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MADRE CONTRO PADRE
di Cosmo de La Fuente
Alberto era ancora un ragazzone quando nacque sua figlia, aveva poco più
di trent'anni, ma amava ancora giocare con la vita. Si era sposato tre anni
prima con Giuliana e, malgrado il loro rapporto non fosse idilliaco, tirava
a campare.
Da fidanzati spesso Giuliana gli aveva detto che lei avrebbe voluto un marito
collaboratore in casa e soprattutto con i figli perché non sopportava
il tipo d'uomo che rimaneva seduto sul divano e non si occupava delle faccende
di casa e della famiglia.
Alberto un po' per questo, un po' perché Giuliana soffriva di mal
di schiena, ma soprattutto perché era letteralmente innamorato della
sua bambina, si prestò volentieri a prestare il suo aiuto in casa.
Giuliana non allattò al seno la bambina, di notte si alzava Alberto
per darle il latte, la cambiava e si comportava da bravo mammo. Tutto questo
era utile per Giuliana perché oltre a seguire un corso di Estetista
durante il giorno, presto cominciò a lavorare, il primo anno di vita
di questa meravigliosa bambina, Alberto se lo fece praticamente da solo.
Quando in America c'era qualche problema Giuliana partiva e stava almeno
tre mesi lontana da casa.
Essendo titolare di un ristorantino Alberto aveva la possibilità
di andare a lavorare dopo le 18,00, portava con lui la bimba che rimaneva
fino alle 20,00 ora in cui la mamma veniva a prendersela nervosamente, perché
stanca, se la trascinava a casa infuriata perché la piccola voleva
ancora il suo papà.
Giuliana, di origine italo americana, aveva nostalgia del suo paese e spesso
nel nervosismo delle discussioni minacciava sia Alberto che Giselle (la
figlia) di tornarsene dai suoi. La piccola poco per volta cominciò
a far di suo padre l'unico punto fermo e sicuro della sua vita e quindi
a cercarlo e ad avere bisogno di lui.
Questo non piaceva a Giuliana che non rinunciava a terrorizzare la piccola
con le sue minacce di andar via.
Le sue lamentele e continue urla poco per volta distrussero il rapporto
con Alberto e ben presto Giselle si rese conto che poteva contare molto
di più di suo padre.
Quando Giuliana e Alberto decisero di separarsi, un Giudice ‘donna'
che non sapeva minimamente come stavano le cose, decise che Giselle doveva
restare con la madre. Cosa ne sapeva quel Giudice? Che scelta sbagliata
per il solo luogo comune che i figli stanno bene con la madre e non con
il padre. Che errore madornale da parte di un Giudice che dovrebbe pensare
al bene di un bambino e non alla solita tiritera stupida che i figli sono
proprietà della madre. Ad Alberto non rimase che prendere sua figlia
ed andarsene all'estero e la cosa sicuramente non era legale. Cosa doveva
fare un padre, un cuore di padre, che sapeva benissimo che la bambina non
viveva senza di lui? Pur non approvando il gesto non posso condannarlo,
almeno ora la bambina è contenta e la madre si è già
risposata. D'altro canto era abituata a separarsi dalla bambina, cosa che
Alberto non riusciva a fare.
Perché in Italia il padre deve essere sempre penalizzato? Chi l'ha
detto che un uomo non può essere un ottimo genitore? Vorrei che qualcuno
in politica si occupasse seriamente di questo problema, io sarei il primo
a volerlo, non importa di quale partito, ma è qualcosa di molto importante.
Farebbe bene anche ad occuparsene il Vaticano dal momento che parliamo d'amore.
Che ci sia la parità anche in questo. Battiamoci e concludiamo!
MADRE
CONTRO PADRE
22/4/2005
Carissimo direttore,
voglio congratularmi con lei per questo spazio intelligente.
Già attento osservatore di Cosmo de La Fuente, più che musicalmente
soprattutto come opinionista discreto, ho seguito gli articoli da lui firmati.
Penso che questa volta, per quanto mi riguarda abbia superato se stesso
però. Sono un papà separato la cui ex moglie fa di tutto per
proibirgli l'incontro con i due figli e questa è una storia molto
triste della società italiana che come dice Cosmo penalizza sempre
il papà.
La storia o gli eventi raccontati da Cosmo de La Fuente sembrano calzino
a pennello proprio al mio caso, sembra la mia storia e le parole espresse
dall'autore sono proprio quelle che direbbe un qualunque papà nella
stessa situazione. Questa mattina ho deciso di scrivere subito a Lei prima
di cominciare con il mio lavoro perché la cosa mi interessa molto.
A questo punto vorrei comunicare anch'io con Cosmo, una buona voce per difendere
i nostri diritti. Vorrei sapere da lui anche se ha figli e se lui in prima
persona ha vissuto questo dramma come noi, che invece non abbiamo voce in
capitolo e non possiamo esprimerci pubblicamente. Vorrei anche chiedergli
se oltre ad artista è vero che ha a che fare attivamente con la politica
e perché non si occupa di prima persona di questo diritto dei padri
che lui appoggia in pieno.
Spero vivamente di sentire parlare di questa persona e di conoscere i dettagli
perché devo complimentarmi come vedo hanno fatto già in molti.
Alla mia età, ho 49 anni, abbiamo già deciso cosa fare della
nostra vita e l'argomento presentato dall'intelligente Cosmo mi tocca da
vicino.
Parliamone per favore di questo dramma che vive la maggior parte dei papà
separati dai figli, Cosmo, parlane ancora è un argomento molto interessante
e spero che il tuo articolo sia pubblicato in tutti i giornali.
Grazie, Cosmo, e soprattutto grazie a Lei Dottor Donelli.
Adalberto
UNA LETTERA AFFETTUOSA PER COSMO DE LA FUENTE
22/4/2005
È sabato ma anche questa sera non uscirò, non mi va di divertirmi
da sei mesi, da quando è mancato il mio papà. Io e mia mamma
siamo sole e tristi. Oggi però ho ritrovato in uno scritto di Cosmo
de la Fuente che si chiama "il gioco della vita" le parole che
mi diceva anche il mio papà, anche mia mamma si è commossa,
sembravano le sue parole.
E' la seconda lettera che ti scrivo oggi.
Caro Cosmo, vorrei dirti che da oggi sono anch'io una tua ammiratrice e
spero che sorrisi e canzoni sia un mezzo per farti arrivare la mia lettera.
Ho pianto ma mi sono sentita anche meglio pensando che per scrivere queste
parole vuol dire che tu hai sicuramente esperienze belle e particolari.
Vorrei conoscerti e lunedì corro a cercare un tuo disco, voglio sentire
la tua voce e voglio sapere quanti anni hai, mio padre ne aveva 47.
Un bacio e grazie direttore
Liliana
PADRI SEPARATI, RISPONDE COSMO DE LA FUENTE
6/5/2005
Egr. Direttore Massimo Donelli,
cercando notizie riguardo un articolo "Madre contro padre" dell'artista
Cosmo de La Fuente, ho scoperto con immenso piacere che Sorrisi e Canzoni
parla proprio di lui. La cosa per noi che apparteniamo ad un'associazione
(quella dei Papà Separati) è importante dal momento che l'artista
in questione si sta adoperando affinché questa situazione di ingiustizia
possa cambiare.
Abbiamo letto l'articolo succitato di Cosmo e lo abbiamo ufficialmente invitato
ad una riunione che si terrà la prossima settimana a Roma dove si
stanno programmando molte iniziative per aiutare i papà che ingiustamente
vivono l'esperienza atroce di essere separati e sempre penalizzati dalla
separazione dalla moglie. Il tema è molto delicato ma oltre a ringraziare
pubblicamente Cosmo per quando sta facendo e per il suo comunicare con il
pubblico chiedo gentilmente anche lei di dare un piccolo contributo alla
nostra causa, speriamo proprio che Cosmo partecipi e continui nella sua
opera di divulgazione della nostra sofferenza e se lei ha la possibilità
di comunicare con Cosmo de La Fuente la prego di farle arrivare la presente
perché dall'email che ho trovato in rete non siamo riusciti ad ottenere
risposta.
Cosmo sappiamo che sei attento alla causa dei padri separati dai figli,
ti chiediamo di intervenire alla nostra riunione perché abbiamo una
bellissima proposta da farti, ti preghiamo di dar voce alla nostra necessità
e diritto di poter dare amore ai nostri figli. Sei un ottimo comunicatore
e contiamo anche sul tuo aiuto perché non possiamo continuare a far
finta di niente.
Ringraziamo il direttore Massimo Donelli per permetterci di parlare e Cosmo
de La Fuente.
Angelo Mottini, Alfredo Lambiase, Roberto Costa e Gianfranco Bianchi
Risponde Cosmo de la Fuente:
Gentilissimi Angelo,
Alfredo, Roberto e Gianfranco,
innanzitutto vi ringrazio per la fiducia che riponete in me, penso di essere
solo una voce del coro. L'ingiustizia che molti padri separati sono costretti
a subire è un tasto dolente della nostra società ed è
un argomento che mi tocca il cuore proprio perché ho un meraviglioso
rapporto con mia figlia, non riuscirei mai a separarmi da lei e mi rendo
conto di come sia triste la vita di un uomo in quella situazione.
L'articolo a cui fate riferimento, "Madre contro padre", è
una storia vera, conosco i protagonisti di quella vicenda e devo dire che
di storie simili ne ho collezionate molte.
Sono stato contattato da un regista, a sua volta figlio e vittima di tutto
questo, il quale sta realizzando un cortometraggio che tratterà proprio
questo argomento, quindi ragazzi fatevi forza, qualcosa cambierà.
Cominciamo col combattere i luoghi comuni , a cominciare dalle pubblicità
dove il padre è sempre imbranato nell'accudire i figli, nella realtà
un padre può essere un ottimo genitore quanto lo è madre.
Alcune donne usano i figli come ricatto e ripicca nei confronti degli ex
mariti e questo non è giusto, anche perché il male maggiore
lo si fa ai figli.
Compatibilmente a qualche mio impegno, parteciperò con piacere alla
riunione della vostra Associazione affinché il messaggio giunga forte
e chiaro. Siamo noi uomini, in questo caso, a chiedere una parità
che non dovrebbe nemmeno essere messa in discussione dal momento che siamo
genitori.
L'amore è bellissimo, anche quello di un padre verso i figli.
Una stretta di mano
Cosmo de La Fuente
MADRE CONTRO
PADRE
9/5/2005
Essendo anch'io un padre penalizzato appoggio in pieno l'iniziativa di Cosmo
de La Fuente e dell'articolo a cui si fa riferimento nelle lettere pubblicate
nel sito di Sorrisi. Sono anch'io un papà penalizzato e vorrei veramente
che si parlasse di più di quest'argomento ringraziando in anticipo
la vostra redazione per averlo messo in luce. Mi auguro che l'autore prosegua
con quest'iniziativa dal momento che siamo in moltissimi. -
Un saluto a Cosmo.
Esprimo tutta la mia gratitudine anche a lei, direttore Donelli.
Alvaro
PADRI BANCOMAT
E CUORI SPEZZATI
9/5/2005
Un bravissimo e un grazie anche da parte mia a Cosmo de la Fuente che con
il suo articolo ha veramente colpito il centro. Speriamo che contribuisca
a far sì che il mio problema, che è anche quello di tantissimi
padri italiani, possa essere finalmente preso in considerazione dalla società
italiana la quale ha fatto orecchie da mercante da troppo tempo. Sono stufo
di essere uno dei tanti padri cosiddetti "bancomat", esistenti
solo quando è ora di versare l'assegno mensile.
Dove posso seguire Cosmo de la Fuente in questa sua giusta impresa? Grazie
Dott. Donelli per darci spazio.
Consiglio a tutti i padri interessati di leggere l'articolo "Madre
contro padre" perché è quello che succede sempre più
spesso a troppi padri separati dai figli e penalizzati dalle ex mogli.
Giuseppe Brandimarte
PADRI SEPARATI
9/5/2005
Gentile Dott. Donelli,
ho letto con incredulità e piacere la risposta che Cosmo de La Fuente
ha dato ai signori di Roma dell'Associazione Papà separati.
Incredulità perché non mi aspettavo che se ne parlasse già
e piacere perché sono una vittima. Lei dimostra di essere un direttore
sensibile e intelligente.
Un argomento importantissimo che andrebbe seguito. Ringrazio anch'io Cosmo
de La Fuente per quanto sta facendo, anche solo parlarne significa qualcosa,
essendo poi un buon comunicatore le sue parole giungono a destinazione.
Un uomo eccezionale che si dedica a molte opere di bene e in questo caso
offre la sua voce altisonante alla nostra causa. Chiedo a tutti i papà
separati dai propri figli che stanno soffrendo come me, di dire la propria
e di non rimanere statici di fronte a questo problema. Spero che molti vogliano
raccontare la propria esperienza magari a Cosmo se gentilmente potrà
rispondere alle nostre lettere.
Chiedo anche a Cosmo di partecipare alle trasmissioni televisive (in programma
ce ne sono parecchie) in cui si affronterà questo tema.
Pierpaolo Romanello
CARO PAPÀ...
10/5/2005
Egregio Direttore,
siamo un folto gruppo di padri separati di Caserta, e le scriviamo per dire
a Lei ed a Cosmo de la Fuente il nostro sentito grazie per il vostro interessamento.
