purtroppo nelle aule dei tribunali minorili, negli studi degli psichiatri o, peggio, nei servizi per tossicodipendenti.
Carissimo Direttore, Lei sa che l'Istat calcola che circa l'80% dei tossicodipendenti iscritti ai Sert ha alle spalle una famiglia divisa? Di queste cose i mass media non parlano, nessuno ne sa niente, sebbene anche in Italia ci sia un numero spaventoso di separazioni e quindi di conflitti. In questi giorni andrà in Parlamento una proposta di riforma dell'affido dei bambini: speriamo che riesca a passare.
Come dice giustamente Cosmo, oltre che di leggi c'è bisogno soprattutto di un cambiamento dell'immagine del padre, e noi vogliamo lavorare anche in questa direzione. Stiamo preparando degli spot televisivi da mandare come "Pubblicità Progresso", che spieghino queste cose. Ci farebbe piacere poter contattare personalmente Cosmo, per chiergli una collaborazione professionale alle nostre iniziative, oltre che per poterlo ringraziare personalmente.
Cordiali saluti
Giovanni D'Angelo
Associazione Caro Papà
www.caropapa.com

Risponde Cosmo de la Fuente:

Carissimo Giovanni,
hai proprio ragione e non posso che essere in linea con te.
Sono un artista che si dedica al proprio lavoro ma mi sento soprattutto un padre.
Parteciperò a molte riunione di associazioni pro padri separati e sarò sempre pronto a difendere il diritto di dare amore ai propri figli anche da parte del padre.
Parliamone molto e non adagiamoci più, accettando tacitamente che la figura del padre sia messa sempre da una parte. Come ho già detto il padre è un genitore a tutti gli effetti, chi l'ha detto che non possa allevare un figlio?
Fammi avere maggiori notizie riguardo gli spot di "Pubblicità progresso", io sono pronto.
Non possiamo più accettare che i nostri figli subiscano questo danno psicologico.
Sono disponibilissimo a collaborare.
Non può che farmi piacere notare che qualcosa comincia a muoversi, ma il cammino è ancora lungo e difficoltoso. Dobbiamo far sì che nascano presto delle leggi che proteggano il sacrosanto diritto ad essere padri.
Complimenti e a presto
Cosmo de La Fuente

UOMINI DAL CUORE INFRANTO
10/5/2005
Siamo circa un milione e mezzo di padri separati in Italia, soffriamo e nessuno si prende la briga di parlare di noi. Finalmente una Voce, quella di Cosmo de La Fuente, autentica, vera, decisa e bellissima!!! Vogliamo Cosmo de La Fuente in televisione, sui giornali, abbiamo bisogno di lui. Il suo articolo Madre contro padre ne è la prova.
Preghiamo vivamente le redazioni tv e giornalistiche di mettere in vetrina (almeno quello) la sua iniziativa.
Intanto ringraziamo di cuore, il direttore di Sorrisi e Canzoni e la redazione.
Gruppo di padri separati
Federico (Napoli), Eugenio (Milano), Roberto (Roma), Francesco (Torino) e moltissimi altri

COMPAGNE DI PADRI SEPARATI
11/5/2005
Gentilissimo direttore,
seguo da giorni le lettere riguardanti la situazione dei padri separati in Italia. Vorrei esprimere il mio compiacimento per la forma e la serenità con cui Cosmo de La Fuente risponde, oltre a dimostrare una sensibilità impressionante riesce a trasmettere conforto e speranza. Un bravissimo comunicatore che a mio avviso andrebbe preso in considerazione. Purtroppo i media si occupano più facilmente di personaggi sciocchi.
Il mio è un caso visto dall'altra parte, mi spiego.
Sono separata e ho l'affidamento di mio figlio di otto anni. Avrei voluto che il padre continuasse a stargli vicino, ma è stato proprio lui a non volerne sapere più niente. Da qualche mese ho un compagno, anche lui separato che soffre moltissimo perché la sua ex moglie ha fatto di tutto per non permettergli di stare accanto a suo figlio di soli quattro anni. Le situazioni sono soggettive e non possiamo fare di tutta l'erba un fascio. È così difficile pensare ad una legge dove si valutino le varie situazioni senza dover per forza cadere nella freddezza di vecchie leggi senza un briciolo di umanità? Come può un giudice non capire che si fa del male ad un bambino negandogli l'amore di uno dei genitori? Non sarebbe ora di apportare qualche modifica a queste prese di posizione che vedono la loro nascita intorno al 1970?
Lei come uomo dimostra una grande sensibilità, Dott. Donelli, e come direttore la serietà e la professionalità che si ricercano nei giornali, Sorrisi e Canzoni ancora una volta dimostra di essere al servizio del lettore, grazie per la sua disponibilità.
Cosmo de La Fuente è sicuramente un uomo di spessore e mi auguro di vederlo prestissimo sul suo settimanale e in televisione.
Mi permetta di domandare a Cosmo qual è stato il suo rapporto con i genitori e qual è, se li ha, il rapporto con i suoi figli. Mi risponderà? Spero di sì.
Cordialmente.
Fabiola Tagli


MADRI E PADRI SEPARATI
11/5/2005
Egr. direttore,
il riferimento a Padri separati mi sembra giustissimo. Sono una donna e mi accorgo che è sbagliatissimo dare sempre l'affidamento dei figli alle madri. Al giorno d'oggi le madri sono diventate più irresponsabili e forse troppo prese a mantenere una posizione sociale finalmente conquistata dopo diverse lotte. La donna sente ed è cosciente di aver superato l'uomo in diverse categorie lavorative e altro, ma poi in realtà non si identifica sempre in questa posizione e così nascono le continue tirannie. Emancipazione vissuta molto male socialmente, soprattutto in Italia.
Questa rivalità sorta in così breve tempo non permette più alla nostra società di vivere la famiglia in modo tradizionale; secondo me è un male sociale sorto troppo velocemente e diventato quasi insanabile per le diverse prese di posizione.
Dispiace vedere che i valori più semplici non esistono più e fa ancora più male capire che non si fanno grandi sforzi per vivere questa realtà con il dovuto peso.
Insegnare un sano equilibrio in una copia adeguato all'età moderna non è poi una cosa così difficile, sicuramente pubblicizzare telefonini e varie marche di abbigliamento e accessori d'uso è più redditizio e semplice; infatti oggi si usa pagare con bancomat!
Non si conoscono le percentuali esatte delle separazioni di matrimonio o da convivenza nelle coppie italiane, si sa che hanno superato in percentuale quelle degli altri stati europei.
Sinceramente mi piacerebbe capire come mai i giudici non si adeguano a questa situazione sociale e non entrano nel problema, dimostrando come sempre una grande superficialità e una grande impreparazione.
Distinti saluti
Licia

AIUTATEMI AD ESSERE UN BUON PADRE.
11/5/2005
Egregio direttore,
in primis voglio ringraziarla per averci dato la possibilità di esprimere la nostra opinione riguardo il danno perpetuato ai padri che si trovano di fronte alla triste separazione dai propri figli, la ringrazio molto anche per darmi questa possibilità di entrare con chi ha cominciato a parlare di noi.
Ho quarant'anni, vivo a Genova e dopo essermi separato dalla mia ex moglie mi trovo a non poter seguire i miei figli per via di azioni ostacolanti da parte della madre.
Ho seguito le notizie sull'articolo di Cosmo de La Fuente, che reputo una persona veramente sensibile. Sinceramente non so se lui ha subito questo danno come padre, ma quello che posso notare è che la sensibilità con cui ha esposto questo dramma è la prova che un padre soffre esattamente come una madre. Il suo è un articolo semplice e vero, espresso con semplicità e con il cuore in mano, ecco perché sta ottenendo un grosso interesse da parte non solo dei padri, ma anche delle persone che non vivono il nostro dramma, ma grazie a parole dirette al cuore possono capire quello che noi proviamo.
Ha capito perfettamente quale possa essere la disperazione di un padre.
Mi chiedo se Cosmo de La Fuente parteciperà a qualche incontro a Genova su questo tema così importante. Se lo farà vorrei saperlo per presenziare anch'io e poi vorrei avere dei consigli da lui perché alla mia veneranda età, toccato nei miei affetti più cari, mi sento vulnerabile come un bambino.
Mi trovo nella triste situazione di apatia, non mi interessa più il mio lavoro e nemmeno uscire e godermi la vita dal momento che non riesco a stare con i miei figli.
Ho bisogno di loro e loro hanno bisogno di me, perché questa società accetta una discriminazione così crudele? Ha ragione Cosmo, bisogna cambiare il luogo comune dove vede il padre sempre in disparte. Perché una donna arrabbiata deve avere sempre la meglio su un padre che chiede di poter veder crescere i propri figli? Le discriminazioni non sono giuste, lo si sa, si parla di omosessualità, di razzismo e di parità uomo e donna, d'accordo... ma parliamo anche di questa discriminazione assurda.
Aiutatemi ad essere un buon padre.
È la prima volta che scrivo ad un giornale, non ho mai espresso pubblicamente la mia sofferenza, ma questa volta, grazie a questo straordinario personaggio, ho avuto il coraggio di farlo e spero che lei vorrà anche parlarne sul suo magazine che so essere molto seguito dai lettori italiani.
Vorrei ringraziare personalmente Cosmo de La Fuente, lo considero un amico ormai e vorrei tanto conoscerlo di persona.
Cordiali saluti
Fiorenzo Bruni (Genova)

Risponde Cosmo de la Fuente:

Carissimo Fiorenzo,
aver scritto a Sorrisi e Canzoni, per uno che non ha mai avuto il coraggio di farlo, è già un passo avanti nella lunga strada che i padri separati stanno percorrendo. Questo importante magazine offre uno spazio autentico e sincero ai propri lettori e credimi che non è cosa da poco.
Se la tua ex moglie non ti permette di vedere i tuoi figli commette un errore, non si deve privare un bambino dell'affetto di un genitore. Tutti siamo d'accordo su questo, ma in sede giuridica pare che le cose cambino.
Ho partecipato ad una riunione dell'associazione Papà Separati di Torino e le storie che ho ascoltato hanno dell'incredibile, pensa che ci sono degli uomini che dopo la separazione non potendosi permettere di mantenere due case, dormono in auto.
Ho provato molta tristezza per tutto questo, ma anche un nuovo slancio a continuare, sono sempre più convinto che il messaggio debba giungere alla società tutta, non possiamo continuare a far finta di niente.
Il problema non è solo italiano, è radicalmente basato nella cultura umana. La cosa che più mi ha stupito nella riunione sono state le donne partecipanti, hanno pronunciato frasi durissime contro le ex mogli dei loro compagni. Le compagne di padri separati vivono da vicini la sofferenza dei loro uomini e si rendono conto di quanto amore stiano perdendo quei bambini separati dal proprio padre.
Le associazioni dei padri, ovviamente, non intendono assolutamente combattere le donne, si battono affinché i padri non vengano esclusi dalla vita dei loro bambini.
Lo sai qual è la cosa più strana in tutta questa storia? Non c'è nessun partito politico di qualsiasi corrente che sposi questa causa, un muro trasversale che va da uno schieramento all'altro, una specie di tabù, ancora più duro di altri temi di scottante attualità. Pensa che almeno per quanto riguarda questa menomazione perpetuata a padre e figli sono tutti d'accordo a non far nulla. Altro elemento stranissimo è che quasi tutti i giudici che decidono sull'affidamento sono donne. Sono pochissimi i giornali che parlano di questo triste fenomeno, tacitamente autocensurati, un vero attentato alla libertà di amare.
È anche vero che non tutti i padri sono perfetti, ma è anche vero che non tutte le mamme lo sono.
Le donne sono meravigliose e assolutamente non si tratta di una guerra dei sessi perché non ha senso, in fondo abbiamo delle figlie che soffrono e moltissime donne che ci comprendono. Se parli con schiettezza ad una donna intelligente sicuramente avrà la sensibilità di sentire quanto stai soffrendo e poi non dimentichiamoci che la nostra mamma è una donna che adoriamo.
Caro Fiorenzo sarò lieto di intervenire in sede di riunioni anche a Genova, sono disposto a partecipare il più possibile per lanciare un messaggio sereno e deciso.
Intanto la regista iraniana Sepid Nour Kalantari sta realizzando un film documentario su questo tema, in vari paesi del mondo, prendendo in esame casi di padri distrutti dalla malinconia. Ha chiesto anche la mia collaborazione e buona parte del documentario sarà dedicata ai padri italiani. Si stanno allestendo spettacoli teatrali divulgativi, spero di riuscire a trovare il tempo e le forze per dare la mia modesta collaborazione a tutti dal momento che sostengo fermamente la bigenitorialità.
Sono anche in contatto con il dott. D'Angelo dell'associazione Caro papà di Caserta, il quale ha preannunciato una serie di spot pubblicitari di sensibilizzazione. Bisogna lavorare sodo e fare del nostro meglio allo scopo di abbattere questo assurdo e muto atto di crudeltà; tranquillo, se mi chiederanno di partecipare a trasmissioni tv esporrò il problema proprio in questi termini. Non mi stancherò mai di dire che l'unica guerra che si può fare è quella contro i luoghi comuni, il resto va diffuso con amore perché è di amore che stiamo parlando.
Grazie infinite Fiorenzo per le belle parole che scrivi nei miei confronti, credimi, non faccio niente di speciale, racconto soltanto quanto è bello essere padre.
Un forte abbraccio
Cosmo de La Fuente

CUORE DI PAPÀ

11/5/2005
Noto con piacere che da giorni, dopo il bellissimo intervento di Cosmo de La Fuente, sta dando spazio ai messaggi di papà separati dai propri figli. Le assicuro che un numero elevatissimo di padri dal cuore infranto le dicono "grazie direttore!", "grazie per far sentire anche la nostra voce". Ma soprattutto, sono i loro figli, coloro che non hanno colpa alcuna, che le dicono "grazie direttore!". Basta un po' di immaginazione per sentire la voce di questi bimbi che gridano forte: "grazie direttore!". Riesce a sentirli, direttore? Riesce a sentirli tutti insieme? Io sì e le confesso che mi commuove.
Dopo il Festival di Sanremo, sentiamo spesso la fantastica canzone di Giuseppe Povia, "I bambini fanno ooh". Più di un milione di papà, in Italia, sente raramente e con difficoltà i propri figli fare ooh. Ma soprattutto questi bimbi possono raramente fare ooh con i loro papà.
Sono uno dei soci fondatori dell'associazione Papà Separati (dai figli) di Varese (www.papaseparativarese.org), sezione locale dell'Associazione Nazionale Onlus "Papà Separati". Insieme ad altri papà e ad altre mamme vogliamo dare una mano a tutti quei genitori che vivono o hanno vissuto il dramma della separazione. Ma soprattutto, e questo è il primo obiettivo che ci proponiamo, vogliamo contribuire ad un cambiamento culturale che vada nella direzione di proteggere realmente i bambini durante e dopo la separazione dei genitori. Ed il primo modo per proteggere i bambini è quello di garantire loro un rapporto costante e paritetico con entrambe le figure genitoriali. Si possono separare i genitori, mai i figli dai genitori!
Confido in lei, direttore, sicuro che vorrà continuare a concedere ampio spazio, con continuità, a questo tema.
Confido in Cosmo, sicuro che darà un grande contributo alla causa di tutti i bambini che hanno i genitori separati, i quali, purtroppo aumentano sempre di più.
Grazie davvero, con il cuore, quel cuore di papà, direttore, che è uguale al cuore di mamma!
Andrea

PAPÀ SEPARATI, CONTINUIAMO A PARLARNE
12/5/2005
Caro direttore,
vorrei esprimerle i miei più sentiti ringraziamenti per aver dato spazio nelle colonne del suo giornale e sulle pagine del suo sito web al dramma dei papà che – in seguito alla separazione dalla moglie o compagna – si trovano anche drammaticamente privati della possibilità di accudire, curare, educare, crescere i propri figli.
Vorrei soprattutto ringraziare Cosmo de la Fuente, per la lucidità e passionalità con la quale sta sostenendo la nostra battaglia, sta dando voce e forza alla nostra disperazione ed alla nostra frustrazione.
Anch'io, come qualcun altro che già ha scritto, sono arrivato alla soglia dei quaranta anni senza avere mai indirizzato lettere a giornali. Oggi lo faccio, perché quello che mi è successo è qualcosa che ti stravolge dentro, che annienta i tuoi sogni, che massacra le tue certezze: un giorno guardi intorno a te e vedi esplodere la tua vita.
Avevo una famiglia. Una splendida famiglia, moglie e due figli piccoli. Un ottimo lavoro. Una bella casa. Poi la mia ex-moglie decide che non sono più l'uomo della sua vita. E la vita esplode.
Oggi il buon lavoro c'è ancora, ma circa metà del reddito se ne va nel contributo di mantenimento e nell'affitto della mia nuova casa; sì, perché la bella casa c'è ancora, ma io non posso più abitarci; perché (ovviamente!) la casa è assegnata ai figli minori, ed i figli (ovviamente!) sono affidati alla madre!
E il papà? Dovrà trovarsi un'altra sistemazione, e potrà tenerli con sé a giorni ed ore “contingentati”, a week-end alterni ed un pomeriggio a settimana! Poco importa se adoro i miei figli e loro mi adorano; se ne ho sempre diviso le cure (fin da piccolissimi!) al 50% con la mia ex; se ho fatto scelte professionali che mi consentissero di dedicare più tempo possibile alla famiglia; se i piccoli sono abituati a passare tantissimo tempo con me (quanto e forse più che con la mamma)! Poco importa, tutto questo, al giudice, alle leggi, al demenziale sistema italiano di gestire le separazioni!
E non è ovviamente di me che parlo. Non solo, di me. Parlo di me e degli altri dieci, cinquanta, cento, diecimila, centomila come me, scaraventati loro malgrado nel vortice di una vera e propria piaga sociale, ignorata dai media e misconosciuta dalle forze politiche. E parlo di chi è meno fortunato di me: di chi non ha le forze economiche per reggere dignitosamente a questo terremoto, e si acquatta ai margini della società; di chi non ha la forza psicologica di resistere, e cede a gesti drammatici; di chi deve guardare, impotente, l'ex-coniuge portare via un figlio (oggetto dell'amore più grande che possa esistere) a centinaia, migliaia di chilometri di distanza; di chi deve fronteggiare accuse infamanti, così spesso strumentali all'ottenimento di un affidamento, e così spesso dimostrate prive di fondamento.
Parlo soprattutto di quelle decine di migliaia di bambini, fragili ed innocenti, che vengono brutalmente privati di una delle due persone più importanti, più indispensabili, più adorate della loro piccola ma già grandissima vita.
Continuiamo a parlarne, direttore, spieghiamo, parliamo con la testa e con il cuore alla testa ed al cuore della gente. Facciamo capire – come giustamente sottolinea Cosmo - che non è una guerra di uomini contro donne per avere i figli; non è una battaglia per negare il "diritto alla separazione"; è una lotta di uomini e donne – assieme - che credono che il bene dei figli sia continuare ad avere due genitori anche dopo la separazione.
Grazie, direttore.
Grazie, Cosmo.
Massimiliano

HO PIANTO MOLTISSIMO
12/5/2005
Leggendo l'articolo di Cosmo de La Fuente Madre contro padre non ho potuto fare a meno di piangere moltissimo. Sono figlia di genitori separati e mia mamma, durante la mia infanzia, non ha fatto altro che mettermi contro mio padre e ne ho sofferto moltissimo, raggiunti i miei 18 anni ho cercato l'uomo che mi aveva generato e ho capito come stavano le cose, ma lui ormai era malato e poco dopo è mancato. Sono stata privata del suo amore per anni e la società non ha capito un bel niente e ora chi mi ridarà l'amore di mio padre? Mia mamma l'ha distrutto e per questo motivo la odio. Ora sono sola e triste e vorrei incontrare Cosmo e parlare con lui e avere anche una parola di conforto. Vivo un rapporto dolorosissimo con mia madre. Sarebbe bellissimo avere un contatto con lui giornaliero se partecipasse come ospite fisso in qualche trasmissione furba, dove si affrontano pensieri seri, anche se fosse in un reality tanto di moda dove uno come Cosmo de La Fuente parlasse e si confidasse con il pubblico attraverso le sue meravigliose esperienze e la sua schiettezza d'espressione.
Dalla sua intervista deduco che si tratti di un uomo come ce ne sono pochi.
Cosmo de La Fuente, come fare per averti in tv, per scriverti veramente, per sapere da te molte cose, per sentire la tua voce... sei meraviglioso e mi hai toccato il cuore. Come fare per chiederne la partecipazione sull'isola di Simona Ventura? Esiste un contatto mail?
Un bacio a Cosmo
Annamaria Rossi

SIAMO QUELLI DELLA NOTTE
16/5/2005
Gentile direttore Donelli,
noi siamo quelli della notte che non riescono a dormire perché frustrati dalla lontananza dai nostri figli. Vorrei anch'io ringraziare lei e ringraziare Cosmo de la Fuente per aver parlato chiaro in materia di bigenitorialità, per averlo espresso in maniera semplice e diretta. Siamo in tantissimi, amareggiati e forse ci capita di esprimerci in modo più duro e delle volte pentirci per aver usato parole grosse dettate dalla rabbia e dalla tristezza. Purtroppo siamo ancora fermi e la società non si occupa ancora di noi. Intanto i nostri amati figli crescono senza la nostra presenza e nessuno ci restituirà i loro anni più belli.
Il "padre" Cosmo ha capito perfettamente e lo ringraziamo di cuore augurandoci che non si fermi e che la sua voce sia la nostra voce. Intanto l'auspicio è che anche per noi ci siano momenti di Sorrisi e canzoni.
Pasquale Ripamonti, Angelo Gubbioni e Giordano Salvetti

DIAMO VOCE AI PADRI SEPARATI
16/5/2005
Caro direttore,
grazie per aver dato voce a chi della voce è stato privato. Ai genitori separati (quasi tutti uomini) privati dei figli e ai loro bambini che un genitore non ce l'hanno più e non possono reclamarlo. Privati come sono della voce dai magistrati che non fanno mai valutazioni di merito ma solo di prassi, dai pubblici ministeri che ignorano reati come il mancato rispetto del diritto di visita, dagli avvocati che spolpano i portafogli, dagli psicologi dei tribunali che per spartirsi le parcelle non possono dare suggerimenti in contrasto con la prassi corrente. E la prassi corrente - attenzione: la prassi, non la legge che non distingue mai tra i sessi - vuole che il padre non conti niente rispetto alla madre. Anche, e parlo per conoscenza diretta, se questa è alcolista, tossicodipendente o squilibrata al punto di nascondere il padre al proprio figlio.
Cari magistrati, chissà se maturerete, se capirete che affidando un bimbo a un genitore che non è in grado di garantire al proprio figlio di avere due genitori non garantite quel supremo interesse del minore che millantate di voler tutelare. Ma solo l'interesse di un genitore inidoneo e dell'entourage che su quell'inidoneità si arricchisce.
Vittorio