Noi a Caserta abbiamo costituito l'associazione "Caro papà"
proprio per poter sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma che vivono
i nostri bambini: oggi la legge li rende orfani di padre, anche se noi siamo
vivi. Peggio ancora, li espone alla continua tortura di una madre arrabiata,
che non fa altro che denigrare il loro amato papà. Col tempo questi
bambini, per poter sopravvivere, finiscono col condividere le idee della
madre, rivoltandosi contro noi padri, nonostante tutto il nostro amore e
nonostante il nostro comportamento. Dentro di loro si crea così una
fratture: amano la madre, vivono con lei, ne subiscono l'influenza e perciò
devono odiare il papà. Al tempo stesso, con un'altra parte della
loro mente, non possono non accorgersi di quanto il papà gli voglia
bene. Questa scissione è dannosissima, e questi bambini, crescendo,
hanno tutti problemi psichici gravissimi, che li portano purtroppo nelle
aule dei tribunali minorili, negli studi degli psichiatri o, peggio, nei
servizi per tossicodipendenti.
Carissimo Direttore, Lei sa che l'Istat calcola che circa l'80% dei tossicodipendenti
iscritti ai Sert ha alle spalle una famiglia divisa? Di queste cose i mass
media non parlano, nessuno ne sa niente, sebbene anche in Italia ci sia
un numero spaventoso di separazioni e quindi di conflitti. In questi giorni
andrà in Parlamento una proposta di riforma dell'affido dei bambini:
speriamo che riesca a passare.
Come dice giustamente Cosmo, oltre che di leggi c'è bisogno soprattutto
di un cambiamento dell'immagine del padre, e noi vogliamo lavorare anche
in questa direzione. Stiamo preparando degli spot televisivi da mandare
come "Pubblicità Progresso", che spieghino queste cose.
Ci farebbe piacere poter contattare personalmente Cosmo, per chiergli una
collaborazione professionale alle nostre iniziative, oltre che per poterlo
ringraziare personalmente.
Cordiali saluti
Giovanni D'Angelo
Associazione Caro Papà
www.caropapa.com
Risponde Cosmo de la Fuente:
Carissimo Giovanni,
hai proprio ragione e non posso che essere in linea con te.
Sono un artista che si dedica al proprio lavoro ma mi sento soprattutto
un padre.
Parteciperò a molte riunione di associazioni pro padri separati e
sarò sempre pronto a difendere il diritto di dare amore ai propri
figli anche da parte del padre.
Parliamone molto e non adagiamoci più, accettando tacitamente che
la figura del padre sia messa sempre da una parte. Come ho già detto
il padre è un genitore a tutti gli effetti, chi l'ha detto che non
possa allevare un figlio?
Fammi avere maggiori notizie riguardo gli spot di "Pubblicità
progresso", io sono pronto.
Non possiamo più accettare che i nostri figli subiscano questo danno
psicologico.
Sono disponibilissimo a collaborare.
Non può che farmi piacere notare che qualcosa comincia a muoversi,
ma il cammino è ancora lungo e difficoltoso. Dobbiamo far sì
che nascano presto delle leggi che proteggano il sacrosanto diritto ad essere
padri.
Complimenti e a presto
Cosmo de La Fuente
UOMINI DAL CUORE
INFRANTO
10/5/2005
Siamo circa un milione e mezzo di padri separati in Italia, soffriamo e
nessuno si prende la briga di parlare di noi. Finalmente una Voce, quella
di Cosmo de La Fuente, autentica, vera, decisa e bellissima!!! Vogliamo
Cosmo de La Fuente in televisione, sui giornali, abbiamo bisogno di lui.
Il suo articolo Madre contro padre ne è la prova.
Preghiamo vivamente le redazioni tv e giornalistiche di mettere in vetrina
(almeno quello) la sua iniziativa.
Intanto ringraziamo di cuore, il direttore di Sorrisi e Canzoni e la redazione.
Gruppo di padri separati
Federico (Napoli), Eugenio (Milano), Roberto (Roma), Francesco (Torino)
e moltissimi altri
COMPAGNE DI
PADRI SEPARATI
11/5/2005
Gentilissimo direttore,
seguo da giorni le lettere riguardanti la situazione dei padri separati
in Italia. Vorrei esprimere il mio compiacimento per la forma e la serenità
con cui Cosmo de La Fuente risponde, oltre a dimostrare una sensibilità
impressionante riesce a trasmettere conforto e speranza. Un bravissimo comunicatore
che a mio avviso andrebbe preso in considerazione. Purtroppo i media si
occupano più facilmente di personaggi sciocchi.
Il mio è un caso visto dall'altra parte, mi spiego.
Sono separata e ho l'affidamento di mio figlio di otto anni. Avrei voluto
che il padre continuasse a stargli vicino, ma è stato proprio lui
a non volerne sapere più niente. Da qualche mese ho un compagno,
anche lui separato che soffre moltissimo perché la sua ex moglie
ha fatto di tutto per non permettergli di stare accanto a suo figlio di
soli quattro anni. Le situazioni sono soggettive e non possiamo fare di
tutta l'erba un fascio. È così difficile pensare ad una legge
dove si valutino le varie situazioni senza dover per forza cadere nella
freddezza di vecchie leggi senza un briciolo di umanità? Come può
un giudice non capire che si fa del male ad un bambino negandogli l'amore
di uno dei genitori? Non sarebbe ora di apportare qualche modifica a queste
prese di posizione che vedono la loro nascita intorno al 1970?
Lei come uomo dimostra una grande sensibilità, Dott. Donelli, e come
direttore la serietà e la professionalità che si ricercano
nei giornali, Sorrisi e Canzoni ancora una volta dimostra di essere al servizio
del lettore, grazie per la sua disponibilità.
Cosmo de La Fuente è sicuramente un uomo di spessore e mi auguro
di vederlo prestissimo sul suo settimanale e in televisione.
Mi permetta di domandare a Cosmo qual è stato il suo rapporto con
i genitori e qual è, se li ha, il rapporto con i suoi figli. Mi risponderà?
Spero di sì.
Cordialmente.
Fabiola Tagli
MADRI E PADRI
SEPARATI
11/5/2005
Egr. direttore,
il riferimento a Padri separati mi sembra giustissimo. Sono una donna e
mi accorgo che è sbagliatissimo dare sempre l'affidamento dei figli
alle madri. Al giorno d'oggi le madri sono diventate più irresponsabili
e forse troppo prese a mantenere una posizione sociale finalmente conquistata
dopo diverse lotte. La donna sente ed è cosciente di aver superato
l'uomo in diverse categorie lavorative e altro, ma poi in realtà
non si identifica sempre in questa posizione e così nascono le continue
tirannie. Emancipazione vissuta molto male socialmente, soprattutto in Italia.
Questa rivalità sorta in così breve tempo non permette più
alla nostra società di vivere la famiglia in modo tradizionale; secondo
me è un male sociale sorto troppo velocemente e diventato quasi insanabile
per le diverse prese di posizione.
Dispiace vedere che i valori più semplici non esistono più
e fa ancora più male capire che non si fanno grandi sforzi per vivere
questa realtà con il dovuto peso.
Insegnare un sano equilibrio in una copia adeguato all'età moderna
non è poi una cosa così difficile, sicuramente pubblicizzare
telefonini e varie marche di abbigliamento e accessori d'uso è più
redditizio e semplice; infatti oggi si usa pagare con bancomat!
Non si conoscono le percentuali esatte delle separazioni di matrimonio o
da convivenza nelle coppie italiane, si sa che hanno superato in percentuale
quelle degli altri stati europei.
Sinceramente mi piacerebbe capire come mai i giudici non si adeguano a questa
situazione sociale e non entrano nel problema, dimostrando come sempre una
grande superficialità e una grande impreparazione.
Distinti saluti
Licia
AIUTATEMI AD
ESSERE UN BUON PADRE.
11/5/2005
Egregio direttore,
in primis voglio ringraziarla per averci dato la possibilità di esprimere
la nostra opinione riguardo il danno perpetuato ai padri che si trovano
di fronte alla triste separazione dai propri figli, la ringrazio molto anche
per darmi questa possibilità di entrare con chi ha cominciato a parlare
di noi.
Ho quarant'anni, vivo a Genova e dopo essermi separato dalla mia ex moglie
mi trovo a non poter seguire i miei figli per via di azioni ostacolanti
da parte della madre.
Ho seguito le notizie sull'articolo di Cosmo de La Fuente, che reputo una
persona veramente sensibile. Sinceramente non so se lui ha subito questo
danno come padre, ma quello che posso notare è che la sensibilità
con cui ha esposto questo dramma è la prova che un padre soffre esattamente
come una madre. Il suo è un articolo semplice e vero, espresso con
semplicità e con il cuore in mano, ecco perché sta ottenendo
un grosso interesse da parte non solo dei padri, ma anche delle persone
che non vivono il nostro dramma, ma grazie a parole dirette al cuore possono
capire quello che noi proviamo.
Ha capito perfettamente quale possa essere la disperazione di un padre.
Mi chiedo se Cosmo de La Fuente parteciperà a qualche incontro a
Genova su questo tema così importante. Se lo farà vorrei saperlo
per presenziare anch'io e poi vorrei avere dei consigli da lui perché
alla mia veneranda età, toccato nei miei affetti più cari,
mi sento vulnerabile come un bambino.
Mi trovo nella triste situazione di apatia, non mi interessa più
il mio lavoro e nemmeno uscire e godermi la vita dal momento che non riesco
a stare con i miei figli.
Ho bisogno di loro e loro hanno bisogno di me, perché questa società
accetta una discriminazione così crudele? Ha ragione Cosmo, bisogna
cambiare il luogo comune dove vede il padre sempre in disparte. Perché
una donna arrabbiata deve avere sempre la meglio su un padre che chiede
di poter veder crescere i propri figli? Le discriminazioni non sono giuste,
lo si sa, si parla di omosessualità, di razzismo e di parità
uomo e donna, d'accordo... ma parliamo anche di questa discriminazione assurda.
Aiutatemi ad essere un buon padre.
È la prima volta che scrivo ad un giornale, non ho mai espresso pubblicamente
la mia sofferenza, ma questa volta, grazie a questo straordinario personaggio,
ho avuto il coraggio di farlo e spero che lei vorrà anche parlarne
sul suo magazine che so essere molto seguito dai lettori italiani.
Vorrei ringraziare personalmente Cosmo de La Fuente, lo considero un amico
ormai e vorrei tanto conoscerlo di persona.
Cordiali saluti
Fiorenzo Bruni (Genova)
Risponde Cosmo de la Fuente:
Carissimo Fiorenzo,
aver scritto a Sorrisi e Canzoni, per uno che non ha mai avuto il coraggio
di farlo, è già un passo avanti nella lunga strada che i padri
separati stanno percorrendo. Questo importante magazine offre uno spazio
autentico e sincero ai propri lettori e credimi che non è cosa da
poco.
Se la tua ex moglie non ti permette di vedere i tuoi figli commette un errore,
non si deve privare un bambino dell'affetto di un genitore. Tutti siamo
d'accordo su questo, ma in sede giuridica pare che le cose cambino.
Ho partecipato ad una riunione dell'associazione Papà Separati di
Torino e le storie che ho ascoltato hanno dell'incredibile, pensa che ci
sono degli uomini che dopo la separazione non potendosi permettere di mantenere
due case, dormono in auto.
Ho provato molta tristezza per tutto questo, ma anche un nuovo slancio a
continuare, sono sempre più convinto che il messaggio debba giungere
alla società tutta, non possiamo continuare a far finta di niente.
Il problema non è solo italiano, è radicalmente basato nella
cultura umana. La cosa che più mi ha stupito nella riunione sono
state le donne partecipanti, hanno pronunciato frasi durissime contro le
ex mogli dei loro compagni. Le compagne di padri separati vivono da vicini
la sofferenza dei loro uomini e si rendono conto di quanto amore stiano
perdendo quei bambini separati dal proprio padre.
Le associazioni dei padri, ovviamente, non intendono assolutamente
combattere le donne, si battono affinché i padri non vengano esclusi
dalla vita dei loro bambini.
Lo sai qual è la cosa più strana in tutta questa storia? Non
c'è nessun partito politico di qualsiasi corrente che sposi questa
causa, un muro trasversale che va da uno schieramento all'altro, una specie
di tabù, ancora più duro di altri temi di scottante attualità.
Pensa che almeno per quanto riguarda questa menomazione perpetuata a padre
e figli sono tutti d'accordo a non far nulla. Altro elemento stranissimo
è che quasi tutti i giudici che decidono sull'affidamento sono donne.
Sono pochissimi i giornali che parlano di questo triste fenomeno, tacitamente
autocensurati, un vero attentato alla libertà di amare.
È anche vero che non tutti i padri sono perfetti, ma è anche
vero che non tutte le mamme lo sono.
Le donne sono meravigliose e assolutamente non si tratta di una guerra dei
sessi perché non ha senso, in fondo abbiamo delle figlie che soffrono
e moltissime donne che ci comprendono. Se parli con schiettezza ad una donna
intelligente sicuramente avrà la sensibilità di sentire quanto
stai soffrendo e poi non dimentichiamoci che la nostra mamma è una
donna che adoriamo.
Caro Fiorenzo sarò lieto di intervenire in sede di riunioni anche
a Genova, sono disposto a partecipare il più possibile per lanciare
un messaggio sereno e deciso.