COSMO DE LA FUENTE
16/5/2005
Grande Cosmo de la Fuente, sei stato superbo nella descrizione della famiglia tipo che si sfascia dove ci rimettono i figli. Hai ragione, spesso alcune donne si comportano in questa maniera e sono comunque d'accordo con te nel non fare guerre inutili, ma costruire insieme il futuro dei nostri figli.
Inutile dirti che sono un padre che soffre come milioni di altri e che mi ritrovo a guardare da lontano il mio bambino, punito perché ho deciso di porre fine ad un matrimonio che era alla frutta.
Ma vorrei farti i miei complimenti per la saggezza con cui parli, sei sicuro di non avere cento anni? Ho letto che non ti piace partecipare alle trasmissioni tv ma per favore fallo, abbiamo bisogno di gente come te, di qualcuno che dia qualcosa di valido al pubblico non solo stupidaggini. Ne ho parlato con amici e amiche che sono nella mia stessa situazione ma non tutti hanno internet a casa e spero che Sorrisi pubblichi qualcosa anche sul settimanale in edicola.
Io sono a Brescia e sinceramente con stima e ammirazione vorrei essere presente in una delle tue riunioni per ascoltare con attenzione ciò che hai da dire.
Ti ammiro moltissimo
Edoardo


UNA BELLISSIMA SORPRESA SU SORRISI

17/5/2005
Gentilissimo direttore,
navigando in cerca di notizie sul problema che mi assilla, quello di essere un padre lontano dai propri figli a causa di una ex moglie arrabbiata, ho trovato l'articolo di Cosmo de La Fuente e il collegamento con il sito di Sorrisi e Canzoni.
La mia è stata una piacevolissima sorpresa e ho potuto constatare che il sito di Sorrisi non è un sito qualunque, ma il discorso è ampio e corretto.
Complimenti e da ora in poi sarò un lettore di Sorrisi sia cartaceo che in internet. Voglio anche complimentarmi con Cosmo de La Fuente che con il suo "Madre contro padre" ha veramente parlato col cuore e con umiltà, ha raccontato cose che succedono normalmente a noi padri separati.
Spero che questo cantante, che conoscevo solo in voce per le sue canzoni, non molli questo discorso perché è veramente troppo importante per noi padri e siamo milioni ormai in questo stato di tristezza.
Cosmo de La Fuente ha dimostrato con sensibilità e pacatezza che il padre ha diritto di amare quanto la madre.
Grazie Cosmo e grazie direttore.
Norberto Baricalla


GLI AFFETTI NON SI PROGRAMMANO
17/5/2005
Caro Direttore,
sono un poliziotto. Sei anni fa, mentre giocavo sul pc con mio figlio di 6 anni sulle ginocchia, scoppiò una furibonda lite, io mi ritrovai con un bimbo piangente e fuori casa.
Una Giudice con un avvocato senza scrupoli programmarono i miei affetti, con date ed orari di visite, che male si accostavano ai miei turni di lavoro. Ho pianto per mesi, lui aveva paura di venire con me a passeggiare per non fare un torto a mamma, nonna e zia (ossia le cause della separazione).
Piano Piano, e con pazienza, finalmente ieri ho potuto festeggiare per la prima volta, la visita di mio figlio nella casa in cui vivo, con la mia nuova donna, con un bambino che lei ha avuto da precedente matrimonio (lui è sparito e non paga una lira, ma se non pago io vado in galera) e con una piccolina pestifera di 4 anni.
È stata dura, lui aveva voglia da tanto tempo di venire a dormire a casa mia, ma lo hanno sempre bloccato; adesso l'incubo è finito e sono felice e completo.
Peccato che i miei amici, colleghi e soggetti in genere non separati, non si rendono conto oggi di quanto vale un giorno con tuo figlio, e credo che sia un po' per questo che vi è scarso interesse su questi argomenti da parte del ceto medio, mentre credo che il problema economico sia a capo della negatività che pervade la legge sulla bigenitorialità. Legge per la quale, se atttuata, le madri percebirebbero esattamente la metà di quanto percepicono adesso.
Rimango a disposizione, per chiarimenti, collaborazioni ed altro.
Cordialmente
Mario Augello
Segretario Provinciale UILPS


GRAZIE, COSMO
17/5/2005
Eccezionale intervento di Cosmo de la Fuente, siamo fieri che qualcuno parli in maniera così corretta del nostro problema di padri, sicuramente un artista dalla sensibilità innata e dotato di un'intelligenza superiore.
Ringrazio Sorrisi e Canzoni per averci dato la possibilità di parlare.
Un abbraccio e un saluto a Cosmo.
Alessandro


LETTERA DI UN PAPÀ SEPARATO DAI FIGLI
17/5/2005
Gentile Direttore,
sono un papà separato... dai miei figli ormai da quasi otto anni, vivo in una situazione d'impotenza nel mio "ruolo genitoriale" alienato nel tempo.
Premetto che i miei figli per me erano tutto, avrei dato la vita per loro. In un momento di riflessione, valutando a consuntivo quanto realizzato fino ad allora del mio progetto di vita, cioè avere una famiglia, una moglie con cui condividere la vita, due figli e relativo nido ricevo la richiesta di separazione.
Allora i miei figli, Luna e Iago (nomi di fantasia), avevano rispettivamente 10 e 16 anni (oggi 19 e 25 anni), Luna era la mia "bimba", così la chiamavo affettuosamente, una bambina fantastica, molto curiosa e intelligente. Fin da piccola è sempre stata molto precisa e attenta nelle sue cose, l'avevamo iscritta ad una scuola di danza, era un piacere guardarla impegnata, la sera dopo cena mi saltava al collo, mi guardava negli occhi e mi dava un bacio sulla guancia, mi aggiornava sulla giornata, sui contrasti con gli amichetti, sui suoi lavori svolti a scuola, cercava insomma rassicurazioni e gratificazioni, poi soddisfatta si addormentava serena tra le mie braccia guardando la televisione.
Iago, maschietto pacioccone, giocava a pallone in una squadra di calcio, dove io ero dirigente sportivo. Ricordo bene una delle prime volte, aveva 8 anni, era molto preso a pestare i piedi dentro una pozzanghera d'acqua, piuttosto che correre dietro al pallone.
Iago, a differenza di Luna, aveva qualche problema con la scuola - sono momenti di difficoltà che i bambini hanno a quell'età – ma con un po' d'aiuto venivano sempre superati.
Quindi, in seguito a motivi "esterni", si è interrotto il dialogo tra me e mia moglie, dopo ripetuti tentativi di apertura da parte mia, senza mai ottenere alcuna risposta, ho accettato la separazione.
Ho affrontato una causa giudiziale per salvaguardare la mia dignità di uomo e il mio ruolo di padre, figura importante quanto la madre, per una corretta crescita psicofisica dei figli. Ma non avrei mai pensato di perdere comunque, gradualmente e inesorabilmente, il rapporto con i miei figli, è accaduto nonostante i miei tentativi.
Oggi non mi resta che prendere atto di una situazione incredibile, trasmettere la mia esperienza e dare la mia solidarietà a quei genitori (che sono in maggioranza dei papà), per tentare di cambiare la cultura del paese su questo problema sociale.
A quei genitori dico: "Non mollate mai! Dovete avere il coraggio di lottare con ogni mezzo e fino alla fine. I Vostri figli Vi saranno sempre riconoscenti".
Infine ringrazio Lei sig. Direttore per lo spazio che la redazione di Tv Sorrisi e Canzoni dedica ai nostri figli, "figli di tutti".
(Cuore di Papà = Cuore di Mamma)
Cordiali saluti.
Andrea Carta (Novara)


I FIGLI NON HANNO COLPA
17/5/2005
Sono figlia di genitori separati, vittima di questo, non vedo mio padre ormai da sette anni e adesso, che ne ho diciassette e manca poco alla mia maggiore età, mi sono ormai abituata a non aver a che fare con lui, ho quasi paura di rivederlo. Ma mi è mancato molto. Sarei proprio curiosa di sapere cos'ha da dire Cosmo la Fuente, di cui ho apprezzato la canzone d'amore, ma soprattutto il suo articolo (Madre contro padre), leggo regolarmente i suoi interventi sul sito di Sorrisi e canzoni, ma la mia curiosità è anche di ascoltarlo e guardare i suoi occhi. Non credevo che avrei mai scritto ad un giornale, non sono molte le persone che riescono a farlo, ma qualcosa mi ha spinto, forse una lettera che avevo letto, di una ragazza che aveva perso il padre e ne soffriva moltissimo e aveva avuto per Cosmo delle bellissime parole.
Quando vado a casa delle mie amiche vedo che hanno un bellissimo rapporto con il padre e io le invidio moltissimo, non ricordo più cosa significhi avere un papà a casa che ti parla e ti consiglia, che ti rimprovera se rientri tardi la sera e che ti abbraccia e ti vizia. Non voglio dare colpe a mia mamma, ma che colpa avevo io? So che lui ha tentato molte volte di vedermi, ma il suo rapporto con la mamma era molto duro e poi è scomparso nel nulla. Vorrei dire a tutte quelle donne che usano i figli per ripicca di non farlo, non farlo mai, i figli non hanno la colpa, non rovinateli. Non è né femminismo né maschilismo, ha ragione Cosmo nel dire che siamo nel campo dell'amore, non della guerra, siamo figli di due genitori e se entrambi sono vivi non dobbiamo perderne nessuno dei due.
Se mio padre si è rifatto una vita e ora ha altri figli perché quei figli devono godere del suo amore e io no? Chiedo a Cosmo di non mollare e lo ringrazio di esserci.
Sandra


GRANDE COSMO
17/5/2005
Mille grazie a Cosmo de la Fuente che ha tracciato una strada nel cuore della gente grazie al suo articolo ma soprattutto alle sue parole ponderate e giustissime. Un uomo eccezionale dalle indubbie doti di comunicazione. Vorrei poterlo incontrare per stringergli la mano.
Un grazie a tutta le redazione e chiedo umilmente che il discorso continui e che Cosmo sia ancora presente nel sito di Sorrisi e Canzoni che reputo uno dei migliori in assoluto nel web.
Cordialmente
Oliviero


GRAZIE SORRISI, GRAZIE COL CUORE DI PAPÀ
17/5/2005
Grazie infinite a lei direttore e a Cosmo de La Fuente per aver aperto una finestra sulla gente al problema che affligge milioni di italiani, lavoratori e cittadini che chiedono soltanto di poter avere una rapporto con i propri figli, che chiedono di poter dare amore.
Cosmo è proprio un grande e spero che venga presto ospitato nelle migliori trasmissioni televisive. Una voce importante anche per noi.
Cosmo, dovrebbe veramente esserci lui in un reality, per trasformarlo in qualcosa di reale... realmente! Un messaggio d'amore per uomini e donne.
Grazie ancora a Sorrisi che dimostra di essere sempre superiore.
Francesco Carena (Napoli)


UN COMMENTO SUL PERSONAGGIO COSMO
17/5/2005
Ero già un fan di Cosmo de La Fuente perché sono un amante della musica latino americana di quella che si può ballare, conoscevo quest'artista almeno da dieci anni e mi sono divertito sempre con le sue canzoni chiedendomi spesso come mai non si parlasse molto di lui. Non molto tempo fa, inoltre ho visto un video di danze latina dove proprio Cosmo insegnava i passi della bachata... che dire... bravissimo!
Proprio non sapevo che scrivesse cose così importanti come quella dedicata ai padri separati, che mi tocca veramente da vicino visto che è anche un mio grande problema di vita. Sono separato e lontano dal mio bambino.
Complimenti a Cosmo de La Fuente, un personaggio veramente interessante.
Grazie per avermi dato la vostra attenzione
Gianmarco


L'ATROCE SOFFERENZA DEI BAMBINI
18/5/2005
Bellissime ed emozionanti le lettere che ho letto con riferimento al bravissimo Cosmo de la Fuente e il suo scritto "Madre contro Padre" che trovo sia di quanto più vero abbia letto negli ultimi mesi. A questo punto desidero sfogarmi anch'io, la testimonianza è la seguente. Sono la compagna di un uomo separato che vive lontano dal suo unico figlio adorato di otto anni. Sono donna e devo dire che spesso ho maledetto quella donna che sta facendo così tanto soffrire non solo l'uomo che amo ma soprattutto una creatura innocente di soli otto anni. Si tratta di una vera e propria violenza su un minore, si di violenza psicologica e lo stato in cui rimane il mio compagno quando sente suo figlio al telefono che piange e chiede al suo papà di andarlo a prendere per fare una passeggiata è qualcosa di crudele e di triste. Vorrei dire a Cosmo de la Fuente che soltanto un padre e un artista dotato della sua sensibilità sarebbe riuscito a sviscerare in maniera così dolce e pacata un argomento così delicato. Cosmo dimostra sensibilità, è vero, dimostra anche un'intelligenza superiore e la correttezza di una persona che non cerca guerre di sessi ma solo la comprensione tra di essi. Siamo tutti esseri umani e i genitori sono due perché negare a uno di loro di vedere il proprio figlio? Perché togliere ad un bambino l'amore di un padre? Mi rivolgo a quelle donne che stanno commettendo questo peccato, non lo fate per favore, non lo fate per i vostri figli. Anche se il bambino vi dirà che non gliene importa niente del suo papà in realtà non è vero, prima o poi verrà fuori il danno, lo dico da donna a donna.
Spero vivamente che qualcuno da qualche parte si accorga del potenziale umano di Cosmo de la Fuente e che presto, prestissimo lo si possa veramente ascoltare e vedere in televisione, ma insomma i vari M.Costanzo, Vespa, e trasmissioni di cultura non hanno voglia di qualcosa di reale e di umano, di vero?
Ringrazio moltissimo il direttore di Sorrisi e Canzoni e saluto tutti chiedendo pace nelle famiglie, anche quelle che hanno problemi, soprattutto quelle.
Sabrina Vai (Milano)


IL GABBIANO BIANCO

18/5/2005
Siamo un gruppo di persone, circa 40, di pensiero pacifista, Il gabbiano bianco, in quel di Perugia. Pur non essendo appassionati di musica sudamericana, in questi giorni, insieme alle sonorità rilassanti tibetane abbiamo anche inserito un paio di canzoni di Cosmo de la Fuente, che fanno da cornice al suo messaggio d'amore che si sta diffondendo in un pubblico che appare sempre più numeroso. Siamo molto vicini al suo pensiero, in special modo a quello di protezione dei bambini, perché la loro serenità sta nell'avere la mamma e il papà. Abbiamo potuto apprezzare la finezza e l'eleganza, nonché la tenerezza con cui entra negli argomenti più delicati, questo papà che nelle foto appare con gli occhi dolci e un po' tristi. Il nostro gruppo è fatto da uomini e donne, quasi tutti sposati e con figli, ci dedichiamo al nostro stressante lavoro come tutti, ma siamo gente tranquilla nell'animo e non spesso ci capita di lasciarci andare ad apprezzamenti su personaggi dello spettacolo, non chiunque insomma. Anche noi riteniamo sacrosanto il diritto dei bimbi ad avere papà e mamma, escludere uno dei due genitori è veramente peccato. Purtroppo dalle statistiche si vede che il 25% dei papà separati soffre di questo, quindi altrettanti e forse ancora più bambini patiscono la mancanza della figura di un genitore.
Ieri sera la nostra discussione era su questo argomento e le sue parole erano con noi. Sì Cosmo ha proprio ragione il suo è un messaggio d'amore. Che non cambi mai per carità! Complimenti dal Gabbiano Bianco. Anche a questo spazio di scambio di idee che offre Sorrisi come un'isola di vita in mezzo al caos di internet.
Adalgisa Schifano, Lella Bentivoglio, Giulio Gatto, Emanuele Nocera, Francesco Cinato....


FIGLI E AMORE
18/5/2005
Le parola e i commenti di Cosmo de la Fuente mi hanno fatto stare meglio. L'amore verso i figli da parte dei genitori, la cosa più bella che ci sia. Qualcuno parla con cognizione di causa. Lo vedrei alla manifestazione del 18 giugno a Roma, la marcia dei papà!
Lo aspettiamo.
Carlo Castelli


PADRI E FIGLI
18/5/2005
Gentilissimo Direttore,
mi auguro che le diverse lettere che gentilmente pubblica nella sua rubrica in merito alla problematica delle separazioni coniugali facciano aprire gli occhi sulla necessità di un cambiamento legislativo, che possa portare con sé soprattutto una modifica della cultura del nostro paese. E' quanto di più assurdo rilevare prima la presenza di un articolo del codice civile che imponga ad un giudice di individuare un solo genitore a cui affidare la prole (vedi art. 155 c.c.), e poi rilevare la predisposizione culturale nella madre dei miei figli che la autorizza, proprio perché la legge lo dice, a ritenersi l'unica figura responsabile per la gestione dei figli, fino ad affermare che il diritto dei bambini di vedere il padre è solo una facoltà data al padre dalla legge stessa.
Queste affermazioni che facilmente si tramutano in comportamenti, sempre più denunciati dai papà separati dai loro figli, altro non fanno che escludere i padri dalla vita dei figli.
Ogni tentativo di poter stare di più con i miei figli viene boicottato con la giustificazione che i miei figli possono stare con me solo nei giorni stabiliti come da consuetudini in tribunale. I miei figli non sono liberi di poter decidere se al termine del nostro diritto di visita (praticamente come succede in carcere) possono stare con il padre, ancorché si renda disponibile a riaccompagnarli il giorno dopo a scuola.
E così dopo cena, anche di inverno, quando fa freddo, anziché terminare la serata guardando insieme i compiti, giocando, guardando un film alla tv come tutti i padri insieme ai loro figli, e raccontare un fiaba prima di andare a letto, siamo costretti ad indossare i nostri cappotti, munirci di ombrelli e far ritorno dalla madre, che altro non avrà che dei bambini obbligati a questo martirio.
Sto solo portando pazienza e sopportando questo stato di cose, che oggi mi ha sottratto la genitorialità per farla esercitare di fatto, è qui la cosa orribile, all'uomo che ora sta accompagnando la madre dei miei figli, e senza il quale oggi saremmo stati ancora una famiglia.
Sto lottando con tutte le mie forze per mantenere uno stato di tranquillità assoluto, di gestione meditata, nonostante nella mia casa di proprietà sul divano del soggiorno si siede ora una nuova figura maschile che ha praticamente preso il mio posto. Sono sicuro che non lo prenderà mai nel cuore dei miei bimbi, che capiscono che ogni occasione è buona per il papà per essere presente nella loro vita, compresa la mia fattiva partecipazione nella loro vita scolastica in cui mi ritrovano come rappresentante di classe dei genitori.
Esser stato riconosciuto come tale da tutti i genitori della classe dei miei figli e dalle loro insegnanti, oltre che consigliarlo a chiunque si senta privato della sua genitorialità in quanto darebbe forza e fiducia, mi ha confermato il fatto che sono anch'io, un padre, un valido genitore per i propri figli. Mi ha confermato dinanzi ai miei figli, che proprio l'altra sera mi hanno detto: "Ma allora papà è vero che ci vuoi bene?". Sì, il vostro papà vi vuole bene, ma ora preparatevi e andiamo".
Quanto male stanno continuando a fare le leggi a questi bambini obbligandoli nei loro diritti di visita al padre?
Quanta cultura gratuita e dannosa è stata diffusa in queste esperienze di vita che oggi coinvolgono il 30% delle famiglie e dei figli e adottata da figure materne, perché altrimenti perderebbero la gestione insindacabile dei soldi che mensilmente gli arrivano e l'utilizzo di una casa gratuitamente?
Cordialmente.
Antonio


MI HA TOCCATO IL CUORE
19/5/2005
La sua canzone è bella, ma mi ha toccato il cuore con l'articolo "Madre contro padre". Cosmo de la Fuente è un personaggio che vale la pena conoscere più da vicino. Sorrisi ha dedicato una bella intervista, mi piacerebbe molto avere in casa la sua discografia.
Elena (Napoli)


SOSTEGNO A COSMO DE LA FUENTE

19/5/2005
Egr. Sig. Direttore,
con questa email voglio dare il mio appoggio a Cosmo, affinché con la sua presenza possa mantenere viva la discussione sul problema dei padri e sulla tutela dei diritti di entrambi i genitori, e dei figli soprattutto che non devono essere considerati di proprietà di nessuno.
Alfonso Fornabaio


UNA GOCCIA D'AMORE
19/5/2005
Illustrissimo direttore di Sorrisi e Canzoni,
che dire su Cosmo de la Fuente? Inizialmente avevo pensato a uno straniero che si permetteva di giudicare gli italiani, ma ho dovuto ricredermi. Ho notato che usa un tono di riflessione e non di critica, scrive correttamente e si pone umilmente. Seconda cosa è figlio di emigrati italiani in Sud America negli anni cinquanta, quindi oltre ad essere italiano è anche uno del popolo. Ho constatato che il suo messaggio trasmette serenità e la stessa cosa, leggendo le lettere del suo sito, la pensano in molti. Se canta bene e parla come scrive ha tutte le carte in regola per entrare nel cuore della gente e delle famiglie italiane.
Complimenti a Lei direttore per aver presentato questo personaggio, peccato che non ce ne sia traccia sul settimanale in carta che si acquista in edicola, di cui nella mia famiglia, insieme a Famiglia Cristiana siamo assidui lettori. Ho conosciuto Cosmo grazie alla segnalazione di un papà con problemi familiari, mi occupo di assistenza sociale, il quale mi ha detto che avrei trovato notizie su di lui su Sorrisi.com, fino a quel momento lo avevo incontrato in rete con altri scritti che non condividevo e che mi avevano impressionato negativamente. Le notizie certe le ho apprese dall'articolo su Sorrisi.com, di cui ammetto non ero un visitatore. Mi auguro che il messaggio di serenità arrivi nelle case di tutti anche di chi non è in grado di navigare in Internet, qualcuno nelle varie lettere ha scritto che abbiamo bisogno di sogni e pace, Cosmo rappresenta, secondo il mio parere, una goccia che annaffia la pianta dell'amore universale, piccola ma costante. Mi sono reso conto che uno sconosciuto è riuscito a farsi leggere da tanta gente, un significato dovrà averlo no?
Molte grazie per la possibilità di comunicare con lei, saluto cordialmente.
Dr. Ermanno Guidi