Intanto la regista iraniana Sepid Nour Kalantari sta realizzando un film
documentario su questo tema, in vari paesi del mondo, prendendo in esame
casi di padri distrutti dalla malinconia. Ha chiesto anche la mia collaborazione
e buona parte del documentario sarà dedicata ai padri italiani. Si
stanno allestendo spettacoli teatrali divulgativi, spero di riuscire a trovare
il tempo e le forze per dare la mia modesta collaborazione a tutti dal momento
che sostengo fermamente la bigenitorialità.
Sono anche in contatto con il dott. D'Angelo dell'associazione Caro papà
di Caserta, il quale ha preannunciato una serie di spot pubblicitari di
sensibilizzazione. Bisogna lavorare sodo e fare del nostro meglio allo scopo
di abbattere questo assurdo e muto atto di crudeltà; tranquillo,
se mi chiederanno di partecipare a trasmissioni tv esporrò il problema
proprio in questi termini. Non mi stancherò mai di dire che l'unica
guerra che si può fare è quella contro i luoghi comuni, il
resto va diffuso con amore perché è di amore che stiamo parlando.
Grazie infinite Fiorenzo per le belle parole che scrivi nei miei confronti,
credimi, non faccio niente di speciale, racconto soltanto quanto è
bello essere padre.
Un forte abbraccio
Cosmo de La Fuente
CUORE DI PAPÀ
11/5/2005
Noto con piacere che da giorni, dopo il bellissimo intervento di Cosmo de
La Fuente, sta dando spazio ai messaggi di papà separati dai propri
figli. Le assicuro che un numero elevatissimo di padri dal cuore infranto
le dicono "grazie direttore!", "grazie per far sentire anche
la nostra voce". Ma soprattutto, sono i loro figli, coloro che non
hanno colpa alcuna, che le dicono "grazie direttore!". Basta un
po' di immaginazione per sentire la voce di questi bimbi che gridano forte:
"grazie direttore!". Riesce a sentirli, direttore? Riesce a sentirli
tutti insieme? Io sì e le confesso che mi commuove.
Dopo il Festival di Sanremo, sentiamo spesso la fantastica canzone di Giuseppe
Povia, "I bambini fanno ooh". Più di un milione di papà,
in Italia, sente raramente e con difficoltà i propri figli fare ooh.
Ma soprattutto questi bimbi possono raramente fare ooh con i loro papà.
Sono uno dei soci fondatori dell'associazione Papà Separati (dai
figli) di Varese (www.papaseparativarese.org), sezione locale dell'Associazione
Nazionale Onlus "Papà Separati". Insieme ad altri papà
e ad altre mamme vogliamo dare una mano a tutti quei genitori che vivono
o hanno vissuto il dramma della separazione. Ma soprattutto, e questo è
il primo obiettivo che ci proponiamo, vogliamo contribuire ad un cambiamento
culturale che vada nella direzione di proteggere realmente i bambini durante
e dopo la separazione dei genitori. Ed il primo modo per proteggere i bambini
è quello di garantire loro un rapporto costante e paritetico con
entrambe le figure genitoriali. Si possono separare i genitori, mai i figli
dai genitori!
Confido in lei, direttore, sicuro che vorrà continuare a concedere
ampio spazio, con continuità, a questo tema.
Confido in Cosmo, sicuro che darà un grande contributo alla causa
di tutti i bambini che hanno i genitori separati, i quali, purtroppo aumentano
sempre di più.
Grazie davvero, con il cuore, quel cuore di papà, direttore, che
è uguale al cuore di mamma!
Andrea
PAPÀ
SEPARATI, CONTINUIAMO A PARLARNE
12/5/2005
Caro direttore,
vorrei esprimerle i miei più sentiti ringraziamenti per aver dato
spazio nelle colonne del suo giornale e sulle pagine del suo sito web al
dramma dei papà che – in seguito alla separazione dalla moglie
o compagna – si trovano anche drammaticamente privati della possibilità
di accudire, curare, educare, crescere i propri figli.
Vorrei soprattutto ringraziare Cosmo de la Fuente, per la lucidità
e passionalità con la quale sta sostenendo la nostra battaglia, sta
dando voce e forza alla nostra disperazione ed alla nostra frustrazione.
Anch'io, come qualcun altro che già ha scritto, sono arrivato alla
soglia dei quaranta anni senza avere mai indirizzato lettere a giornali.
Oggi lo faccio, perché quello che mi è successo è qualcosa
che ti stravolge dentro, che annienta i tuoi sogni, che massacra le tue
certezze: un giorno guardi intorno a te e vedi esplodere la tua vita.
Avevo una famiglia. Una splendida famiglia, moglie e due figli piccoli.
Un ottimo lavoro. Una bella casa. Poi la mia ex-moglie decide che non sono
più l'uomo della sua vita. E la vita esplode.
Oggi il buon lavoro c'è ancora, ma circa metà del reddito
se ne va nel contributo di mantenimento e nell'affitto della mia nuova casa;
sì, perché la bella casa c'è ancora, ma io non posso
più abitarci; perché (ovviamente!) la casa è assegnata
ai figli minori, ed i figli (ovviamente!) sono affidati alla madre!
E il papà? Dovrà trovarsi un'altra sistemazione, e potrà
tenerli con sé a giorni ed ore “contingentati”, a week-end
alterni ed un pomeriggio a settimana! Poco importa se adoro i miei figli
e loro mi adorano; se ne ho sempre diviso le cure (fin da piccolissimi!)
al 50% con la mia ex; se ho fatto scelte professionali che mi consentissero
di dedicare più tempo possibile alla famiglia; se i piccoli sono
abituati a passare tantissimo tempo con me (quanto e forse più che
con la mamma)! Poco importa, tutto questo, al giudice, alle leggi, al demenziale
sistema italiano di gestire le separazioni!
E non è ovviamente di me che parlo. Non solo, di me. Parlo di me
e degli altri dieci, cinquanta, cento, diecimila, centomila come me, scaraventati
loro malgrado nel vortice di una vera e propria piaga sociale, ignorata
dai media e misconosciuta dalle forze politiche. E parlo di chi è
meno fortunato di me: di chi non ha le forze economiche per reggere dignitosamente
a questo terremoto, e si acquatta ai margini della società; di chi
non ha la forza psicologica di resistere, e cede a gesti drammatici; di
chi deve guardare, impotente, l'ex-coniuge portare via un figlio (oggetto
dell'amore più grande che possa esistere) a centinaia, migliaia di
chilometri di distanza; di chi deve fronteggiare accuse infamanti, così
spesso strumentali all'ottenimento di un affidamento, e così spesso
dimostrate prive di fondamento.
Parlo soprattutto di quelle decine di migliaia di bambini, fragili ed innocenti,
che vengono brutalmente privati di una delle due persone più importanti,
più indispensabili, più adorate della loro piccola ma già
grandissima vita.
Continuiamo a parlarne, direttore, spieghiamo, parliamo con la testa e con
il cuore alla testa ed al cuore della gente. Facciamo capire – come
giustamente sottolinea Cosmo - che non è una guerra di uomini contro
donne per avere i figli; non è una battaglia per negare il "diritto
alla separazione"; è una lotta di uomini e donne – assieme
- che credono che il bene dei figli sia continuare ad avere due genitori
anche dopo la separazione.
Grazie, direttore.
Grazie, Cosmo.
Massimiliano
HO PIANTO MOLTISSIMO
12/5/2005
Leggendo l'articolo di Cosmo de La Fuente Madre contro padre non ho potuto
fare a meno di piangere moltissimo. Sono figlia di genitori separati e mia
mamma, durante la mia infanzia, non ha fatto altro che mettermi contro mio
padre e ne ho sofferto moltissimo, raggiunti i miei 18 anni ho cercato l'uomo
che mi aveva generato e ho capito come stavano le cose, ma lui ormai era
malato e poco dopo è mancato. Sono stata privata del suo amore per
anni e la società non ha capito un bel niente e ora chi mi ridarà
l'amore di mio padre? Mia mamma l'ha distrutto e per questo motivo la odio.
Ora sono sola e triste e vorrei incontrare Cosmo e parlare con lui e avere
anche una parola di conforto. Vivo un rapporto dolorosissimo con mia madre.
Sarebbe bellissimo avere un contatto con lui giornaliero se partecipasse
come ospite fisso in qualche trasmissione furba, dove si affrontano pensieri
seri, anche se fosse in un reality tanto di moda dove uno come Cosmo de
La Fuente parlasse e si confidasse con il pubblico attraverso le sue meravigliose
esperienze e la sua schiettezza d'espressione.
Dalla sua intervista deduco che si tratti di un uomo come ce ne sono pochi.
Cosmo de La Fuente, come fare per averti in tv, per scriverti veramente,
per sapere da te molte cose, per sentire la tua voce... sei meraviglioso
e mi hai toccato il cuore. Come fare per chiederne la partecipazione sull'isola
di Simona Ventura? Esiste un contatto mail?
Un bacio a Cosmo
Annamaria Rossi
SIAMO QUELLI
DELLA NOTTE
16/5/2005
Gentile direttore Donelli,
noi siamo quelli della notte che non riescono a dormire perché frustrati
dalla lontananza dai nostri figli. Vorrei anch'io ringraziare lei e ringraziare
Cosmo de la Fuente per aver parlato chiaro in materia di bigenitorialità,
per averlo espresso in maniera semplice e diretta. Siamo in tantissimi,
amareggiati e forse ci capita di esprimerci in modo più duro e delle
volte pentirci per aver usato parole grosse dettate dalla rabbia e dalla
tristezza. Purtroppo siamo ancora fermi e la società non si occupa
ancora di noi. Intanto i nostri amati figli crescono senza la nostra presenza
e nessuno ci restituirà i loro anni più belli.
Il "padre" Cosmo ha capito perfettamente e lo ringraziamo di cuore
augurandoci che non si fermi e che la sua voce sia la nostra voce. Intanto
l'auspicio è che anche per noi ci siano momenti di Sorrisi e canzoni.
Pasquale Ripamonti, Angelo Gubbioni e Giordano Salvetti
DIAMO VOCE AI
PADRI SEPARATI
16/5/2005
Caro direttore,
grazie per aver dato voce a chi della voce è stato privato. Ai genitori
separati (quasi tutti uomini) privati dei figli e ai loro bambini che un
genitore non ce l'hanno più e non possono reclamarlo. Privati come
sono della voce dai magistrati che non fanno mai valutazioni di merito ma
solo di prassi, dai pubblici ministeri che ignorano reati come il mancato
rispetto del diritto di visita, dagli avvocati che spolpano i portafogli,
dagli psicologi dei tribunali che per spartirsi le parcelle non possono
dare suggerimenti in contrasto con la prassi corrente. E la prassi corrente
- attenzione: la prassi, non la legge che non distingue mai tra i sessi
- vuole che il padre non conti niente rispetto alla madre. Anche, e parlo
per conoscenza diretta, se questa è alcolista, tossicodipendente
o squilibrata al punto di nascondere il padre al proprio figlio.
Cari magistrati, chissà se maturerete, se capirete che affidando
un bimbo a un genitore che non è in grado di garantire al proprio
figlio di avere due genitori non garantite quel supremo interesse del minore
che millantate di voler tutelare. Ma solo l'interesse di un genitore inidoneo
e dell'entourage che su quell'inidoneità si arricchisce.
Vittorio
COSMO DE LA FUENTE
16/5/2005
Grande Cosmo de la Fuente, sei stato superbo nella descrizione della famiglia
tipo che si sfascia dove ci rimettono i figli. Hai ragione, spesso alcune
donne si comportano in questa maniera e sono comunque d'accordo con te nel
non fare guerre inutili, ma costruire insieme il futuro dei nostri figli.
Inutile dirti che sono un padre che soffre come milioni di altri e che mi
ritrovo a guardare da lontano il mio bambino, punito perché ho deciso
di porre fine ad un matrimonio che era alla frutta.
Ma vorrei farti i miei complimenti per la saggezza con cui parli, sei sicuro
di non avere cento anni? Ho letto che non ti piace partecipare alle trasmissioni
tv ma per favore fallo, abbiamo bisogno di gente come te, di qualcuno che
dia qualcosa di valido al pubblico non solo stupidaggini. Ne ho parlato
con amici e amiche che sono nella mia stessa situazione ma non tutti hanno
internet a casa e spero che Sorrisi pubblichi qualcosa anche sul settimanale
in edicola.
Io sono a Brescia e sinceramente con stima e ammirazione vorrei essere presente
in una delle tue riunioni per ascoltare con attenzione ciò che hai
da dire.
Ti ammiro moltissimo
Edoardo
UNA BELLISSIMA SORPRESA SU SORRISI
17/5/2005
Gentilissimo direttore,
navigando in cerca di notizie sul problema che mi assilla, quello di essere
un padre lontano dai propri figli a causa di una ex moglie arrabbiata, ho
trovato l'articolo di Cosmo de La Fuente e il collegamento con il sito di
Sorrisi e Canzoni.
La mia è stata una piacevolissima sorpresa e ho potuto constatare
che il sito di Sorrisi non è un sito qualunque, ma il discorso è
ampio e corretto.
Complimenti e da ora in poi sarò un lettore di Sorrisi sia cartaceo
che in internet. Voglio anche complimentarmi con Cosmo de La Fuente che
con il suo "Madre contro padre" ha veramente parlato col cuore
e con umiltà, ha raccontato cose che succedono normalmente a noi
padri separati.