LA FAMIGLIA È SACRA
19/5/2005
Grazie a Cosmo de la Fuente per il suo messaggio d'amore. La famiglia è sacra, l'amore dei genitori non va tolto ad un bambino.
La Chiesa giustamente ostacola il divorzio, ma la legge lo incentiva. Se sempre e solo la mamma in caso di separazione ottiene l'affidamento dei figli e un cospicuo assegno, sarà facile per una donna separarsi senza indugi.
Siamo già al 50% di separazioni, molte delle quali con bimbi di pochi mesi, cosa succederà tra vent'anni? Donne sole con figli senza padri.
L'articolo di Cosmo de La Fuente "Madre contro Padre" chiede che il genitore padre non venga escluso dalla vita del proprio figlio e lo fa in maniera dolce e pacata. Ci piacerebbe anche conoscere molto di più questo personaggio che sta sostenendo un bel dibattito sul sito di Sorrisi e Canzoni.
Natalina Cocco
Ass. Sacra Idea


GENITORI SEPARATI
20/5/2005
Sono d'accordo col Sig. de la Fuente: insegno, e conosco casi di ragazzi (14enni) che hanno scelto decisamente di stare col padre. Non sempre la madre è il miglior genitore, anzi: credo che, almeno dopo i 12 anni, il miglior genitore sia il padre.
Mauro Maverna


GRAZIE, COSMO
20/5/2005
Grazie Cosmo, sei una persona sensibilissima e sei amico delle famiglie, dei genitori e dei bambini.
Ti apprezziamo moltissimo.
Aureliano (Civitanova Marche)


L'AMORE DEI PADRI
20/5/2005
Interessantissimo Cosmo de la Fuente, io sono una papà non separato ma mi occupo costantemente dei miei due figli di otto e dieci anni. Sarebbe un dramma per me separarmi da loro. Anch'io sono convinto che un padre possa dare amore quanto ne dà la madre e non è giusto che gli uomini paghino sempre il prezzo maggiore nelle separazioni.
Andrea Rubinaccio (Pescara)


LA VOCE DI COSMO
20/5/2005
Una bellissima voce quella di Cosmo de la Fuente, non solo quella che ascoltiamo dalla sua canzone d'amore ma intendo proprio quella dell'anima, testimonianza che i papà hanno anche un cuore che batte d'amore per i propri figli.
Grazie Cosmo e grazie alla redazione.
Speriamo si legga qualcosa sul giornale, almeno una lettera.
Un saluto cordiale
Ermes (Aosta)


SONO UNA MAMMA VEDOVA
20/5/2005
Sono vedova e ho un ragazzino di dodici anni, rimasto senza il papà da quando ne aveva soltanto sei. Magari suo padre fosse ancora vivo, avrei preferito essere una donna separata piuttosto che un mono genitore, almeno mio figlio avrebbe l'amore anche del padre di cui ha sempre sentito la mancanza. Ha ragione Cosmo de La Fuente e condivido in pieno il suo messaggio. Nessuno può arrogarsi il diritto di togliere l'affetto ad un bambino, sia del padre che della madre.
Il suo affetto è suo. Donne separate pensateci un po'.
Se amiamo i nostri figli accettiamo di buon grado chi li ama!
Cosmo dimostra grande sensibilità e sicuramente anche la sua musica sarà bella. E' proprio una bella persona!
Rosita Villani (Salerno)


COSMO, GRAZIE DI ESSERCI
20/5/2005
Gentilissimo Direttore Donelli,
desidero ringraziarLa prima di tutto della disponibilità offerta dal Suo giornale riguardo la drammatica situazione in cui vivono oggi circa 1 milione e mezzo di padri separati dai propri figli. Questo spazio ci ha permesso di "incontrare" quella splendida persona che è Cosmo de La Fuente, uomo ineguagliabile per calore umano e per il pathos che trasmettono i suoi racconti di vita, pieni di sofferenza ma anche di profonda speranza per il futuro. Sono da sempre una appassionata estimatrice della cultura, del folklore, della musica, dei sapori e dei colori caratteristici di tutti i paesi Latino-Americani. Apprendere che un maestro come Cosmo de la Fuente, già straordinario per le sue eccelse doti e qualità artistiche, si facesse portavoce del profondo disagio dei figli allontanati dai papà in virtù di leggi discriminatorie e decidesse di scendere a fianco di chi lotta per il diritto ai bigenitorialità dei minori, è stato per me ulteriore motivo di apprezzamento e stima nei confronti di quest'uomo eccezionale.
Oggi, i nostri papà si sentono padri a metà, padri senza figli, tagliati fuori dalla vita dei loro bambini, genitori per uno o due pomeriggi a settimana, quando va bene. Quel che chiedono è semplice: poter fare i genitori anche dopo la fine del matrimonio. Vogliono pari dignità tra padre e madre. Perché mai, appena ci si separa, un padre diventa genitore di serie B?
In questo marasma delle separazioni (su cui il "sistema" lucra e si arricchisce) ci sono storie di solitudine e guerre in tribunale, viaggi e lacrime, cause interminabili ed infinite assenze. E' per questo che lottiamo accomunati da un unico obiettivo: lasciare fuori i bambini dalle diatribe degli adulti, fare in modo che proprio loro, gli esseri più indifesi e vittime innocenti, abbiano le maggiori garanzie e tutele, unitamente al riconoscimento del ruolo paritetico tra padre e madre nella loro vita.
Il senso di impotenza di fronte al pianto dei piccoli che vorrebbero passare sempre più tempo con i loro papà è devastante, come rispondere loro che ciò non è possibile perché "qualcuno" ritiene che i figli abbiano nelle madri il centro del loro mondo?
Quei piccoli esseri non sono di mamma o di papà ma sono esseri liberi, pensanti con dei sentimenti che il "sistema" contribuisce ogni giorno a calpestare.
La più grande violenza che si può contro un minore è renderlo triste e farlo vivere nella nostalgia, nel pianto, e non il pianto per un rimprovero ricevuto, ma quello ben più profondo per un affetto negato.
Come donna dico (e concludo): abbiamo lottato per anni che loro diventassero parte integrante della famiglia, nell'educazione dei nostri figli, poiché non ci stava bene avere in casa solo un marito/ padre lavoratore che non si prendesse le sue responsabilità e dividesse con noi la crescita del nucleo famigliare.
Ma, poi, ecco che arriva la separazione, la coppia scoppia e noi donne, e glielo dico con tutta onestà, abusiamo del potere che la legge italiana ci ha dato: fuori casa lui, dentro casa noi e i figli che da ora in avanti sono solo più nostri, delle mamme. E loro rimangono soli, con metà stipendio, senza una casa ma soprattutto senza figli, dopo che li abbiamo obbligati ad essere parte integrante della loro vita! Con la conseguenza che anche i nostri figli soffrono di una mancanza alla quale erano abituati e che noi abbiamo fatto del nostro meglio per creare.
Grazie Direttore Donelli e grazie Cosmo per il contributo personale che vorrai dare al nostro movimento.
Tiziana (Roma)


LA VOCE DEL CUORE
20/5/2005
Dopo aver seguito attentamente il percorso che ha avuto lo scritto di Cosmo de la Fuente posso tranquillare definire la sua la vera voce del cuore. Ha conquistato sia i papà che le mamme, sì, anche le mamme hanno apprezzato questo personaggio. Qualsiasi donna si auspicherebbe un papà innamorato dei propri figli visto che molte si lamentano dell'indifferenza di certi papà.
Complimenti a Cosmo de la Fuente e a Sorrisi che ancora una volta funziona come talents scout.
Saverio (Grottaminarda)


SONO FIERO DI COSMO DE LA FUENTE

23/5/2005
Gentilissimo direttore, grazie per questo spazio.
Vorrei dire al sig. Torelli che quello che Cosmo de la Fuente ha fatto è soltanto una piccolissima opera di sensibilizzazione che non ha nulla a che fare con leggi e la politica. Alla gente, che non vive il nostro problema, non importa nulla delle leggi in materia. Lo scritto di Cosmo de la Fuente "Madre contro Padre" è il racconto semplice, espresso con calore, di una coppia che si divide e ha un figlio. Ho letto la biografia di Cosmo e non è separato dalla propria figlia.
Che poi ci sia gente che attivamente sta facendo qualcosa è lodevole e importante, ma qui si parla di far conoscere a tutti, anche alla signora anziana e a chi non soffre di questo tipo di separazioni cosa sia per noi che ci siamo dentro. Quindi per favore lasci la semplicità e la spontaneità libere di esprimersi.
Io sono separato dai miei figli, e loro non vogliono più saperne di me, prima mi adoravano. Spero che Cosmo de la Fuente, che ha dimostrato di essere un artista sensibile e vicino alla nostra sofferenza, continui a lungo a parlarne.
Ringrazio moltissimo questo uomo, grazie per parlarne, abbiamo bisogno che tutti parlino di questo, ha le capacità di buon comunicatore e penso che le stia usando benissimo. Sono d'accordo con la lettera di Tiziana.
Grazie, grazie, grazie direttore e grazie, grazie, grazie a Cosmo de la Fuente.
Silvano Maselli (Teramo)


SONO FIGLIA DI GENITORI SEPARATI

23/5/2005
Egregio direttore Donelli,
sono figlia di separati e sono contenta che Sorrisi e Canzoni ne stia parlando e che lo stia facendo anche un artista come Cosmo de la Fuente. Sono una lettrice della rivista e non navigo spesso ed è la prima volta che scrivo al giornale, l'argomento però mi riguarda da vicino. L'ho vissuto al contrario, è stato mio padre che ha deciso di non farsi più vedere, sono passati dodici anni (oggi ne ho 23) e quasi non ricordo più il suo viso. Avrei voglia di rivederlo perché mi manca moltissimo e sento di volergli ancora bene ma non so esattamente dove sia lui adesso. Spero che mio padre stia leggendo queste lettere.
Mi associo a tutti quelli che hanno espresso un parere positivo su Cosmo de la Fuente, ho sentito parlare di lui nello scompartimento del treno che da Napoli mi portava a Roma, si parlava proprio di queste cose e qualcuno ha fatto riferimento al sito di sorrisi dove l'artista aveva acceso un dibattito su queste cose. Sono sicura che si tratti di un uomo eccezionale e mi piacerebbe tantissimo che lei direttore potesse dare una mail dove scrivere direttamente a Cosmo. Un padre è importante, fortunati quei figli che ce l'hanno, non toglieteglielo mai.
La ringrazio direttore
Cri