Spero che questo cantante, che conoscevo solo in voce per le sue canzoni,
non molli questo discorso perché è veramente troppo importante
per noi padri e siamo milioni ormai in questo stato di tristezza.
Cosmo de La Fuente ha dimostrato con sensibilità e pacatezza che
il padre ha diritto di amare quanto la madre.
Grazie Cosmo e grazie direttore.
Norberto Baricalla
GLI AFFETTI NON SI PROGRAMMANO
17/5/2005
Caro Direttore,
sono un poliziotto. Sei anni fa, mentre giocavo sul pc con mio figlio di
6 anni sulle ginocchia, scoppiò una furibonda lite, io mi ritrovai
con un bimbo piangente e fuori casa.
Una Giudice con un avvocato senza scrupoli programmarono i miei affetti,
con date ed orari di visite, che male si accostavano ai miei turni di lavoro.
Ho pianto per mesi, lui aveva paura di venire con me a passeggiare per non
fare un torto a mamma, nonna e zia (ossia le cause della separazione).
Piano Piano, e con pazienza, finalmente ieri ho potuto festeggiare per la
prima volta, la visita di mio figlio nella casa in cui vivo, con la mia
nuova donna, con un bambino che lei ha avuto da precedente matrimonio (lui
è sparito e non paga una lira, ma se non pago io vado in galera)
e con una piccolina pestifera di 4 anni.
È stata dura, lui aveva voglia da tanto tempo di venire a dormire
a casa mia, ma lo hanno sempre bloccato; adesso l'incubo è finito
e sono felice e completo.
Peccato che i miei amici, colleghi e soggetti in genere non separati, non
si rendono conto oggi di quanto vale un giorno con tuo figlio, e credo che
sia un po' per questo che vi è scarso interesse su questi argomenti
da parte del ceto medio, mentre credo che il problema economico sia a capo
della negatività che pervade la legge sulla bigenitorialità.
Legge per la quale, se atttuata, le madri percebirebbero esattamente la
metà di quanto percepicono adesso.
Rimango a disposizione, per chiarimenti, collaborazioni ed altro.
Cordialmente
Mario Augello
Segretario Provinciale UILPS
GRAZIE,
COSMO
17/5/2005
Eccezionale intervento di Cosmo de la Fuente, siamo fieri che qualcuno parli
in maniera così corretta del nostro problema di padri, sicuramente
un artista dalla sensibilità innata e dotato di un'intelligenza superiore.
Ringrazio Sorrisi
e Canzoni per averci dato la possibilità di parlare.
Un abbraccio e un saluto a Cosmo.
Alessandro
LETTERA DI UN PAPÀ SEPARATO DAI FIGLI
17/5/2005
Gentile Direttore,
sono un papà separato... dai miei figli ormai da quasi otto anni,
vivo in una situazione d'impotenza nel mio "ruolo genitoriale"
alienato nel tempo.
Premetto che i miei figli per me erano tutto, avrei dato la vita per loro.
In un momento di riflessione, valutando a consuntivo quanto realizzato fino
ad allora del mio progetto di vita, cioè avere una famiglia, una
moglie con cui condividere la vita, due figli e relativo nido ricevo la
richiesta di separazione.
Allora i miei figli, Luna e Iago (nomi di fantasia), avevano rispettivamente
10 e 16 anni (oggi 19 e 25 anni), Luna era la mia "bimba", così
la chiamavo affettuosamente, una bambina fantastica, molto curiosa e intelligente.
Fin da piccola è sempre stata molto precisa e attenta nelle sue cose,
l'avevamo iscritta ad una scuola di danza, era un piacere guardarla impegnata,
la sera dopo cena mi saltava al collo, mi guardava negli occhi e mi dava
un bacio sulla guancia, mi aggiornava sulla giornata, sui contrasti con
gli amichetti, sui suoi lavori svolti a scuola, cercava insomma rassicurazioni
e gratificazioni, poi soddisfatta si addormentava serena tra le mie braccia
guardando la televisione.
Iago, maschietto pacioccone, giocava a pallone in una squadra di calcio,
dove io ero dirigente sportivo. Ricordo bene una delle prime volte, aveva
8 anni, era molto preso a pestare i piedi dentro una pozzanghera d'acqua,
piuttosto che correre dietro al pallone.
Iago, a differenza di Luna, aveva qualche problema con la scuola - sono
momenti di difficoltà che i bambini hanno a quell'età –
ma con un po' d'aiuto venivano sempre superati.
Quindi, in seguito a motivi "esterni", si è interrotto
il dialogo tra me e mia moglie, dopo ripetuti tentativi di apertura da parte
mia, senza mai ottenere alcuna risposta, ho accettato la separazione.
Ho affrontato una causa giudiziale per salvaguardare la mia dignità
di uomo e il mio ruolo di padre, figura importante quanto la madre, per
una corretta crescita psicofisica dei figli. Ma non avrei mai pensato di
perdere comunque, gradualmente e inesorabilmente, il rapporto con i miei
figli, è accaduto nonostante i miei tentativi.
Oggi non mi resta che prendere atto di una situazione incredibile, trasmettere
la mia esperienza e dare la mia solidarietà a quei genitori (che
sono in maggioranza dei papà), per tentare di cambiare la cultura
del paese su questo problema sociale.
A quei genitori dico: "Non mollate mai! Dovete avere il coraggio di
lottare con ogni mezzo e fino alla fine. I Vostri figli Vi saranno sempre
riconoscenti".
Infine ringrazio Lei sig. Direttore per lo spazio che la redazione di Tv
Sorrisi e Canzoni dedica ai nostri figli, "figli di tutti".
(Cuore di Papà = Cuore di Mamma)
Cordiali saluti.
Andrea Carta (Novara)
I FIGLI NON HANNO COLPA
17/5/2005
Sono figlia di genitori separati, vittima di questo, non vedo mio padre
ormai da sette anni e adesso, che ne ho diciassette e manca poco alla mia
maggiore età, mi sono ormai abituata a non aver a che fare con lui,
ho quasi paura di rivederlo. Ma mi è mancato molto. Sarei proprio
curiosa di sapere cos'ha da dire Cosmo la Fuente, di cui ho apprezzato la
canzone d'amore, ma soprattutto il suo articolo (Madre contro padre), leggo
regolarmente i suoi interventi sul sito di Sorrisi e canzoni, ma la mia
curiosità è anche di ascoltarlo e guardare i suoi occhi. Non
credevo che avrei mai scritto ad un giornale, non sono molte le persone
che riescono a farlo, ma qualcosa mi ha spinto, forse una lettera che avevo
letto, di una ragazza che aveva perso il padre e ne soffriva moltissimo
e aveva avuto per Cosmo delle bellissime parole.
Quando vado a casa delle mie amiche vedo che hanno un bellissimo rapporto
con il padre e io le invidio moltissimo, non ricordo più cosa significhi
avere un papà a casa che ti parla e ti consiglia, che ti rimprovera
se rientri tardi la sera e che ti abbraccia e ti vizia. Non voglio dare
colpe a mia mamma, ma che colpa avevo io? So che lui ha tentato molte volte
di vedermi, ma il suo rapporto con la mamma era molto duro e poi è
scomparso nel nulla. Vorrei dire a tutte quelle donne che usano i figli
per ripicca di non farlo, non farlo mai, i figli non hanno la colpa, non
rovinateli. Non è né femminismo né maschilismo, ha
ragione Cosmo nel dire che siamo nel campo dell'amore, non della guerra,
siamo figli di due genitori e se entrambi sono vivi non dobbiamo perderne
nessuno dei due.
Se mio padre si è rifatto una vita e ora ha altri figli perché
quei figli devono godere del suo amore e io no? Chiedo a Cosmo di non mollare
e lo ringrazio di esserci.
Sandra
GRANDE COSMO
17/5/2005
Mille grazie a Cosmo de la Fuente che ha tracciato una strada nel cuore
della gente grazie al suo articolo ma soprattutto alle sue parole ponderate
e giustissime. Un uomo eccezionale dalle indubbie doti di comunicazione.
Vorrei poterlo incontrare per stringergli la mano.
Un grazie a tutta le redazione e chiedo umilmente che il discorso continui
e che Cosmo sia ancora presente nel sito di Sorrisi e Canzoni che reputo
uno dei migliori in assoluto nel web.
Cordialmente
Oliviero
GRAZIE SORRISI, GRAZIE COL CUORE DI PAPÀ
17/5/2005
Grazie infinite a lei direttore e a Cosmo de La Fuente per aver aperto una
finestra sulla gente al problema che affligge milioni di italiani, lavoratori
e cittadini che chiedono soltanto di poter avere una rapporto con i propri
figli, che chiedono di poter dare amore.
Cosmo è proprio un grande e spero che venga presto ospitato nelle
migliori trasmissioni televisive. Una voce importante anche per noi.
Cosmo, dovrebbe veramente esserci lui in un reality, per trasformarlo in
qualcosa di reale... realmente! Un messaggio d'amore per uomini e donne.
Grazie ancora a Sorrisi che dimostra di essere sempre superiore.
Francesco Carena (Napoli)
UN COMMENTO SUL PERSONAGGIO COSMO
17/5/2005
Ero già un fan di Cosmo de La Fuente perché sono un amante
della musica latino americana di quella che si può ballare, conoscevo
quest'artista almeno da dieci anni e mi sono divertito sempre con le sue
canzoni chiedendomi spesso come mai non si parlasse molto di lui. Non molto
tempo fa, inoltre ho visto un video di danze latina dove proprio Cosmo insegnava
i passi della bachata... che dire... bravissimo!
Proprio non sapevo che scrivesse cose così importanti come quella
dedicata ai padri separati, che mi tocca veramente da vicino visto che è
anche un mio grande problema di vita. Sono separato e lontano dal mio bambino.
Complimenti a Cosmo de La Fuente, un personaggio veramente interessante.
Grazie per avermi dato la vostra attenzione
Gianmarco
L'ATROCE SOFFERENZA DEI BAMBINI
18/5/2005
Bellissime ed emozionanti le lettere che ho letto con riferimento al bravissimo
Cosmo de la Fuente e il suo scritto "Madre contro Padre" che trovo
sia di quanto più vero abbia letto negli ultimi mesi. A questo punto
desidero sfogarmi anch'io, la testimonianza è la seguente. Sono la
compagna di un uomo separato che vive lontano dal suo unico figlio adorato
di otto anni. Sono donna e devo dire che spesso ho maledetto quella donna
che sta facendo così tanto soffrire non solo l'uomo che amo ma soprattutto
una creatura innocente di soli otto anni. Si tratta di una vera e propria
violenza su un minore, si di violenza psicologica e lo stato in cui rimane
il mio compagno quando sente suo figlio al telefono che piange e chiede
al suo papà di andarlo a prendere per fare una passeggiata è
qualcosa di crudele e di triste. Vorrei dire a Cosmo de la Fuente che soltanto
un padre e un artista dotato della sua sensibilità sarebbe riuscito
a sviscerare in maniera così dolce e pacata un argomento così
delicato. Cosmo dimostra sensibilità, è vero, dimostra anche
un'intelligenza superiore e la correttezza di una persona che non cerca
guerre di sessi ma solo la comprensione tra di essi. Siamo tutti esseri
umani e i genitori sono due perché negare a uno di loro di vedere
il proprio figlio? Perché togliere ad un bambino l'amore di un padre?
Mi rivolgo a quelle donne che stanno commettendo questo peccato, non lo
fate per favore, non lo fate per i vostri figli. Anche se il bambino vi
dirà che non gliene importa niente del suo papà in realtà
non è vero, prima o poi verrà fuori il danno, lo dico da donna
a donna.
Spero vivamente che qualcuno da qualche parte si accorga del potenziale
umano di Cosmo de la Fuente e che presto, prestissimo lo si possa veramente
ascoltare e vedere in televisione, ma insomma i vari M.Costanzo, Vespa,
e trasmissioni di cultura non hanno voglia di qualcosa di reale e di umano,
di vero?
Ringrazio moltissimo il direttore di Sorrisi e Canzoni e saluto tutti chiedendo
pace nelle famiglie, anche quelle che hanno problemi, soprattutto quelle.
Sabrina Vai (Milano)
IL GABBIANO BIANCO
18/5/2005
Siamo un gruppo di persone, circa 40, di pensiero pacifista, Il gabbiano
bianco, in quel di Perugia. Pur non essendo appassionati di musica sudamericana,
in questi giorni, insieme alle sonorità rilassanti tibetane abbiamo
anche inserito un paio di canzoni di Cosmo de la Fuente, che fanno da cornice
al suo messaggio d'amore che si sta diffondendo in un pubblico che appare
sempre più numeroso. Siamo molto vicini al suo pensiero, in special
modo a quello di protezione dei bambini, perché la loro serenità
sta nell'avere la mamma e il papà. Abbiamo potuto apprezzare la finezza
e l'eleganza, nonché la tenerezza con cui entra negli argomenti più
delicati, questo papà che nelle foto appare con gli occhi dolci e
un po' tristi. Il nostro gruppo è fatto da uomini e donne, quasi
tutti sposati e con figli, ci dedichiamo al nostro stressante lavoro come
tutti, ma siamo gente tranquilla nell'animo e non spesso ci capita di lasciarci
andare ad apprezzamenti su personaggi dello spettacolo, non chiunque insomma.