SÍ, È PROPRIO UN ANGELO
23/5/2005
Vorrei ringraziare il direttore di Sorrisi e dare un bacio in fronte a Cosmo de la Fuente, per aver spezzato una lancia in favore del diritto dei bambini ad essere amati da entrambi i genitori.
Un artista che oltre a cantare e a ballare, scende in campo per schierarsi sinceramente al fianco di chi sta vivendo un dramma è da ammirare non da criticare. Credo che Cosmo sia veramente motivato e dalle sue parole si capisce perfettamente che il discorso continuerà. Un angelo celeste... ha detto qualcuno con sarcasmo, beh magari di questi diavoli dall'animo nobile e dalla favella piacevole ce ne fossero molti. La comunicazione va fatta come la fa lui, con garbo e decisione, con dolcezza ma con calore.
Complimenti Cosmo, te ne siamo grati.
Maria Rosaria
una mamma di tre bambini


BRAVO, COSMO
23/5/2005
Mia figlia stava sempre davanti allo specchio provando alcuni passi di ballo caraibico, ascoltava una bella canzone orecchiabile, ma dopo alcune decine di volte che faceva sempre la stessa cosa io le dicevo di smetterla. Oggi sono io a chiederle si mettere su il cd - Tormento d'amor - perché ho capito che a cantarla è Cosmo de la Fuente, è un messaggio sano. Quando sono stato io a chiederle la canzone mia figlia ha strabuzzato gli occhi incredula e mi ha detto: - Papà, ma sei diventato matto? - Siamo una famiglia serena e non abbiamo i problemi di cui si parla nelle lettere rivolte a Cosmo, ma da genitore affezionato alla propria figlia non posso fare a meno che lodare questo artista che lavora in favore dei figli.
Non so quanti anni abbia Cosmo, io ne ho 42 e ho una figlia di 14 anni e credo che lui sia più o meno mio coetaneo, per quello da uomo gli dico "bravo".
Grazie direttore.
Giovanni


MIO PADRE È MERAVIGLIOSO
23/5/2005
Caro direttore di Sorrisi e Canzoni,
anch'io vorrei dire la mia sul discorso dei padri separati e della loro capacità ad occuparsi dei figli. La mia personale esperienza mi trova perfettamente concorde con Cosmo de la Fuente, che ha dimostrato non solo sensibilità e intelligenza, ma soprattutto di essere una persona al corrente dei fatti. Le spiego.
Ho 22 anni e sono figlia di genitori separati. Quando avevo solo dieci anni mia mamma, per ragioni che non sto a raccontare, decise di lasciare mio padre e di lasciarmi a lui. Io ringrazio mille volte, un milione di volte la donna che mi ha messo al mondo per questo. Il mio papà mi ha allevata, cresciuta, portata a scuola, consolata e mi ha dato tutto quello che normalmente si crede che solo una madre sappia dare.
Certo avere tutti e due i genitori è meglio, ma oggi posso dire che nonostante tutto sono fortunata. Mio padre lavava, stirava, di sera e di giorno lavorava, al mattino mi accompagnava a scuola e poi mia nonna veniva a prendermi a scuola alle 12.30 e mi portava a casa, dove alle 17 mio padre passava a prendermi.
Adoro mio padre ovviamente, quello che voglio dire a tutti è che un uomo può essere un genitore stupendo, tanto quanto una donna.
Il mio papà è meraviglioso e credo che ce ne siano altri come lui.
Ammiro moltissimo Cosmo de la Fuente e vorrei dirgli: "forza Cosmo, una ragazza veronese e il suo papà (forse tuo coetaneo) fanno il tifo per te!". Credo che Cosmo sia anche un padre stupendo.
Grazie e saluti
Roberta


BRAVO COSMO!
24/5/2005
Ciao a tutti.
Sono italo americano e vivo in Italia, a Roma, da qualche anno.
Mia madre è italiana e mio padre è americano, siamo del New Jersey.
Scrivo anch'io per Cosmo de la Fuente, penso che abbia sintetizzato molto bene la situazione in cui si trovano spesso i papà separati e i bambini di essi, purtroppo credo che sia un problema mondiale. I miei genitori stanno insieme, non sono separati e siamo due figli, io e mia sorella che vive in America. La mia famiglia è stata una specie di mix italo-americano e devo dire che mia mamma si è sforzata molto per mantenere salda la coppia di cui fa parte. In America di situazioni descritte da Cosmo ci sono moltissime, forse ancora di più rispetto Italia. Apprezzo molto quello che sta facendo questo artista che ho avuto il piacere di ascoltare come cantante, quando qualcuno del mondo dello spettacolo ha una sensibilità autentica come quella di questa persona bisogna coltivarla secondo me. I giovani americani sono bombardati da messaggi negativi se in mezzo a questi "bad messages" ci fossero i "good messages" messaggi buoni, si verrebbe a creare un equilibrio salutare.
Per via del mio lavoro, medico psicologo, sono a contatto anche con molti giovani e la cosa che più mi rattrista è vedere l'infelicità in molti di essi, alcuni vittime di emarginazione perché provenienti da famiglie monogenitoriali che non hanno molti mezzi di sostentamento e per forza in situazioni di povertà.
Scusate il mio italiano ausiliato dal vocabolario.
Saluto Cosmo de la Fuente e lo staff di Sorrisi e Canzoni.
Peter Webb

S'IMPARA ANCHE DAGLI ERRORI DEGLI ALTRI

24/5/2005
Gentilissimo direttore,
vorrei ringraziarla per lo spazio che ci viene offerto e per aver dato la possibilità di parlare della separazione e di quanto succeda al coniuge che rimane senza i figli.
Di papà separati in questa posizione ce ne sono più di un milione e mezzo, ma se conta il disagio sopportato da figli, parenti e amici dei protagonisti ecco che il numero cresce vertiginosamente e si parla di milioni di persone. Ecco perché l'articolo di Cosmo de la Fuente (madre contro padre) unito alla sua capacità di comunicazione e sensibilità artistica, hanno creato un contatto appassionato tra i suoli lettori e Cosmo.
Mio fratello dopo la separazione ha sofferto moltissimo per non aver potuto più stare vicino al suo bambino di cinque anni, aveva un bel rapporto con lui ma la madre, con il compiacimento di un avvocato, ha pensato bene di denunciarlo per molestie, ma alla fine, dopo sedute e varie lungaggini burocratiche è stata completamente cancellata perché era basato su una menzogna naturalmente.
Scagionato da quest'atroce sospetto mio fratello è rimasto colpito al cuore e non ha mai capito il perché di tanta cattiveria da parte della ex moglie, soprattutto considerando il fatto che era stata lei a chiedere la separazione perché aveva già allacciato una nuova relazione. Ora si è pentita, devo dire, non ostacola più le visite di mio fratello, quello che vorrei sottolineare, però, è che questo potere di uso e abuso da parte del coniuge più forte (la moglie) non è giusto. Quando, purtroppo, anche il mio matrimonio è finito, scottata dalle vicende di mio fratello, ho chiesto al mio ex marito di venire a vedere i bambini tutte le volte che voleva e siamo diventati ottimi amici.
Mio fratello purtroppo è rimasto segnato da questa triste esperienza e il suo più grande timore è quello di ricominciare con un'altra donna.
A volte mi chiedo se non avessi vissuto da vicino la storia di mio fratello come mi sarei comportata? La sicurezza di rimanere con figli, casa e mantenimento, comunque, mi avrebbero facilitato il compito di comportarmi in maniera sbagliata?
Vorrei dire a Cosmo de La Fuente grazie di averne parlato e grazie per essersi schierato dalla parte di una causa così importante, che appartiene alla vita di tutti giorni e di milioni di bambini e di genitori. Un artista così merita molto ma molto di più e sicuramente l'affetto di un pubblico che ogni giorno cresce di più. Ne parli su Sorrisi per favore, è importante.
Grazie per avermi ascoltato.
Agostina (Firenze)


COME POSSIAMO CONTATTARE COSMO DE LA FUENTE?
25/5/2005
Egr. Direttore Donelli, siamo sei studenti universitari accomunati in un gruppo di studio per la preparazione di un testo di ricerca socio culturale ispano americana, prendiamo in considerazione soprattutto i paesi dell'area caraibica come Cuba, Venezuela, Colombia e Repubblica Dominicana.
Analizziamo anche il processo folkloristico delle tradizioni e la musica, nonché lo sviluppo delle attività artistico ricreative e l'apporto dato dai residenti nei ghetti baraccopoli che sono una triste e consistente realtà nei paesi di questa regione del pianeta.
Ci piacerebbe moltissimo poter contattare direttamente Cosmo de la Fuente se lei vorrà fornirci un recapito di posta elettronica.
Ho letto molti degli scritti di Cosmo e "Il sole alto alle sei del mattino" ci è sembrato molto espressivo e direttamente incentrato nel nostro tipo di ricerca. Un componente del nostro gruppo, tra l'altro, ha tre diversi cd di Cosmo, anche l'ultimo "Tormento de Amor", trattandosi di bachata, musica proveniente da Santo Domingo, ci piacerebbe anche avere qualche dettaglio proprio per quanto riguarda l'origine di questo ballo, da chi ha esperienza di vita e non soltanto dalle nozioni trovate in internet. Sappiamo ad esempio che questo ballo in passato, non troppo remoto, era stato bandito. Conoscere i risvolti per noi è molto interessante.
Vorremmo anche complimentarci con questo artista per il suo scritto "Madre contro padre", che giustamente sta appassionando molti. Riteniamo che dimostri un calore umano e un vissuto molto significativo dal punto di vista sociale.
Napoli, tra l'altro, è una città molto ricettiva e la musica latina sta entrando negli usi di noi giovani, ecco perché Cosmo de la Fuente, oltre ad essere apprezzato per i suoi articoli è conosciuto per le sue produzioni musicali.
Ringraziandola molto per la sua cortese disponibilità e per aver dato vita a una piazza di scambio opinioni come questa porgiamo i nostri saluti.
Damiano, Alessandro, Mario, Antonino, Romina e Annarita

Risponde la redazione di Sorrisi
Gentili lettori,
Cosmo de la Fuente sarà lieto di entrare in contatto con voi. Il suo indirizzo di posta elettronica è news@sabortropical.it.
Cordiali saluti
La redazione di Sorrisi


COSMO E I PADRI SEPARATI
25/5/2005
Sono un attento lettore delle lettere su Cosmo de la Fuente, un artista attento e sensibile a molti problemi, tra cui quello dei padri separati dai figli. Apprezzo moltissimo il suo intervento e il fatto che si sia schierato al nostro favore, lo facessero tutti quelli che hanno doti e possibilità di comunicazione come lo fa Cosmo. Attaccare un personaggio così, secondo me, è come rubare in Chiesa.
Cosmo de la Fuente, tanto per la cronaca, si è attivato, so di certo che partecipa anche alle riunioni dell'associazione papà separati di Torino, di Varese ed è in contatto con l'Associazione Caro papà di Caserta, quindi prima di lanciare messaggi negativi su qualcuno bisognerebbe informarsi.
Grazie Cosmo de La Fuente, grazie per il tuo interesse e per la tua sensibilità, te lo dice un uomo che ha la possibilità di vedere i propri figli quando vuole, ma proprio perché fortunato e pieno d'amore per i miei figli capisco quale sia la sofferenza di chi ne deve stare lontano. Ho letto molto su di te e so che tu vivi con tuo figlio, quindi non hai una storia personale come qualcuno sta asserendo, ma come me senti quest'ingiustizia. "Madre contro padre" rappresenta un caso simile per milioni di persone.
Ringrazio moltissimo Sorrisi e Canzoni per l'accoglienza.
Dario (Asti)