Anche noi riteniamo sacrosanto il diritto dei bimbi ad avere papà
e mamma, escludere uno dei due genitori è veramente peccato. Purtroppo
dalle statistiche si vede che il 25% dei papà separati soffre di
questo, quindi altrettanti e forse ancora più bambini patiscono la
mancanza della figura di un genitore.
Ieri sera la nostra discussione era su questo argomento e le sue parole
erano con noi. Sì Cosmo ha proprio ragione il suo è un messaggio
d'amore. Che non cambi mai per carità! Complimenti dal Gabbiano Bianco.
Anche a questo spazio di scambio di idee che offre Sorrisi come un'isola
di vita in mezzo al caos di internet.
Adalgisa Schifano, Lella Bentivoglio, Giulio Gatto, Emanuele Nocera, Francesco
Cinato....
FIGLI E AMORE
18/5/2005
Le parola e i commenti di Cosmo de la Fuente mi hanno fatto stare meglio.
L'amore verso i figli da parte dei genitori, la cosa più bella che
ci sia. Qualcuno parla con cognizione di causa. Lo vedrei alla manifestazione
del 18 giugno a Roma, la marcia dei papà!
Lo aspettiamo.
Carlo Castelli
PADRI E FIGLI
18/5/2005
Gentilissimo Direttore,
mi auguro che le diverse lettere che gentilmente pubblica nella sua rubrica
in merito alla problematica delle separazioni coniugali facciano aprire
gli occhi sulla necessità di un cambiamento legislativo, che possa
portare con sé soprattutto una modifica della cultura del nostro
paese. E' quanto di più assurdo rilevare prima la presenza di un
articolo del codice civile che imponga ad un giudice di individuare un solo
genitore a cui affidare la prole (vedi art. 155 c.c.), e poi rilevare la
predisposizione culturale nella madre dei miei figli che la autorizza, proprio
perché la legge lo dice, a ritenersi l'unica figura responsabile
per la gestione dei figli, fino ad affermare che il diritto dei bambini
di vedere il padre è solo una facoltà data al padre dalla
legge stessa.
Queste affermazioni che facilmente si tramutano in comportamenti, sempre
più denunciati dai papà separati dai loro figli, altro non
fanno che escludere i padri dalla vita dei figli.
Ogni tentativo di poter stare di più con i miei figli viene boicottato
con la giustificazione che i miei figli possono stare con me solo nei giorni
stabiliti come da consuetudini in tribunale. I miei figli non sono liberi
di poter decidere se al termine del nostro diritto di visita (praticamente
come succede in carcere) possono stare con il padre, ancorché si
renda disponibile a riaccompagnarli il giorno dopo a scuola.
E così dopo cena, anche di inverno, quando fa freddo, anziché
terminare la serata guardando insieme i compiti, giocando, guardando un
film alla tv come tutti i padri insieme ai loro figli, e raccontare un fiaba
prima di andare a letto, siamo costretti ad indossare i nostri cappotti,
munirci di ombrelli e far ritorno dalla madre, che altro non avrà
che dei bambini obbligati a questo martirio.
Sto solo portando pazienza e sopportando questo stato di cose, che oggi
mi ha sottratto la genitorialità per farla esercitare di fatto, è
qui la cosa orribile, all'uomo che ora sta accompagnando la madre dei miei
figli, e senza il quale oggi saremmo stati ancora una famiglia.
Sto lottando con tutte le mie forze per mantenere uno stato di tranquillità
assoluto, di gestione meditata, nonostante nella mia casa di proprietà
sul divano del soggiorno si siede ora una nuova figura maschile che ha praticamente
preso il mio posto. Sono sicuro che non lo prenderà mai nel cuore
dei miei bimbi, che capiscono che ogni occasione è buona per il papà
per essere presente nella loro vita, compresa la mia fattiva partecipazione
nella loro vita scolastica in cui mi ritrovano come rappresentante di classe
dei genitori.
Esser stato riconosciuto come tale da tutti i genitori della classe dei
miei figli e dalle loro insegnanti, oltre che consigliarlo a chiunque si
senta privato della sua genitorialità in quanto darebbe forza e fiducia,
mi ha confermato il fatto che sono anch'io, un padre, un valido genitore
per i propri figli. Mi ha confermato dinanzi ai miei figli, che proprio
l'altra sera mi hanno detto: "Ma allora papà è vero che
ci vuoi bene?". Sì, il vostro papà vi vuole bene, ma
ora preparatevi e andiamo".
Quanto male stanno continuando a fare le leggi a questi bambini obbligandoli
nei loro diritti di visita al padre?
Quanta cultura gratuita e dannosa è stata diffusa in queste esperienze
di vita che oggi coinvolgono il 30% delle famiglie e dei figli e adottata
da figure materne, perché altrimenti perderebbero la gestione insindacabile
dei soldi che mensilmente gli arrivano e l'utilizzo di una casa gratuitamente?
Cordialmente.
Antonio
MI HA TOCCATO IL CUORE
19/5/2005
La sua canzone è bella, ma mi ha toccato il cuore con l'articolo
"Madre contro padre". Cosmo de la Fuente è un personaggio
che vale la pena conoscere più da vicino. Sorrisi ha dedicato una
bella intervista, mi piacerebbe molto avere in casa la sua discografia.
Elena (Napoli)
SOSTEGNO A COSMO DE LA FUENTE
19/5/2005
Egr. Sig. Direttore,
con questa email voglio dare il mio appoggio a Cosmo, affinché con
la sua presenza possa mantenere viva la discussione sul problema dei padri
e sulla tutela dei diritti di entrambi i genitori, e dei figli soprattutto
che non devono essere considerati di proprietà di nessuno.
Alfonso Fornabaio
UNA GOCCIA D'AMORE
19/5/2005
Illustrissimo direttore di Sorrisi e Canzoni,
che dire su Cosmo de la Fuente? Inizialmente avevo pensato a uno straniero
che si permetteva di giudicare gli italiani, ma ho dovuto ricredermi. Ho
notato che usa un tono di riflessione e non di critica, scrive correttamente
e si pone umilmente. Seconda cosa è figlio di emigrati italiani in
Sud America negli anni cinquanta, quindi oltre ad essere italiano è
anche uno del popolo. Ho constatato che il suo messaggio trasmette serenità
e la stessa cosa, leggendo le lettere del suo sito, la pensano in molti.
Se canta bene e parla come scrive ha tutte le carte in regola per entrare
nel cuore della gente e delle famiglie italiane.
Complimenti a Lei direttore per aver presentato questo personaggio, peccato
che non ce ne sia traccia sul settimanale in carta che si acquista in edicola,
di cui nella mia famiglia, insieme a Famiglia Cristiana siamo assidui lettori.
Ho conosciuto Cosmo grazie alla segnalazione di un papà con problemi
familiari, mi occupo di assistenza sociale, il quale mi ha detto che avrei
trovato notizie su di lui su Sorrisi.com, fino a quel momento lo avevo incontrato
in rete con altri scritti che non condividevo e che mi avevano impressionato
negativamente. Le notizie certe le ho apprese dall'articolo su Sorrisi.com,
di cui ammetto non ero un visitatore. Mi auguro che il messaggio di serenità
arrivi nelle case di tutti anche di chi non è in grado di navigare
in Internet, qualcuno nelle varie lettere ha scritto che abbiamo bisogno
di sogni e pace, Cosmo rappresenta, secondo il mio parere, una goccia che
annaffia la pianta dell'amore universale, piccola ma costante. Mi sono reso
conto che uno sconosciuto è riuscito a farsi leggere da tanta gente,
un significato dovrà averlo no?
Molte grazie per la possibilità di comunicare con lei, saluto cordialmente.
Dr. Ermanno Guidi
LA FAMIGLIA È SACRA
19/5/2005
Grazie a Cosmo de la Fuente per il suo messaggio d'amore. La famiglia è
sacra, l'amore dei genitori non va tolto ad un bambino.
La Chiesa giustamente ostacola il divorzio, ma la legge lo incentiva. Se
sempre e solo la mamma in caso di separazione ottiene l'affidamento dei
figli e un cospicuo assegno, sarà facile per una donna separarsi
senza indugi.
Siamo già al 50% di separazioni, molte delle quali con bimbi di pochi
mesi, cosa succederà tra vent'anni? Donne sole con figli senza padri.
L'articolo di Cosmo de La Fuente "Madre contro Padre" chiede che
il genitore padre non venga escluso dalla vita del proprio figlio e lo fa
in maniera dolce e pacata. Ci piacerebbe anche conoscere molto di più
questo personaggio che sta sostenendo un bel dibattito sul sito di Sorrisi
e Canzoni.
Natalina Cocco
Ass. Sacra Idea
GENITORI
SEPARATI
20/5/2005
Sono d'accordo col Sig. de la Fuente: insegno, e conosco casi di ragazzi
(14enni) che hanno scelto decisamente di stare col padre. Non sempre la
madre è il miglior genitore, anzi: credo che, almeno dopo i 12 anni,
il miglior genitore sia il padre.
Mauro Maverna
GRAZIE, COSMO
20/5/2005
Grazie Cosmo, sei una persona sensibilissima e sei amico delle famiglie,
dei genitori e dei bambini.
Ti apprezziamo moltissimo.
Aureliano (Civitanova Marche)
L'AMORE DEI PADRI
20/5/2005
Interessantissimo Cosmo de la Fuente, io sono una papà non separato
ma mi occupo costantemente dei miei due figli di otto e dieci anni. Sarebbe
un dramma per me separarmi da loro. Anch'io sono convinto che un padre possa
dare amore quanto ne dà la madre e non è giusto che gli uomini
paghino sempre il prezzo maggiore nelle separazioni.
Andrea Rubinaccio (Pescara)
LA VOCE DI COSMO
20/5/2005
Una bellissima voce quella di Cosmo de la Fuente, non solo quella che ascoltiamo
dalla sua canzone d'amore ma intendo proprio quella dell'anima, testimonianza
che i papà hanno anche un cuore che batte d'amore per i propri figli.
Grazie Cosmo e grazie alla redazione.
Speriamo si legga qualcosa sul giornale, almeno una lettera.
Un saluto cordiale
Ermes (Aosta)
SONO UNA MAMMA VEDOVA
20/5/2005
Sono vedova e ho un ragazzino di dodici anni, rimasto senza il papà
da quando ne aveva soltanto sei. Magari suo padre fosse ancora vivo, avrei
preferito essere una donna separata piuttosto che un mono genitore, almeno
mio figlio avrebbe l'amore anche del padre di cui ha sempre sentito la mancanza.
Ha ragione Cosmo de La Fuente e condivido in pieno il suo messaggio. Nessuno
può arrogarsi il diritto di togliere l'affetto ad un bambino, sia
del padre che della madre.
Il suo affetto è suo. Donne separate pensateci un po'.
Se amiamo i nostri figli accettiamo di buon grado chi li ama!
Cosmo dimostra grande sensibilità e sicuramente anche la sua musica
sarà bella. E' proprio una bella persona!
Rosita Villani (Salerno)
COSMO, GRAZIE DI ESSERCI
20/5/2005
Gentilissimo Direttore Donelli,
desidero ringraziarLa prima di tutto della disponibilità offerta
dal Suo giornale riguardo la drammatica situazione in cui vivono oggi circa
1 milione e mezzo di padri separati dai propri figli. Questo spazio ci ha
permesso di "incontrare" quella splendida persona che è
Cosmo de La Fuente, uomo ineguagliabile per calore umano e per il pathos
che trasmettono i suoi racconti di vita, pieni di sofferenza ma anche di
profonda speranza per il futuro. Sono da sempre una appassionata estimatrice
della cultura, del folklore, della musica, dei sapori e dei colori caratteristici
di tutti i paesi Latino-Americani. Apprendere che un maestro come Cosmo
de la Fuente, già straordinario per le sue eccelse doti e qualità
artistiche, si facesse portavoce del profondo disagio dei figli allontanati
dai papà in virtù di leggi discriminatorie e decidesse di
scendere a fianco di chi lotta per il diritto ai bigenitorialità
dei minori, è stato per me ulteriore motivo di apprezzamento e stima
nei confronti di quest'uomo eccezionale.
Oggi, i nostri papà si sentono padri a metà, padri senza figli,
tagliati fuori dalla vita dei loro bambini, genitori per uno o due pomeriggi
a settimana, quando va bene. Quel che chiedono è semplice: poter
fare i genitori anche dopo la fine del matrimonio. Vogliono pari dignità
tra padre e madre. Perché mai, appena ci si separa, un padre diventa
genitore di serie B?
In questo marasma delle separazioni (su cui il "sistema" lucra
e si arricchisce) ci sono storie di solitudine e guerre in tribunale, viaggi
e lacrime, cause interminabili ed infinite assenze. E' per questo che lottiamo
accomunati da un unico obiettivo: lasciare fuori i bambini dalle diatribe
degli adulti, fare in modo che proprio loro, gli esseri più indifesi
e vittime innocenti, abbiano le maggiori garanzie e tutele, unitamente al
riconoscimento del ruolo paritetico tra padre e madre nella loro vita.
Il senso di impotenza di fronte al pianto dei piccoli che vorrebbero passare
sempre più tempo con i loro papà è devastante, come
rispondere loro che ciò non è possibile perché "qualcuno"
ritiene che i figli abbiano nelle madri il centro del loro mondo?