GRAZIE, COSMO
25/5/2005
Vorrei che questo messaggio di gratitudine arrivasse fino a Cosmo de la Fuente, vorrei che sapesse milioni di occhi stanno leggendo i suoi messaggi d'amore, milioni di mani sono protese per stringere la sua, vorrei che sapesse che con la sua semplicità e il suo modo di fare così sincero e diretto senza assumere atteggiamenti del tipo "So tutto io", è riuscito ad entrare nel cuore della gente più di quanto lui possa ancora rendersi conto. Non bastava parlarne è il come, è il perché, è la motivazione che ha contraddistinto questo personaggio. Conosco molte persone che vivono la triste esperienza delle separazioni e dell'allontanamento dai figli, ebbene quasi tutti parlano del messaggio di Cosmo, incredibilmente vero, semplicemente profondo, naturalmente diretto, in più dà speranza e ottimismo, la fiducia che i nostri figli potranno finalmente sentirsi sicuri del fatto che non saranno assenti né la mamma né il papà.
È un grande Cosmo. Grazie Sorrisi per averci mostrato il vero Cosmo.
Roberto


I POMERIGGI A CARACAS
27/5/2005
Incuriosito dal nome di Cosmo de la Fuente, ho cercato e ho letto molti brani da lui scritti. Ho molto apprezzato "I pomeriggi a Caracas". Bella la descrizione e toccante il ricordo del padre e i momenti dell’infanzia. Mi rendo conto che Cosmo oltre ad essere padre, ha avuto anche un bellissimo rapporto come figlio. Anche mio padre ha viaggiato molto e mi ha portato in tanti posti del mondo e mi sono ritrovato nel racconto di Cosmo.
Capisco perché si sia schierato dalla parte dei papà che soffrono.
Complimenti.
Ottaviano


SERENAMENTE
31/5/2005
Carissima redazione di Sorrisi,
sono una lettrice molto fedele e apprezzo moltissimo questo settimanale e soprattutto accolgo sempre con molto piacere le novità e l'impostazione allegra che avete dato.
La mia è una vita serenamente monotona, voglio dire che sono mamma, moglie e, anche se un po' piatta come vita, sono abbastanza tranquilla.
Ho seguito con vivo interesse il dibattito dei genitori separati, le lettere e le risposte di Cosmo de la Fuente, che sono sempre state d'un certo spessore. Ho letto alcune cose scritte dall'artista e con mia sorpresa ho trovato parecchi racconti ambientati in Venezuela, uno di questi era "Il sole alto alle sei del mattino" e l'altro "I pomeriggi a Caracas", mi hanno mostrato un personaggio romantico e molto sensibile ai problemi sociali. Non ho molto tempo, malgrado abbia soltanto 32 anni, tra il lavoro fuori casa e quello in casa non sono di quelle che il sabato sera va a ballare o fa vita mondana, ma mi piace molto la musica, essendo poi sensibile ai ritmi latini conoscevo questa voce che ora sta venendo fuori alla grande.
Penso che questo momento di popolarità, non così evidente, ma credo profonda e soprattutto tra un pubblico scelto, il buon Cosmo se lo meriti, se non altro per le boccate di serenità che ci permette di prendere. Ma dove stanno tutti questi uomini così garbati e intelligenti?
Grazie e a presto
Giuliana


RIFLESSIONE NOTTURNA
31/5/2005
Ore 3.05, rifletto.
Sono una mamma e per motivi che non sto ad elencare sono io il genitore che non vive con i propri figli, anzi loro vivono con il padre in un altro paese e quindi per me diventa molto difficile poterli vedere. Quando riesco, una volta all'anno per qualche giorno, soffro nel vedervi in un altro ambiente di vita, il loro padre, mio ex marito, è di origine medio orientale e proprio mi fa male vedere i miei figli in quell'ambiente totalmente diverso dal mio. Lo so avrei dovuto pensarci prima. Mi ritengo anche fortunata perché ho conosciuto altre donne che non riescono nemmeno più a parlare al telefono con i propri figli, in certi paesi il padre ha il comando supremo su tutto e la famiglia paterna è quella che conta.
Voglio soltanto dire che non sempre le cose vanno come descritte da Cosmo de la Fuente, che comunque ringrazio molto per aver usato un tono di comprensione e non di guerra. Mi pare di cogliere, da parte sua, il desiderio di crescerli insieme questi figli, per il loro bene.
La bigenitorialità è essenziale, ma spesso uno dei due coniugi non lo capisce. Così dovrebbe essere, entrambi i genitori per il bene dei figli.
Saluti cordiali
Marilena


SIAMO UOMINI
1/6/2005
Gentilissimo direttore,
in merito al discorso dei padri separati vorrei anche portare la mia testimonianza. Sono un padre separato da anni e la mia ex moglie, che reputo persona intelligente, non ha mai cercato di ostacolare le mie visite al bambino.
Ho avuto un po’ di problemi riguardanti la situazione economica perché non riuscivo a mantenere due case ma con un po’ di sacrifici ci sono riuscito.
Non capisco tutti questi uomini arrabbiatissimi con le ex mogli, nel mio caso mio figlio voleva stare con sua mamma e gli avrei fatto un grave torto se lo avessi allontanato da lei.
Cosmo de la Fuente dimostra sensibilità nell’affrontare questo discorso, è vero, ma volevo soltanto dirgli che non tutti i padri siamo in grado di crescere un figlio anche perché spesso troppo occupati, poi la madre normalmente si sacrifica e molte volte rimane single per dedicarsi maggiormente ai figli, io vorrei sapere quanti uomini sono disposti a rimanere single per lo stesso motivo?
Siamo uomini e basta.
Grazie per avermi ascoltato
Livio


LA PARITÀ DEI SESSI
1/6/2005
Per anni, giustamente, la donna ha combattuto affinché si stabilisse una parità tra uomo e donna, penso che a questo punto siano stati fatti dei progressi. Sono del parere, però, che bisogna anche prendersi i contro di questo nuovo modo di vedere il rapporto tra i due sessi, non si può parlare di parità quando si cercano pari opportunità e parlare di differenze tra uomo e donna quando non conviene più, ad esempio nel rapporto dei figli.
Madre e padre sono la stessa cosa, importantissimi per i bambini entrambi e come sostiene Cosmo de La Fuente, bisogna finirla con i soliti luoghi comuni dell'uomo incapace e della donna super esperta.
Siamo tutti esseri umani o no?
Cordialissimi saluti
Antonio (Napoli)


QUANTI ARGOMENTI INTERESSANTI SUL SITO DI SORRISI
3/6/2005

Siamo un gruppo di lettori che ogni tanto si ritrova per chiacchierare e spesso prende spunto da argomenti estrapolati da internet e da alcuni siti dove esista un dibattito, una discussione, un tema. Da quello di Sorrisi, che è il nostro sito preferito, attingiamo molto e molto abbiamo parlato e chiacchierato tra un caffè e un tramezzino, tutto il pomeriggio di domenica, eravamo in dodici, riguardo la separazione e la situazione del coniuge che rimane senza figli.
Premetto che eravamo misti, cioè tra di noi la maggioranza era femminile, quattro coppie di coniugi, tre donne più un uomo. Devo qui affermare che nel nostro piccolo gruppo i più contrari a che un figlio rimanga col padre erano proprio i maschietti. Le donne invece sono pienamente d'accordo con la tesi di Cosmo de la Fuente e della bigenitorialità. Voglio dire, quelle poche donne (spero che siano poche) che sono contrarie al fatto che un padre abbia a che fare con i propri figli , vanno smontate con dati alla mano. Hanno sicuramente dei problemi grossi se si vendicano in questo modo, ma il fatto che le donne comprendano e siano d'accordo sul fatto che i bambini hanno bisogno di entrambi i genitori è una bella speranza. Pensando questo si può almeno cominciare a tirare un sospiro di sollievo. Credo che la maggior parte delle persone di buon senso sappia che un bambino ha bisogno di papà e mamma.
Grazie a tutti.
Graziano Pirottina
e Katia, Aldo, Antonietta, Manuela, Daniele, Silvia, Angelo, Cinzia, Donatella, Federica, Fabio tutti residenti nella bellissima città di Roma


LO STATO NON TUTELA LA PATERNITÀ
6/6/2005

Devi sapere che se desideri un giorno mettere al mondo un figlio, non avrai riconosciuto alcun diritto di crescerlo.
Se credi che il matrimonio o la convivenza siano strumenti adeguati per tutelare la famiglia, devi sapere che con le attuali procedure di divorzio la sola persona che potrà garantirti diritti alla paternità è la madre di tuo figlio.
Per lo stato il diritto alla paternità è una concessione privata che la madre ti fa e rimane soggetta al suo unico arbitrio.
Tutto quello che puoi leggere nella legge ha poi applicazione molto ristretta, con la prassi corrente che prevale: il figlio è gestito dalla mamma.
Il padre avrà responsabilità economiche ma non ha alcun potere decisionale sulla vita dei figli, né diritti coabitativi.
In pratica, in ogni momento e senza valido motivo, la madre dei tuoi figli può metterti alla porta e allontanarti da casa.
Non credere che essere a casa tua cambi qualcosa. Ti verrà espropriata dallo stato, con esecuzione forzata.
Non esiste rimedio per la legge.
Soltanto il tuo rapporto personale con la madre potrà fare in modo che lei acconsenta e decida come tu sarai padre dei tuoi figli.
Alcuni reputano inesistente questa atroce sofferenza, di padri che vengono allontanati dallo stato dai propri figli, padri violentati insieme ai loro figli, impotenti di fronte a uno stato e una società che non vuole che i padri rimangano con i figli.
Io rivendico questa libertà come una delle libertà fondame dell'uomo.
Negare questa libertà di generare ed educare la propria prole è un gravissimo sopruso.
La società non ha alcun diritto di violentare il diritto alla paternità di un figlio.
Una società che tollera questi abusi è una società violenta e antidemocratica, a cui tutti gli uomini e donne devono ribellarsi.
È un diritto fondamentale dell'uomo.
Uno stato che calpesta questi diritti non è uno stato democratico.
Marco Baldassari


FIGLI NEGATI
7 /6/2005

In riferimento alla lettera di Livio (01/06/05), vorrei fare alcune precisazioni:
1. nessuno dubita che ci siano padri come te che si sentono inferiori alla mamma.
2. nessuno dubita che ci sono molti papà che non passano il mantenimento alle mamme per i figli (alcuni perché poveri altri perché disonesti)
3. nessuno dubita che ci siano padri che non sacrificano la carriera per accudire i figli.
L'elenco sarebbe lungo e mi fermo qui.
Caro Livio, dei tre punti riportati è anche vero il contrario. E allora? Come la metti?
Se dovessimo seguire il tuo bel teorema da "Biancaneve e i sette nani" dovremmo aggiungere, in maniera generalizzata e qualunquista come hai fatto tu:
1. il 90% degli infanticidi lo commette la madre. Conclusione tutte le madri sono assassine
2. il 98% dei suicidi dopo la separazione, riguarda i padri. Conclusione tutte le madri sono cattive perché inducono al suicidio l'ex coniuge.
3. il 70% delle richieste di separazione è avanzata dalle donne. Conclusione tutte le donne sono spergiure davanti a Dio quando si sposano in Chiesa.
Di premesse, quesiti e risposte di questo genere si potrebbe riempire una enciclopedia.
Quindi per brevità, rispondo al caro Livio affermando che la sua risposta la paragono al tentativo di Totò e Peppino di parlare la lingua inglese. Se non sai di cosa si parla, taci.
Per colpa di quelli come te, la cultura del rispetto del padre, in Italia, non esiste.
Per colpa di quelli come te, in Italia, nell'indifferenza generale, da dieci anni, muoiono 100 persone ogni anno (omicidi, suicidi e stragi varie).
Per colpa di quelli come te, un piccolo paese, ogni anno, scompare e finisce sotto terra.
Per colpa dei Ponzio Pilato come te, in Italia, rapire un figlio non è reato.
Se non ti senti un padre all'altezza, è un problema solo tuo e dei tuoi figli.
Noi lottiamo ogni giorno perché non siamo come te e vogliamo crescere i nostri figli. Che ti piaccia o no... papà c'è.
dott. Giorgio Ceccarelli
pres. Ass. Figli Negati
fondatore dell'Armata dei Padri (Figli Negati-Papà Separati)
movimento per i diritti civili dei figli dei genitori separati
www.figlinegati.it