Quei piccoli esseri non sono di mamma o di papà ma sono esseri liberi,
pensanti con dei sentimenti che il "sistema" contribuisce ogni
giorno a calpestare.
La più grande violenza che si può contro un minore è
renderlo triste e farlo vivere nella nostalgia, nel pianto, e non il pianto
per un rimprovero ricevuto, ma quello ben più profondo per un affetto
negato.
Come donna dico (e concludo): abbiamo lottato per anni che loro diventassero
parte integrante della famiglia, nell'educazione dei nostri figli, poiché
non ci stava bene avere in casa solo un marito/ padre lavoratore che non
si prendesse le sue responsabilità e dividesse con noi la crescita
del nucleo famigliare.
Ma, poi, ecco che arriva la separazione, la coppia scoppia e noi donne,
e glielo dico con tutta onestà, abusiamo del potere che la legge
italiana ci ha dato: fuori casa lui, dentro casa noi e i figli che da ora
in avanti sono solo più nostri, delle mamme. E loro rimangono soli,
con metà stipendio, senza una casa ma soprattutto senza figli, dopo
che li abbiamo obbligati ad essere parte integrante della loro vita! Con
la conseguenza che anche i nostri figli soffrono di una mancanza alla quale
erano abituati e che noi abbiamo fatto del nostro meglio per creare.
Grazie Direttore Donelli e grazie Cosmo per il contributo personale che
vorrai dare al nostro movimento.
Tiziana (Roma)
LA VOCE DEL CUORE
20/5/2005
Dopo aver seguito attentamente il percorso che ha avuto lo scritto di Cosmo
de la Fuente posso tranquillare definire la sua la vera voce del cuore.
Ha conquistato sia i papà che le mamme, sì, anche le mamme
hanno apprezzato questo personaggio. Qualsiasi donna si auspicherebbe un
papà innamorato dei propri figli visto che molte si lamentano dell'indifferenza
di certi papà.
Complimenti a Cosmo de la Fuente e a Sorrisi che ancora una volta funziona
come talents scout.
Saverio (Grottaminarda)
SONO FIERO DI COSMO DE LA FUENTE
23/5/2005
Gentilissimo direttore, grazie per questo spazio.
Vorrei dire al sig. Torelli che quello che Cosmo de la Fuente ha fatto è
soltanto una piccolissima opera di sensibilizzazione che non ha nulla a
che fare con leggi e la politica. Alla gente, che non vive il nostro problema,
non importa nulla delle leggi in materia. Lo scritto di Cosmo de la Fuente
"Madre contro Padre" è il racconto semplice, espresso con
calore, di una coppia che si divide e ha un figlio. Ho letto la biografia
di Cosmo e non è separato dalla propria figlia.
Che poi ci sia gente che attivamente sta facendo qualcosa è lodevole
e importante, ma qui si parla di far conoscere a tutti, anche alla signora
anziana e a chi non soffre di questo tipo di separazioni cosa sia per noi
che ci siamo dentro. Quindi per favore lasci la semplicità e la spontaneità
libere di esprimersi.
Io sono separato dai miei figli, e loro non vogliono più saperne
di me, prima mi adoravano. Spero che Cosmo de la Fuente, che ha dimostrato
di essere un artista sensibile e vicino alla nostra sofferenza, continui
a lungo a parlarne.
Ringrazio moltissimo questo uomo, grazie per parlarne, abbiamo bisogno che
tutti parlino di questo, ha le capacità di buon comunicatore e penso
che le stia usando benissimo. Sono d'accordo con la lettera di Tiziana.
Grazie, grazie, grazie direttore e grazie, grazie, grazie a Cosmo de la
Fuente.
Silvano Maselli (Teramo)
SONO FIGLIA DI GENITORI SEPARATI
23/5/2005
Egregio direttore Donelli,
sono figlia di separati e sono contenta che Sorrisi e Canzoni ne stia parlando
e che lo stia facendo anche un artista come Cosmo de la Fuente. Sono una
lettrice della rivista e non navigo spesso ed è la prima volta che
scrivo al giornale, l'argomento però mi riguarda da vicino. L'ho
vissuto al contrario, è stato mio padre che ha deciso di non farsi
più vedere, sono passati dodici anni (oggi ne ho 23) e quasi non
ricordo più il suo viso. Avrei voglia di rivederlo perché
mi manca moltissimo e sento di volergli ancora bene ma non so esattamente
dove sia lui adesso. Spero che mio padre stia leggendo queste lettere.
Mi associo a tutti quelli che hanno espresso un parere positivo su Cosmo
de la Fuente, ho sentito parlare di lui nello scompartimento del treno che
da Napoli mi portava a Roma, si parlava proprio di queste cose e qualcuno
ha fatto riferimento al sito di sorrisi dove l'artista aveva acceso un dibattito
su queste cose. Sono sicura che si tratti di un uomo eccezionale e mi piacerebbe
tantissimo che lei direttore potesse dare una mail dove scrivere direttamente
a Cosmo. Un padre è importante, fortunati quei figli che ce l'hanno,
non toglieteglielo mai.
La ringrazio direttore
Cri
SÍ, È PROPRIO UN ANGELO
23/5/2005
Vorrei ringraziare il direttore di Sorrisi e dare un bacio in fronte a Cosmo
de la Fuente, per aver spezzato una lancia in favore del diritto dei bambini
ad essere amati da entrambi i genitori.
Un artista che oltre a cantare e a ballare, scende in campo per schierarsi
sinceramente al fianco di chi sta vivendo un dramma è da ammirare
non da criticare. Credo che Cosmo sia veramente motivato e dalle sue parole
si capisce perfettamente che il discorso continuerà. Un angelo celeste...
ha detto qualcuno con sarcasmo, beh magari di questi diavoli dall'animo
nobile e dalla favella piacevole ce ne fossero molti. La comunicazione va
fatta come la fa lui, con garbo e decisione, con dolcezza ma con calore.
Complimenti Cosmo, te ne siamo grati.
Maria Rosaria
una mamma di tre bambini
BRAVO, COSMO
23/5/2005
Mia figlia stava sempre davanti allo specchio provando alcuni passi di ballo
caraibico, ascoltava una bella canzone orecchiabile, ma dopo alcune decine
di volte che faceva sempre la stessa cosa io le dicevo di smetterla. Oggi
sono io a chiederle si mettere su il cd - Tormento d'amor - perché
ho capito che a cantarla è Cosmo de la Fuente, è un messaggio
sano. Quando sono stato io a chiederle la canzone mia figlia ha strabuzzato
gli occhi incredula e mi ha detto: - Papà, ma sei diventato matto?
- Siamo una famiglia serena e non abbiamo i problemi di cui si parla nelle
lettere rivolte a Cosmo, ma da genitore affezionato alla propria figlia
non posso fare a meno che lodare questo artista che lavora in favore dei
figli.
Non so quanti anni abbia Cosmo, io ne ho 42 e ho una figlia di 14 anni e
credo che lui sia più o meno mio coetaneo, per quello da uomo gli
dico "bravo".
Grazie direttore.
Giovanni
MIO PADRE È MERAVIGLIOSO
23/5/2005
Caro direttore di Sorrisi e Canzoni,
anch'io vorrei dire la mia sul discorso dei padri separati e della loro
capacità ad occuparsi dei figli. La mia personale esperienza mi trova
perfettamente concorde con Cosmo de la Fuente, che ha dimostrato non solo
sensibilità e intelligenza, ma soprattutto di essere una persona
al corrente dei fatti. Le spiego.
Ho 22 anni e sono figlia di genitori separati. Quando avevo solo dieci anni
mia mamma, per ragioni che non sto a raccontare, decise di lasciare mio
padre e di lasciarmi a lui. Io ringrazio mille volte, un milione di volte
la donna che mi ha messo al mondo per questo. Il mio papà mi ha allevata,
cresciuta, portata a scuola, consolata e mi ha dato tutto quello che normalmente
si crede che solo una madre sappia dare.
Certo avere tutti e due i genitori è meglio, ma oggi posso dire che
nonostante tutto sono fortunata. Mio padre lavava, stirava, di sera e di
giorno lavorava, al mattino mi accompagnava a scuola e poi mia nonna veniva
a prendermi a scuola alle 12.30 e mi portava a casa, dove alle 17 mio padre
passava a prendermi.
Adoro mio padre ovviamente, quello che voglio dire a tutti è che
un uomo può essere un genitore stupendo, tanto quanto una donna.
Il mio papà è meraviglioso e credo che ce ne siano altri come
lui.
Ammiro moltissimo Cosmo de la Fuente e vorrei dirgli: "forza Cosmo,
una ragazza veronese e il suo papà (forse tuo coetaneo) fanno il
tifo per te!". Credo che Cosmo sia anche un padre stupendo.
Grazie e saluti
Roberta
BRAVO COSMO!
24/5/2005
Ciao a tutti.
Sono italo americano e vivo in Italia, a Roma, da qualche anno.
Mia madre è italiana e mio padre è americano, siamo del New
Jersey.
Scrivo anch'io per Cosmo de la Fuente, penso che abbia sintetizzato molto
bene la situazione in cui si trovano spesso i papà separati e i bambini
di essi, purtroppo credo che sia un problema mondiale. I miei genitori stanno
insieme, non sono separati e siamo due figli, io e mia sorella che vive
in America. La mia famiglia è stata una specie di mix italo-americano
e devo dire che mia mamma si è sforzata molto per mantenere salda
la coppia di cui fa parte. In America di situazioni descritte da Cosmo ci
sono moltissime, forse ancora di più rispetto Italia. Apprezzo molto
quello che sta facendo questo artista che ho avuto il piacere di ascoltare
come cantante, quando qualcuno del mondo dello spettacolo ha una sensibilità
autentica come quella di questa persona bisogna coltivarla secondo me. I
giovani americani sono bombardati da messaggi negativi se in mezzo a questi
"bad messages" ci fossero i "good messages" messaggi
buoni, si verrebbe a creare un equilibrio salutare.
Per via del mio lavoro, medico psicologo, sono a contatto anche con molti
giovani e la cosa che più mi rattrista è vedere l'infelicità
in molti di essi, alcuni vittime di emarginazione perché provenienti
da famiglie monogenitoriali che non hanno molti mezzi di sostentamento e
per forza in situazioni di povertà.
Scusate il mio italiano ausiliato dal vocabolario.
Saluto Cosmo de la Fuente e lo staff di Sorrisi e Canzoni.
Peter Webb
S'IMPARA ANCHE DAGLI ERRORI DEGLI ALTRI
24/5/2005
Gentilissimo direttore,
vorrei ringraziarla per lo spazio che ci viene offerto e per aver dato la
possibilità di parlare della separazione e di quanto succeda al coniuge
che rimane senza i figli.
Di papà separati in questa posizione ce ne sono più di un
milione e mezzo, ma se conta il disagio sopportato da figli, parenti e amici
dei protagonisti ecco che il numero cresce vertiginosamente e si parla di
milioni di persone. Ecco perché l'articolo di Cosmo de la Fuente
(madre contro padre) unito alla sua capacità di comunicazione e sensibilità
artistica, hanno creato un contatto appassionato tra i suoli lettori e Cosmo.
Mio fratello dopo la separazione ha sofferto moltissimo per non aver potuto
più stare vicino al suo bambino di cinque anni, aveva un bel rapporto
con lui ma la madre, con il compiacimento di un avvocato, ha pensato bene
di denunciarlo per molestie, ma alla fine, dopo sedute e varie lungaggini
burocratiche è stata completamente cancellata perché era basato
su una menzogna naturalmente.
Scagionato da quest'atroce sospetto mio fratello è rimasto colpito
al cuore e non ha mai capito il perché di tanta cattiveria da parte
della ex moglie, soprattutto considerando il fatto che era stata lei a chiedere
la separazione perché aveva già allacciato una nuova relazione.
Ora si è pentita, devo dire, non ostacola più le visite di
mio fratello, quello che vorrei sottolineare, però, è che
questo potere di uso e abuso da parte del coniuge più forte (la moglie)
non è giusto. Quando, purtroppo, anche il mio matrimonio è
finito, scottata dalle vicende di mio fratello, ho chiesto al mio ex marito
di venire a vedere i bambini tutte le volte che voleva e siamo diventati
ottimi amici.
Mio fratello purtroppo è rimasto segnato da questa triste esperienza
e il suo più grande timore è quello di ricominciare con un'altra
donna.
A volte mi chiedo se non avessi vissuto da vicino la storia di mio fratello
come mi sarei comportata? La sicurezza di rimanere con figli, casa e mantenimento,
comunque, mi avrebbero facilitato il compito di comportarmi in maniera sbagliata?
Vorrei dire a Cosmo de La Fuente grazie di averne parlato e grazie per essersi
schierato dalla parte di una causa così importante, che appartiene
alla vita di tutti giorni e di milioni di bambini e di genitori. Un artista
così merita molto ma molto di più e sicuramente l'affetto
di un pubblico che ogni giorno cresce di più. Ne parli su Sorrisi
per favore, è importante.
Grazie per avermi ascoltato.
Agostina (Firenze)
COME POSSIAMO CONTATTARE COSMO DE LA FUENTE?
25/5/2005
Egr. Direttore Donelli, siamo sei studenti universitari accomunati in un
gruppo di studio per la preparazione di un testo di ricerca socio culturale
ispano americana, prendiamo in considerazione soprattutto i paesi dell'area
caraibica come Cuba, Venezuela, Colombia e Repubblica Dominicana.
Analizziamo anche il processo folkloristico delle tradizioni e la musica,
nonché lo sviluppo delle attività artistico ricreative e l'apporto
dato dai residenti nei ghetti baraccopoli che sono una triste e consistente
realtà nei paesi di questa regione del pianeta.
Ci piacerebbe moltissimo poter contattare direttamente Cosmo de la Fuente
se lei vorrà fornirci un recapito di posta elettronica.
Ho letto molti degli scritti di Cosmo e "Il sole alto alle sei del
mattino" ci è sembrato molto espressivo e direttamente incentrato
nel nostro tipo di ricerca. Un componente del nostro gruppo, tra l'altro,
ha tre diversi cd di Cosmo, anche l'ultimo "Tormento de Amor",
trattandosi di bachata, musica proveniente da Santo Domingo, ci piacerebbe
anche avere qualche dettaglio proprio per quanto riguarda l'origine di questo
ballo, da chi ha esperienza di vita e non soltanto dalle nozioni trovate
in internet. Sappiamo ad esempio che questo ballo in passato, non troppo
remoto, era stato bandito. Conoscere i risvolti per noi è molto interessante.
Vorremmo anche complimentarci con questo artista per il suo scritto "Madre
contro padre", che giustamente sta appassionando molti. Riteniamo che
dimostri un calore umano e un vissuto molto significativo dal punto di vista
sociale.
Napoli, tra l'altro, è una città molto ricettiva e la musica
latina sta entrando negli usi di noi giovani, ecco perché Cosmo de
la Fuente, oltre ad essere apprezzato per i suoi articoli è conosciuto
per le sue produzioni musicali.
Ringraziandola molto per la sua cortese disponibilità e per aver
dato vita a una piazza di scambio opinioni come questa porgiamo i nostri
saluti.
Damiano, Alessandro, Mario, Antonino, Romina e Annarita
Risponde la
redazione di Sorrisi
Gentili lettori,
Cosmo de la Fuente sarà lieto di entrare in contatto con voi. Il
suo indirizzo di posta elettronica è news@sabortropical.it.
Cordiali saluti
La redazione di Sorrisi
COSMO E I PADRI SEPARATI
25/5/2005
Sono un attento lettore delle lettere su Cosmo de la Fuente, un artista
attento e sensibile a molti problemi, tra cui quello dei padri separati
dai figli. Apprezzo moltissimo il suo intervento e il fatto che si sia schierato
al nostro favore, lo facessero tutti quelli che hanno doti e possibilità
di comunicazione come lo fa Cosmo. Attaccare un personaggio così,
secondo me, è come rubare in Chiesa.
Cosmo de la Fuente, tanto per la cronaca, si è attivato, so di certo
che partecipa anche alle riunioni dell'associazione papà separati
di Torino, di Varese ed è in contatto con l'Associazione Caro papà
di Caserta, quindi prima di lanciare messaggi negativi su qualcuno bisognerebbe
informarsi.
Grazie Cosmo de La Fuente, grazie per il tuo interesse e per la tua sensibilità,
te lo dice un uomo che ha la possibilità di vedere i propri figli
quando vuole, ma proprio perché fortunato e pieno d'amore per i miei
figli capisco quale sia la sofferenza di chi ne deve stare lontano. Ho letto
molto su di te e so che tu vivi con tuo figlio, quindi non hai una storia
personale come qualcuno sta asserendo, ma come me senti quest'ingiustizia.
"Madre contro padre" rappresenta un caso simile per milioni di
persone.
Ringrazio moltissimo Sorrisi e Canzoni per l'accoglienza.
Dario (Asti)
GRAZIE, COSMO
25/5/2005
Vorrei che questo messaggio di gratitudine arrivasse fino a Cosmo de la
Fuente, vorrei che sapesse milioni di occhi stanno leggendo i suoi messaggi
d'amore, milioni di mani sono protese per stringere la sua, vorrei che sapesse
che con la sua semplicità e il suo modo di fare così sincero
e diretto senza assumere atteggiamenti del tipo "So tutto io",
è riuscito ad entrare nel cuore della gente più di quanto
lui possa ancora rendersi conto. Non bastava parlarne è il come,
è il perché, è la motivazione che ha contraddistinto
questo personaggio. Conosco molte persone che vivono la triste esperienza
delle separazioni e dell'allontanamento dai figli, ebbene quasi tutti parlano
del messaggio di Cosmo, incredibilmente vero, semplicemente profondo, naturalmente
diretto, in più dà speranza e ottimismo, la fiducia che i
nostri figli potranno finalmente sentirsi sicuri del fatto che non saranno
assenti né la mamma né il papà.
È un grande Cosmo. Grazie Sorrisi per averci mostrato il vero Cosmo.
Roberto
I POMERIGGI A CARACAS
27/5/2005
Incuriosito dal nome di Cosmo de la Fuente, ho cercato e ho letto molti
brani da lui scritti. Ho molto apprezzato "I pomeriggi a Caracas".
Bella la descrizione e toccante il ricordo del padre e i momenti dell’infanzia.
Mi rendo conto che Cosmo oltre ad essere padre, ha avuto anche un bellissimo
rapporto come figlio. Anche mio padre ha viaggiato molto e mi ha portato
in tanti posti del mondo e mi sono ritrovato nel racconto di Cosmo.
Capisco perché si sia schierato dalla parte dei papà che soffrono.
Complimenti.
Ottaviano
SERENAMENTE
31/5/2005
Carissima redazione di Sorrisi,
sono una lettrice molto fedele e apprezzo moltissimo questo settimanale
e soprattutto accolgo sempre con molto piacere le novità e l'impostazione
allegra che avete dato.
La mia è una vita serenamente monotona, voglio dire che sono mamma,
moglie e, anche se un po' piatta come vita, sono abbastanza tranquilla.
Ho seguito con vivo interesse il dibattito dei genitori separati, le lettere
e le risposte di Cosmo de la Fuente, che sono sempre state d'un certo spessore.
Ho letto alcune cose scritte dall'artista e con mia sorpresa ho trovato
parecchi racconti ambientati in Venezuela, uno di questi era "Il sole
alto alle sei del mattino" e l'altro "I pomeriggi a Caracas",
mi hanno mostrato un personaggio romantico e molto sensibile ai problemi
sociali. Non ho molto tempo, malgrado abbia soltanto 32 anni, tra il lavoro
fuori casa e quello in casa non sono di quelle che il sabato sera va a ballare
o fa vita mondana, ma mi piace molto la musica, essendo poi sensibile ai
ritmi latini conoscevo questa voce che ora sta venendo fuori alla grande.
Penso che questo momento di popolarità, non così evidente,
ma credo profonda e soprattutto tra un pubblico scelto, il buon Cosmo se
lo meriti, se non altro per le boccate di serenità che ci permette
di prendere. Ma dove stanno tutti questi uomini così garbati e intelligenti?
Grazie e a presto
Giuliana
RIFLESSIONE NOTTURNA
31/5/2005
Ore 3.05, rifletto.
Sono una mamma e per motivi che non sto ad elencare sono io il genitore
che non vive con i propri figli, anzi loro vivono con il padre in un altro
paese e quindi per me diventa molto difficile poterli vedere. Quando riesco,
una volta all'anno per qualche giorno, soffro nel vedervi in un altro ambiente
di vita, il loro padre, mio ex marito, è di origine medio orientale
e proprio mi fa male vedere i miei figli in quell'ambiente totalmente diverso
dal mio. Lo so avrei dovuto pensarci prima. Mi ritengo anche fortunata perché
ho conosciuto altre donne che non riescono nemmeno più a parlare
al telefono con i propri figli, in certi paesi il padre ha il comando supremo
su tutto e la famiglia paterna è quella che conta.
Voglio soltanto dire che non sempre le cose vanno come descritte da Cosmo
de la Fuente, che comunque ringrazio molto per aver usato un tono di comprensione
e non di guerra. Mi pare di cogliere, da parte sua, il desiderio di crescerli
insieme questi figli, per il loro bene.
La bigenitorialità è essenziale, ma spesso uno dei due coniugi
non lo capisce. Così dovrebbe essere, entrambi i genitori per il
bene dei figli.
Saluti cordiali
Marilena
SIAMO UOMINI
1/6/2005
Gentilissimo direttore,
in merito al discorso dei padri separati vorrei anche portare la mia testimonianza.
Sono un padre separato da anni e la mia ex moglie, che reputo persona intelligente,
non ha mai cercato di ostacolare le mie visite al bambino.
Ho avuto un po’ di problemi riguardanti la situazione economica perché
non riuscivo a mantenere due case ma con un po’ di sacrifici ci sono
riuscito.
Non capisco tutti questi uomini arrabbiatissimi con le ex mogli, nel mio
caso mio figlio voleva stare con sua mamma e gli avrei fatto un grave torto
se lo avessi allontanato da lei.
Cosmo de la Fuente dimostra sensibilità nell’affrontare questo
discorso, è vero, ma volevo soltanto dirgli che non tutti i padri
siamo in grado di crescere un figlio anche perché spesso troppo occupati,
poi la madre normalmente si sacrifica e molte volte rimane single per dedicarsi
maggiormente ai figli, io vorrei sapere quanti uomini sono disposti a rimanere
single per lo stesso motivo?
Siamo uomini e basta.
Grazie per avermi ascoltato
Livio
LA PARITÀ DEI SESSI
1/6/2005
Per anni, giustamente, la donna ha combattuto affinché si stabilisse
una parità tra uomo e donna, penso che a questo punto siano stati
fatti dei progressi. Sono del parere, però, che bisogna anche prendersi
i contro di questo nuovo modo di vedere il rapporto tra i due sessi, non
si può parlare di parità quando si cercano pari opportunità
e parlare di differenze tra uomo e donna quando non conviene più,
ad esempio nel rapporto dei figli.
Madre e padre sono la stessa cosa, importantissimi per i bambini entrambi
e come sostiene Cosmo de La Fuente, bisogna finirla con i soliti luoghi
comuni dell'uomo incapace e della donna super esperta.
Siamo tutti esseri umani o no?
Cordialissimi saluti
Antonio (Napoli)
QUANTI
ARGOMENTI INTERESSANTI SUL SITO DI SORRISI
3/6/2005
Siamo un gruppo di lettori che ogni tanto si ritrova per chiacchierare e
spesso prende spunto da argomenti estrapolati da internet e da alcuni siti
dove esista un dibattito, una discussione, un tema. Da quello di Sorrisi,
che è il nostro sito preferito, attingiamo molto e molto abbiamo
parlato e chiacchierato tra un caffè e un tramezzino, tutto il pomeriggio
di domenica, eravamo in dodici, riguardo la separazione e la situazione
del coniuge che rimane senza figli.
Premetto che eravamo misti, cioè tra di noi la maggioranza era femminile,
quattro coppie di coniugi, tre donne più un uomo. Devo qui affermare
che nel nostro piccolo gruppo i più contrari a che un figlio rimanga
col padre erano proprio i maschietti. Le donne invece sono pienamente d'accordo
con la tesi di Cosmo de la Fuente e della bigenitorialità. Voglio
dire, quelle poche donne (spero che siano poche) che sono contrarie al fatto
che un padre abbia a che fare con i propri figli , vanno smontate con dati
alla mano. Hanno sicuramente dei problemi grossi se si vendicano in questo
modo, ma il fatto che le donne comprendano e siano d'accordo sul fatto che
i bambini hanno bisogno di entrambi i genitori è una bella speranza.
Pensando questo si può almeno cominciare a tirare un sospiro di sollievo.
Credo che la maggior parte delle persone di buon senso sappia che un bambino
ha bisogno di papà e mamma.
Grazie a tutti.
Graziano Pirottina
e Katia, Aldo, Antonietta, Manuela, Daniele, Silvia, Angelo, Cinzia, Donatella,
Federica, Fabio tutti residenti nella bellissima città di Roma
LO STATO NON TUTELA LA PATERNITÀ
6/6/2005
Devi sapere che se desideri un giorno mettere al mondo un figlio, non avrai
riconosciuto alcun diritto di crescerlo.
Se credi che il matrimonio o la convivenza siano strumenti adeguati per
tutelare la famiglia, devi sapere che con le attuali procedure di divorzio
la sola persona che potrà garantirti diritti alla paternità
è la madre di tuo figlio.
Per lo stato il diritto alla paternità è una concessione privata
che la madre ti fa e rimane soggetta al suo unico arbitrio.
Tutto quello che puoi leggere nella legge ha poi applicazione molto ristretta,
con la prassi corrente che prevale: il figlio è gestito dalla mamma.
Il padre avrà responsabilità economiche ma non ha alcun potere
decisionale sulla vita dei figli, né diritti coabitativi.
In pratica, in ogni momento e senza valido motivo, la madre dei tuoi figli
può metterti alla porta e allontanarti da casa.
Non credere che essere a casa tua cambi qualcosa. Ti verrà espropriata
dallo stato, con esecuzione forzata.
Non esiste rimedio per la legge.
Soltanto il tuo rapporto personale con la madre potrà fare in modo
che lei acconsenta e decida come tu sarai padre dei tuoi figli.
Alcuni reputano inesistente questa atroce sofferenza, di padri che vengono
allontanati dallo stato dai propri figli, padri violentati insieme ai loro
figli, impotenti di fronte a uno stato e una società che non vuole
che i padri rimangano con i figli.