DIFENDIAMO LA BIGENITORIALITÀ
8/6/2005

Gentile Direttore,
vorrei replicare alla lettera di Graziano Pirottina e degli altri amici della "bellissima città di Roma".
Sono sinceramente lieto che un tema così importante e delicato quale l’affidamento dei figli a seguito di una separazione entri nelle chiacchiere domenicali di persone non direttamente toccate dal problema: ciò denota indubbiamente da parte loro una grande sensibilità ed attenzione ai problemi della società. È però necessario che questi amici facciano ancora un piccolo sforzo, per andare più a fondo nella questione ed evitare il rischio di giudizi magari un po’ superficiali e che possano apparire irrispettosi nei confronti del sincero, autentico, quotidiano dolore di tanti genitori.
Vorrei quindi fornire loro ulteriori spunti di discussione per una futuro incontro:
le donne “contrarie al fatto che un padre abbia a che fare con i propri figli” purtroppo non sono poche; lo dimostra il fatto che la stragrande maggioranza delle separazioni si risolva in un affido esclusivo dei figli alla madre; la questione non è “smontare con dati alla mano” queste donne che rivendicano il possesso esclusivo dei figli, ma è tutelare il diritto di figli a mantenere sempre e comunque un rapporto ed una frequentazione costanti, continui ed efficaci con entrambi i genitori. In presenza di situazioni deviate in cui un genitore (in genere la madre) tende a negare questo diritto dovrebbe essere compito dello Stato e dei Tribunali garantirlo; nella realtà spesso avviene esattamente il contrario: basta che il giudice rilevi conflittualità (spesso creata ad arte) fra i due genitori perché venga negata la possibilità di un affido congiunto, e quindi i figli vengano affidati alla madre (che è poi spesso quella che – sapendo di trarne un vantaggio – ha generato la conflittualità); che queste donne abbiano “problemi grossi” è fuor di dubbio; purtroppo il loro atteggiamento crea problemi ancora più grossi ai loro ex-coniugi e (soprattutto) ai loro figli; esistono studi scientifici che dimostrano come i figli cresciuti in famiglie dalle quali è stato “espulso” un genitore abbiano una maggiore propensione a sviluppare problemi psichici, caratteriali, comportamentali. Dato l’elevato e sempre crescente numero di separazioni si tratta di un autentico problema sociale, che avrà fortissimi impatti sul nostro futuro. Purtroppo tutti (con l’eccezione di poche, nobilissime voci) lo ignorano, o fingono di ignorarlo; è vero, la maggior parte delle persone “di buon senso” pensa che “un bambino ha bisogno di papà e mamma”; quando una famiglia si disgrega il terremoto psicologico che colpisce le persone è tale che il buon senso spesso non esiste più. Per questo a noi papà separati non è di alcun conforto sapere che moltissime donne e moltissimi uomini la pensano come noi; almeno fintanto che tutte le persone “di buon senso” non riescano ad unire i propri sforzi per fare in modo che lo Stato, con tutte le sue componenti (leggi, tribunali, consultori, centri di aiuto alla famiglia…) aiuti VERAMENTE le famiglie in crisi a ritrovare questo “buon senso”, ed a prendere le decisioni migliori nell’interesse dei figli. Oggi lo “Stato” aiuta solo ad esasperare le conflittualità. Nell’interesse di chi, secondo voi?
Ringrazio ancora Lei, Direttore, e gli amici di Roma. Invitandoli, visto che si dichiarano convinti sostenitori dell’affermazione che “un bambino ha bisogno di papà e mamma”, ad unirsi a noi papà separati nella grande manifestazione nazionale a sostegno della bigenitorialità che avrà luogo proprio nella loro città sabato 18 giugno.
Massimiliano


EVVIVA I BAMBINI!
8/6/2005

Egr. Direttore,
mi accodo ai numerosi lettori/Papà che hanno scritto e letto in merito all’intervento di Cosmo de la Fuente.
Non sono un papà e non sono separato, ma con la genitorialità, i bambini e i ragazzi ho a che fare tutti i giorni. Sono un educatore e lavoro quotidianamente con persone dai 2 ai 18 anni circa relazionandomi con le loro famiglie, con la scuola e le istituzioni che in alcuni casi entrano nella vita dei minori senza che loro abbiano fatto nulla per cercare questi interventi (assistenti sociali, psicologi, avvocati…): questi minori sono coinvolti in faccende più grandi di loro dai loro genitori.
Inoltre, sono il gestore di un sito interamente dedicato alla Paternità (www.laminieradigiove.it): qui arrivano molte storie bellissime, soprattutto di neopapà. Purtroppo, leggiamo anche storie pesantissime di padri disperati.
Io non voglio difendere per partito preso i Padri né sostenere indiscriminatamente che è meglio un certo tipo di affido piuttosto che un altro senza aver valutato il singolo caso e le due persone coinvolte. Tantomeno vorrei che questo spazio sul suo settimanale fosse strumentalizzato.
Parlo, però, dalla parte dei figli che soffrono, che sono innocenti e che spesso sono biecamente usati da una o dall’altra parte (se non da entrambe) coinvolta nella separazione. Egoismo, rabbia, rancore, vendetta e avidità (di ogni tipo, non solo riferita al denaro!) sono generalmente le caratteristiche che accompagnano una separazione e un divorzio. Ma un minimo di intelligenza e sensibilità e vero amore (non quello funzionale sbandierato di fronte al giudice) e, dove accorre, un adeguato percorso di sostegno e aiuto (consulenza psicologica, consulenza familiare, mediazione familiare…) possono evitare almeno una parte di sofferenza ai figli.
Sarebbe anche utile che ai genitori (magari nei corsi prematrimoniali e, soprattutto, nei corsi di preparazione al parto – nascita e alla genitorialità) fosse spiegato e fatto ben capire che si è genitori per sempre, anche dopo la separazione, che si è prima di tutto genitori e che i figli (soprattutto se piccoli) hanno il diritto di essere sempre al primo posto. Occorre una vera educazione per i genitori. Non dico nulla di nuovo: ma l’educazione prenatale e perinatale dovrebbero essere istituzionalizzate e organizzate in modo da fornire informazioni, supporto e, in particolare, formazione.
È molto peggio e, per certi versi, più semplice mandare poi i figli dallo psicologo, dire che hanno problemi caratteriali, che sono difficili, che creano un sacco di problemi, ecc.
Col cuore e sinceramente dalla mia esperienza quotidiana nel bene e, soprattutto, nel male devo affermare che i figli sono il prodotto di quei due genitori. E come tali se ne assumono la responsabilità nel momento in cui li concepiscono e questo impegno non cessa fino alla morte.
Grazie e W i bambini!
Claudio Carrara


UN PAPÀ SOLO RINGRAZIA COSMO DE LA FUENTE
15/6/2005

Egregio direttore,
ringraziandola per darci la parola vorrei esprimere il mio ringraziamento ad un artista come Cosmo de La Fuente il quale con educazione e gentilezza sta lanciando il suo messaggio a favore della bigenitorialità. Sono convinto che una persona come lui possa ottenere l'attenzione da parte del pubblico molto di più rispetto chi si avventa e urla la propria rabbia. Sono anch'io un padre separato che soffre molto per il fatto di non poter veder crescere il proprio figlio a causa di un giudice poco informato, sappiamo che la madre comunque ha la meglio. Se vogliamo che la gente si renda conto di quanto può essere dolorosa la nostra sofferenza abbiamo bisogno di comunicatori decisi ed educati come Cosmo.
Vivo a L'Aquila, sono disperato e le parole di Cosmo mi hanno aiutato a capire che dobbiamo ribellarci pacificamente ma decisamente.
Gerardo
(un papà solo)


SONO CONTENTO
17/6/2005

Sono un padre felice e tranquillo con i suoi due figlie e una moglie splendida, ho molto apprezzato, però, il discorso di Cosmo de la Fuente a favore dei padri che soffrono. Spero qualcosa venga fatto in favori di questi genitori, padri (molti) e madri che vengono privati dei figli. Ho letto con passione anche gli articoletti di Cosmo che reputo molto bravo e spero di leggere presto il suo libro, di cui, mi auguro Sorrisi ci dia qualche anticipazione. Sia io che mia moglie siamo lettori di Sorrisi.
Paolo Paolini


CHE BRAVO COSMO DE LA FUENTE
21/6/2005

Gentile direttore Donelli,
innanzitutto complimenti, lo so che sono molti a farli ma voglio farli anch'io, Sorrisi rimane sempre un periodico bellissimo e informato e non potrei fare a meno di comprarlo nonostante alcune copertine che posso anche non gradire.
Mi sono molto piaciuti gli interventi su Cosmo de la Fuente e le sue risposte ad alcuni papà che sono rimasti senza i figli. Io, fortunatamente riesco a vedere i miei figli ma so di certo che molti padri che io conosco soffrono moltissimo e non è giusta questa disparità.
Sono anche un appassionato di viaggi e leggendo gli articoli di Cosmo ho notato con quanta delicatezza riesca a far vivere sensazioni da lui vissute e sinceramente mi è venuta anche una gran voglia di visitare il Venezuela.
Ho saputo da voci di corridoio che addirittura Cosmo prenderà parte di un film per il cinema - in realizzazione, beh non so quanto ci sia di vero ma quello che so è che mi sembra un artista molto valido e un bravissimo scrittore, nei prossimi mesi mi auguro di sentire parlare spesso.
Saluti
Piero


I DIRITTI DELLA PATERNITÁ
21/6/2005

Se avessi ben conosciuto leggi, giurisprudenza e prassi che regolano il diritto di famiglia in Italia, non mi sarei mai sposato. Ciò non vuol dire che altri non possano liberamente farlo, ma semplicemente che potranno fare una scelta più consapevole, soprattutto riguardo alla paternità, se avranno una informazione adeguata sui rischi che corrono personalmente e quelli che corrono i figli.
La libera scelta, sempre più frequente, di liberi cittadini di non sposarsi, forse evidenzierà sempre più la necessità di modificare le norme controproducenti e anacronistiche che regolano il matrimonio.
Credo che un marito ed un padre dovrebbero avere gli stessi diritti/doveri di una moglie/madre. L'attuale diritto di famiglia rende fin troppo facile per una