Io rivendico questa libertà come una delle libertà fondame
dell'uomo.
Negare questa libertà di generare ed educare la propria prole è
un gravissimo sopruso.
La società non ha alcun diritto di violentare il diritto alla paternità
di un figlio.
Una società che tollera questi abusi è una società
violenta e antidemocratica, a cui tutti gli uomini e donne devono ribellarsi.
È un diritto fondamentale dell'uomo.
Uno stato che calpesta questi diritti non è uno stato democratico.
Marco Baldassari
FIGLI NEGATI
7 /6/2005
In riferimento alla lettera di Livio (01/06/05), vorrei fare alcune precisazioni:
1. nessuno dubita che ci siano padri come te che si sentono inferiori alla
mamma.
2. nessuno dubita che ci sono molti papà che non passano il mantenimento
alle mamme per i figli (alcuni perché poveri altri perché
disonesti)
3. nessuno dubita che ci siano padri che non sacrificano la carriera per
accudire i figli.
L'elenco sarebbe lungo e mi fermo qui.
Caro Livio, dei tre punti riportati è anche vero il contrario. E
allora? Come la metti?
Se dovessimo seguire il tuo bel teorema da "Biancaneve e i sette nani"
dovremmo aggiungere, in maniera generalizzata e qualunquista come hai fatto
tu:
1. il 90% degli infanticidi lo commette la madre. Conclusione tutte le madri
sono assassine
2. il 98% dei suicidi dopo la separazione, riguarda i padri. Conclusione
tutte le madri sono cattive perché inducono al suicidio l'ex coniuge.
3. il 70% delle richieste di separazione è avanzata dalle donne.
Conclusione tutte le donne sono spergiure davanti a Dio quando si sposano
in Chiesa.
Di premesse, quesiti e risposte di questo genere si potrebbe riempire una
enciclopedia.
Quindi per brevità, rispondo al caro Livio affermando che la sua
risposta la paragono al tentativo di Totò e Peppino di parlare la
lingua inglese. Se non sai di cosa si parla, taci.
Per colpa di quelli come te, la cultura del rispetto del padre, in Italia,
non esiste.
Per colpa di quelli come te, in Italia, nell'indifferenza generale, da dieci
anni, muoiono 100 persone ogni anno (omicidi, suicidi e stragi varie).
Per colpa di quelli come te, un piccolo paese, ogni anno, scompare e finisce
sotto terra.
Per colpa dei Ponzio Pilato come te, in Italia, rapire un figlio non è
reato.
Se non ti senti un padre all'altezza, è un problema solo tuo e dei
tuoi figli.
Noi lottiamo ogni giorno perché non siamo come te e vogliamo crescere
i nostri figli. Che ti piaccia o no... papà c'è.
dott. Giorgio Ceccarelli
pres. Ass. Figli Negati
fondatore dell'Armata dei Padri (Figli Negati-Papà Separati)
movimento per i diritti civili dei figli dei genitori separati
www.figlinegati.it
DIFENDIAMO LA BIGENITORIALITÀ
8/6/2005
Gentile Direttore,
vorrei replicare alla lettera di Graziano Pirottina e degli altri amici
della "bellissima città di Roma".
Sono sinceramente lieto che un tema così importante e delicato quale
l’affidamento dei figli a seguito di una separazione entri nelle chiacchiere
domenicali di persone non direttamente toccate dal problema: ciò
denota indubbiamente da parte loro una grande sensibilità ed attenzione
ai problemi della società. È però necessario che questi
amici facciano ancora un piccolo sforzo, per andare più a fondo nella
questione ed evitare il rischio di giudizi magari un po’ superficiali
e che possano apparire irrispettosi nei confronti del sincero, autentico,
quotidiano dolore di tanti genitori.
Vorrei quindi fornire loro ulteriori spunti di discussione per una futuro
incontro:le donne
“contrarie al fatto che un padre abbia a che fare con i propri figli”
purtroppo non sono poche; lo dimostra il fatto che la stragrande maggioranza
delle separazioni si risolva in un affido esclusivo dei figli alla madre;
la questione non
è “smontare con dati alla mano” queste donne che rivendicano
il possesso esclusivo dei figli, ma è tutelare il diritto di figli
a mantenere sempre e comunque un rapporto ed una frequentazione costanti,
continui ed efficaci con entrambi i genitori. In presenza di situazioni
deviate in cui un genitore (in genere la madre) tende a negare questo diritto
dovrebbe essere compito dello Stato e dei Tribunali garantirlo; nella realtà
spesso avviene esattamente il contrario: basta che il giudice rilevi conflittualità
(spesso creata ad arte) fra i due genitori perché venga negata la
possibilità di un affido congiunto, e quindi i figli vengano affidati
alla madre (che è poi spesso quella che – sapendo di trarne
un vantaggio – ha generato la conflittualità); che
queste donne abbiano “problemi grossi” è fuor di dubbio;
purtroppo il loro atteggiamento crea problemi ancora più grossi ai
loro ex-coniugi e (soprattutto) ai loro figli; esistono studi scientifici
che dimostrano come i figli cresciuti in famiglie dalle quali è stato
“espulso” un genitore abbiano una maggiore propensione a sviluppare
problemi psichici, caratteriali, comportamentali. Dato l’elevato e
sempre crescente numero di separazioni si tratta di un autentico problema
sociale, che avrà fortissimi impatti sul nostro futuro. Purtroppo
tutti (con l’eccezione di poche, nobilissime voci) lo ignorano, o
fingono di ignorarlo; è vero, la maggior parte delle persone “di
buon senso” pensa che “un bambino ha bisogno di papà
e mamma”; quando una famiglia si disgrega il terremoto psicologico
che colpisce le persone è tale che il buon senso spesso non esiste
più. Per questo a noi papà separati non è di alcun
conforto sapere che moltissime donne e moltissimi uomini la pensano come
noi; almeno fintanto che tutte le persone “di buon senso” non
riescano ad unire i propri sforzi per fare in modo che lo Stato, con tutte
le sue componenti (leggi, tribunali, consultori, centri di aiuto alla famiglia…)
aiuti VERAMENTE le famiglie in crisi a ritrovare questo “buon senso”,
ed a prendere le decisioni migliori nell’interesse dei figli. Oggi
lo “Stato” aiuta solo ad esasperare le conflittualità.
Nell’interesse di chi, secondo voi?
Ringrazio ancora
Lei, Direttore, e gli amici di Roma. Invitandoli, visto che si dichiarano
convinti sostenitori dell’affermazione che “un bambino ha bisogno
di papà e mamma”, ad unirsi a noi papà separati nella
grande manifestazione nazionale a sostegno della bigenitorialità
che avrà luogo proprio nella loro città sabato 18 giugno.
Massimiliano
EVVIVA I BAMBINI!
8/6/2005
Egr. Direttore,
mi accodo ai numerosi lettori/Papà che hanno scritto e letto in merito
all’intervento di Cosmo de la Fuente.
Non sono un papà e non sono separato, ma con la genitorialità,
i bambini e i ragazzi ho a che fare tutti i giorni. Sono un educatore e
lavoro quotidianamente con persone dai 2 ai 18 anni circa relazionandomi
con le loro famiglie, con la scuola e le istituzioni che in alcuni casi
entrano nella vita dei minori senza che loro abbiano fatto nulla per cercare
questi interventi (assistenti sociali, psicologi, avvocati…): questi
minori sono coinvolti in faccende più grandi di loro dai loro genitori.
Inoltre, sono il gestore di un sito interamente dedicato alla Paternità
(www.laminieradigiove.it): qui arrivano molte storie bellissime, soprattutto
di neopapà. Purtroppo, leggiamo anche storie pesantissime di padri
disperati.
Io non voglio difendere per partito preso i Padri né sostenere indiscriminatamente
che è meglio un certo tipo di affido piuttosto che un altro senza
aver valutato il singolo caso e le due persone coinvolte. Tantomeno vorrei
che questo spazio sul suo settimanale fosse strumentalizzato.
Parlo, però, dalla parte dei figli che soffrono, che sono innocenti
e che spesso sono biecamente usati da una o dall’altra parte (se non
da entrambe) coinvolta nella separazione. Egoismo, rabbia, rancore, vendetta
e avidità (di ogni tipo, non solo riferita al denaro!) sono generalmente
le caratteristiche che accompagnano una separazione e un divorzio. Ma un
minimo di intelligenza e sensibilità e vero amore (non quello funzionale
sbandierato di fronte al giudice) e, dove accorre, un adeguato percorso
di sostegno e aiuto (consulenza psicologica, consulenza familiare, mediazione
familiare…) possono evitare almeno una parte di sofferenza ai figli.
Sarebbe anche utile che ai genitori (magari nei corsi prematrimoniali e,
soprattutto, nei corsi di preparazione al parto – nascita e alla genitorialità)
fosse spiegato e fatto ben capire che si è genitori per sempre, anche
dopo la separazione, che si è prima di tutto genitori e che i figli
(soprattutto se piccoli) hanno il diritto di essere sempre al primo posto.
Occorre una vera educazione per i genitori. Non dico nulla di nuovo: ma
l’educazione prenatale e perinatale dovrebbero essere istituzionalizzate
e organizzate in modo da fornire informazioni, supporto e, in particolare,
formazione.
È molto peggio e, per certi versi, più semplice mandare poi
i figli dallo psicologo, dire che hanno problemi caratteriali, che sono
difficili, che creano un sacco di problemi, ecc.
Col cuore e sinceramente dalla mia esperienza quotidiana nel bene e, soprattutto,
nel male devo affermare che i figli sono il prodotto di quei due genitori.
E come tali se ne assumono la responsabilità nel momento in cui li
concepiscono e questo impegno non cessa fino alla morte.
Grazie e W i bambini!
Claudio Carrara
UN PAPÀ SOLO RINGRAZIA COSMO DE LA FUENTE
15/6/2005
Egregio direttore,
ringraziandola per darci la parola vorrei esprimere il mio ringraziamento
ad un artista come Cosmo de La Fuente il quale con educazione e gentilezza
sta lanciando il suo messaggio a favore della bigenitorialità. Sono
convinto che una persona come lui possa ottenere l'attenzione da parte del
pubblico molto di più rispetto chi si avventa e urla la propria rabbia.
Sono anch'io un padre separato che soffre molto per il fatto di non poter
veder crescere il proprio figlio a causa di un giudice poco informato, sappiamo
che la madre comunque ha la meglio. Se vogliamo che la gente si renda conto
di quanto può essere dolorosa la nostra sofferenza abbiamo bisogno
di comunicatori decisi ed educati come Cosmo.
Vivo a L'Aquila, sono disperato e le parole di Cosmo mi hanno aiutato a
capire che dobbiamo ribellarci pacificamente ma decisamente.
Gerardo
(un papà solo)
SONO CONTENTO
17/6/2005
Sono un padre felice e tranquillo con i suoi due figlie e una moglie splendida,
ho molto apprezzato, però, il discorso di Cosmo de la Fuente a favore
dei padri che soffrono. Spero qualcosa venga fatto in favori di questi genitori,
padri (molti) e madri che vengono privati dei figli. Ho letto con passione
anche gli articoletti di Cosmo che reputo molto bravo e spero di leggere
presto il suo libro, di cui, mi auguro Sorrisi ci dia qualche anticipazione.
Sia io che mia moglie siamo lettori di Sorrisi.
Paolo Paolini
CHE BRAVO COSMO DE LA FUENTE
21/6/2005
Gentile direttore Donelli,
innanzitutto complimenti, lo so che sono molti a farli ma voglio farli anch'io,
Sorrisi rimane sempre un periodico bellissimo e informato e non potrei fare
a meno di comprarlo nonostante alcune copertine che posso anche non gradire.
Mi sono molto piaciuti gli interventi su Cosmo de la Fuente e le sue risposte
ad alcuni papà che sono rimasti senza i figli. Io, fortunatamente
riesco a vedere i miei figli ma so di certo che molti padri che io conosco
soffrono moltissimo e non è giusta questa disparità.
Sono anche un appassionato di viaggi e leggendo gli articoli di Cosmo ho
notato con quanta delicatezza riesca a far vivere sensazioni da lui vissute
e sinceramente mi è venuta anche una gran voglia di visitare il Venezuela.
Ho saputo da voci di corridoio che addirittura Cosmo prenderà parte
di un film per il cinema - in realizzazione, beh non so quanto ci sia di
vero ma quello che so è che mi sembra un artista molto valido e un
bravissimo scrittore, nei prossimi mesi mi auguro di sentire parlare spesso.
Saluti
Piero
I DIRITTI DELLA PATERNITÁ
21/6/2005
Se avessi ben conosciuto leggi, giurisprudenza e prassi che regolano il
diritto di famiglia in Italia, non mi sarei mai sposato. Ciò non
vuol dire che altri non possano liberamente farlo, ma semplicemente che
potranno fare una scelta più consapevole, soprattutto riguardo alla
paternità, se avranno una informazione adeguata sui rischi che corrono
personalmente e quelli che corrono i figli.
La libera scelta, sempre più frequente, di liberi cittadini di non
sposarsi, forse evidenzierà sempre più la necessità
di modificare le norme controproducenti e anacronistiche che regolano il
matrimonio.
Credo che un marito ed un padre dovrebbero avere gli stessi diritti/doveri
di una moglie/madre. L'attuale diritto di famiglia rende fin troppo facile
per una